l’amore delle stelle marine

ululato da Pralina alle ore 21:37 giovedì, 13 luglio 2006

Questo post è sull’amore e lo dedico a una persona speciale, un uomo che ho un po’ maltrattato ultimamente perché a volte sono fatta male… 

Strano che la maggior parte delle volte si parli dell’amore che ci manca, e non dell’amore che riceviamo ogni giorno. Come se l’amore fosse quel qualcosa che, per forza, deve procurarci immani sofferenze.
Ma perché si deve soffrire per amore?
e può l’amore nella sua intima essenza far soffrire una persona? Perché siamo abituati a lavorare in “negativo” quando si affrontano i sentimenti e le pulsioni erotiche?
Perché non riusciamo a vedere e ad accogliere in noi l’amore che abbiamo intorno, quello che ogni giorno produciamo, quello che riceviamo gratuitamente nelle tante forme d’affetto, d’amicizia, di bene vero che ci offrono le persone che ci circondano, non solo le persone ma anche gli animali e le piante e i luoghi, e preferiamo rifugiarci nella nostra ostinata conta bizzosa e retroattiva delle cose che non abbiamo ricevuto e avuto?
Perché non riusciamo a vedere che anche i sassi e le rive dei fiumi e le montagne sono pieni d’amore?
 
Sarà perché la nostra cultura è figlia e madre delle religioni monoteiste, e il monoteismo è monogamico, sarà perché ci hanno piantato dentro il cervello che la vita è una valle di lacrime… e l’amore, che è gioia pura, non può innalzarsi se non è bagnato di quelle lacrime da quella immane sofferenza.
 
Sarà che ci hanno piantato in testa il chiodo che il corpo è sporco e la mente è nobile, che tutto quello che parte dal corpo, nella ricerca del piacere fisico, verrà in qualche modo colpevolizzato e molto duramente, perché il corpo non può e non deve decidere… lo farà la testa, anche contro il corpo.
 
Sarà che siamo anche figli della sub-cultura televisiva, e che a forza di ciucciarci telenovelas e telefilm dove gli amanti protagonisti hanno sempre le lacrime agli occhi, che ci siamo convinti che l’amore è questo, è la perdita di dignità umana quando prevalgono i sensi, la sconfitta della virtù e l’infinito tormento che si prova verso la persona amata… e l’abbandono sarà un po’ una specie di coronamento o di ciliegina sulla torta ma in fondo solo la punizione divina che ciascuno aspetta e merita poiché l’amore è fallace e fallimentare, e la torta dell’abbandono sarà una ghiotta occasione per confermare i pronostici disastrosi con tanto di amiche disposte a dirti un miliardo di volte “io te l’avevo detto” e “gli uomini sono tutti dei mascalzoni”.
 
Eppure nella natura tutto va in direzione dell’amore, la molla del PIACERE è quella che permette la sopravvivenza di ogni specie vivente, dagli organismi più semplici, a quelli più complessi ognuno dei quali viene spinto ad assimilare il cibo e a procreare.
 
Anche nei batteri e nelle stelle marine c’è tanto amore, tanto, che potrebbero tenerci una lezione loro, i batteri e le stelle marine, perché noi non abbiamo capito un cazzo.
 
Solo noi esseri umani siamo riusciti a creare un tale casino autoflaggellante e a rendere “sporco” ciò che non era… e dopo averlo reso sporco lo si rimpiange pure, perché per amore si deve soffrire, quando lo si fa e quando non lo si ha, perché è scritto da qualche parte, perché lo dice il Papa e ce lo dice la nostra testa anche se siamo (o diciamo di essere) anticlericali.
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