soddisfatti o rimborsati – 2

ululato da Pralina alle ore 22:01 giovedì, 06 marzo 2008 

(Riassunto della puntata precedente: Ardesia Fallacara, una giovane impiegata che ha a cuore la sua alimentazione, che ha già aderito alla lotta contro il colesterolo pro soia OGM, che dolcifica il suo caffè con un dolcificante cancerogeno perché quando si è in lotta contro i chili di troppo ogni mezzo è quello buono, che crede nei valori delle fibre, che fa sempre colazione coi biscotti ai cinque cereali: grano, orzo, avena, biada, crusca, per essere sempre scattante come un cavallo alla partenza del Palio di Siena… insomma, Ardesia Fallacara, si reca al supermarket EsseEsseNibelunga per essere rimborsata del mancato espletamento dei suoi bisogni da parte di una ditta che produce yogurth lassativi, non faccio nomi, Activia, il cui slogan è appunto “Soddisfatti o rimborsati”… ne segue una vivace discussione non priva di momenti di feroce sarcasmo fra la cassiera e un gruppo di clienti stitici che vogliono farsi rimborsare la mancata popò)

Seconda ed ultima parte. La cassiera dice: “Calma… uno alla volta, mi consegnate i barattolini vuoti, mi dite da quanto tempo non andate più di corpo e poi, dovete firmarmi un modulo, QUI, dove vi prendete tutta la responsabilità di quanto affermate… se, per caso, da qualche accertamento della ASL, da qualche infamata dei vostri medici curanti, salta fuori (e qui il tono si fa minaccioso) che qualcuno soffre di coliti e di diarrea e non, come avete sbandierato, di… stitichezza… vi fanno un culo così!”

Brusio, colpi di tosse, qualche risata nervosa.

Nel frattempo, alla cassa accanto si ode una voce:

“Ma non è giusto! Io ho comprato un’altra marca di yogurth e non ho fatto a tempo ad andare al gabinetto, che mi sono sporcata tutti i pantaloni!”

E’ una signora molto distinta, di mezza età ma molto giovanile. L’amica accanto le da ragione: “E’ vero, c’ero anch’io, lo posso confermare! Allora dovrebbe chiedere il rimborso perché le ha causato la diarrea! Mio dio, che vergogna!”

Insomma, si scatena una diatriba pazzesca, perché ognuna delle due file o per meglio dire delle due fazioni, odierni Guelfi e Ghibellini, vuole avere ragione.

Nella fila della cassa numero 9, sono in attesa per avere il rimborso della marca Activia per non essere riusciti ad andare di corpo… nella fila della cassa numero 10, si lamentano di varie marche, e qualcuno anche della Marcuzzi, perché affermano che gli yogurth industriali hanno tutti lo stesso sapore di merda e fanno cagare un po’ tutti, ma fanno cagare tutti e subito, addirittura sulle barricate. Anzi, prima di averle raggiunte.

Qualcuno propone di eleggere un rappresentante. Si propone di indire un referendum. Un altro dice che farà lo sciopero della sete, per dimostrare che persino così si può andare di corpo lo stesso con qualunque yogurth.

Iniziano ad alzare un po’ troppo la voce, la cassiera della cassa 10, una giovane castana molto graziosa con la coda di cavallo, prende il microfono e urla: “Adesso basta! Potete continuare la discussione al Commissariato se non la smettete… soltanto Activia rimborsa, e soltanto per STITICHEZZA, voi no!”

La fila alla cassa 9 applaude, volano insulti e fischi… “Cagasotto!” dice un maresciallo in pensione, rivolgendosi alla fila della cassa 10.

“Scoppiate tutti, BUM! vedrete che bell’esplosione! L’alternativa agli stitici è la rivoluzione!” risponde un ragazzo molto hip-hop, capello rasato, vistosi piercing alle orecchie, felpa + cappuccio e pantaloni calati fino all’inverosimile, con due casse di birra nel carrello, rivolgendosi alla fila avversaria.

“Calma!” grida la cassiera della cassa 9 “Adesso chiamo la direttrice del supermercato, la signora Petarda… Senti Biagia, vai a chiamare la signora Petarda così si calmano”.

Arriva la direttrice, Santa Petarda, una giovane manager, una brunetta niente male, esile e con un lungo collo da cigno, vestita con un tailleur grigio ardesia e stivali da cavallerizza che riesce a ristabilire un po’ di ordine in quell’entropica fauna umana.

“Allora, cari signori e gentili clienti di questo supermercato, noi possiamo rimborsare solo chi ha acquistato yogurth Activia nella misura di 50 centesimi al barattolino (vuoto), il regolamento dell’Activia prevede che per essere rimborsati non si può andare di corpo per 15 giorni… voi siete tutti in regola? Lei, signora Ardesia Fallacara, parlava di tre giorni senza gabinetto…”

“Ma che discorsi sono? Nemmeno ad Auschwitz si stava 15 giorni senza gabinetto…”

“Silenzio prego! Io sono Santa Petarda, sono la direttrice dell’EsseEsseNibelunga e vi sto dedicando il mio tempo. Vogliamo collaborare? Allora dovete dimostrare che non cagate da 15 giorni!”

“E vabbè… eeeeeeeeeeeeeh… buuuuuuuuuuu” (Brusio di disapprovazione, teste che fanno “no”, scandaloso, peccato, un’occasione d’oro buttata così, noi non abbiamo il coraggio di reclamare oltre, sai come siamo fatti noi italiani, armiamoci e partite, però, 50 centesimi persi)

La fila resta in silenzio. Ed ecco che all’improvviso qualcuno presenta lo stesso la domanda di rimborso, ma sì, è proprio quel mister di 360 chili che nel film dei Monty Python “Il senso della vita” (la scena del ristorante) a un certo punto, scoppia.

Avanza a fatica, ansimando, facendosi largo con la pancia ridondante, con lo sguardo ebete, e raggiunge la cassa, dove deposita 2.543 barattolini vuoti che teneva dentro un grosso sacco di nylon, sotto gli occhi esterrefatti della cassiera.

La cassiera gli chiede con un tono tra lo scherno e l’incredulità “E lei, dopo avere mangiato tutto questo yogurth… veramente… non cagava da 15 giorni?”

“Fatti i cazzi tuoi!” gli risponde. Risatine di sottofondo. “Io non cago da 15 giorni… embè?”

“Ma come? Non ha ancora risolto il suo problema?” gli fa la cassiera, strizzandogli l’occhio.

“Che cazzo te ne frega a te, io voglio i miei 50 centesimi moltiplicati per ogni barattolino! Vuoi le mie coordinate bancarie o me li dai in contanti?”

“Sempre avanti gli stranieri eh… ah sì… così si fa! Prendi Zapatero ad esempio! E’ il sosia di Mister Bean eppure vedi come ha portato avanti la politica del suo paese… un mito!” dice Ardesia Fallacara, tutta soddisfatta per lo smacco ripagato, e lo dice proprio alla signora che era dietro di lei, quella con il cagnolino stitico.

“Ma se io volessi chiederle come ha fatto a tenersi tutto questo yogurth dentro per tutti questi giorni, lei cosa mi risponde?” infierisce la cassiera.

“Adesso mi hai proprio seccato… vuoi vedere… che cazzo vuoi vedere… io faccio… COSI’!”

E in quel momento esplode, inondando di ogni cosa che si possa immaginare e che non racconterò, l’intero supermercato.


Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...