due in solitudine

ululato da Pralina alle ore 22:18 domenica, 27 marzo 2011

Due naufraghi, aggrappati ai bordi della vita,

nella notte s’infrangono contro le scogliere,

restano sanguinanti e sfogano dolenti, silenzi.

Due folli, che contano le ferite, sfilacciano bende.

Due pazzi d’amore che attorcigliano i capelli,

raccolgono i cartoni gentilmente assenti, muti.

Due bocche che si sgridano, quando non sanno più

qual era il sapore dei baci senza un pensiero nero.

Due bocche di velluto, screpolate per troppe parole,

inaridite da troppa polvere e poco miele e cioccolato.

Venti dita scarabocchianti sui vetri dell’automobile,

disegnavano cuori, stupidi cuori, P.A. e niente altro.

Due teste con quattro occhi che guardano storte,

due corpi, con quattro braccia e quattro gambe;

due granchi che si infilano nella sabbia bagnata,

lottano fino all’alba, per non cadere senza guscio

nel banchetto del tempo, che tutto vivo ingoja.

Due eremi di sabbia che attendono il vento forte,

che porti via i detriti di una morte attesa, di carne.

Due rammendatori d’aquiloni, con il filo di parole,

due lucciole verdi ubriache, che non trovano la via;

due che non sono mai uno, due anche in solitudine.

Pralina, per il mio amore Andrea

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