i miei capelli

ululato da phederpher alle ore 14:32 sabato, 16 ottobre 2010

Sono fili ramati selvaggi,

nuvole d’oro e rime di bronzo

confuse nella tana dei lupi,

sono eremi sospesi, ebbri,

erranti in rami metallici,

elettrici  sotto la luna piena,

sono saltellanti e vaghi latrati,

balzi di onde, caotiche

meduse con le trecce di grano,

sono l’estasi del caos,

il rifugio di falene notturne,

la sintassi del cielo animale,

sono preistorici, esuberanti

come la chioma d’una bufera,

umidi di nebbia e collerici…

sono timidi, introversi, arricciati,

nemici del pettine, riottosi,

amanti della tempesta d’aria,

sono secchi, e sedimenti di rose,

emuli dell’entropìa ventosa,

migranti senza confine, nudi,

evanescenti pelurie di sabbia,

sono grumi, sono capelli ebraici

indomabili, senza una conversione,

vagando s’annodano in mare,

sono il residuo d’un lontano pirata,

la schiuma assente, lo scoglio vivo,

il tremore del tempo, sulla battigia…

sono creature non docili,

fragili, ma senza resa alcuna

s’avviluppano, gridano…

e ti accarezzano…

Il grande ritorno di Pralina come pittrice e come poetessa, in una poesia titolata I MIEI CAPELLI, e dedicata al sottoscritto… Andrea

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