per la libertà dimensionale

ululato da Pralina alle ore 16:37 sabato, 27 marzo 2010 
 
Libertà dimensionale, è la libertà di tuttiquando ho fondato le “Brigate Grosse” pensavo che si trattasse di una boutade, simpatica e anche utile, ma nulla di più che una sorta di goliardata o sfogo personale. Invece si sta assistendo a un’inversione di marcia, da molte parti si levano i primi scudi contro la discriminazione, un gruppo di obesi americani ha occupato il “New York Times” per chiedere che venisse pubblicato un articolo sulla loro condizione. E’ la prima volta che succede, che si parli di libertà di forme e non solo di colore della pelle.
C’è forse una sorta di pudore e di vergogna persino, a dichiarare che non si è “conformi” con il peso ufficiale imposto dalle tabelle. Essere “negri” non è una colpa (con buona pace del KKK  e di tutti quelli che ancora continuano ad alimentare il razzismo, Lega Nord in testa) ma essere grassi, sì. Negli Stati Uniti l’obesità riguarda le grandissime forme, ma qui in Italia basta meno, basta pesare 75 chili, ma anche molto meno. Io non sono obesa come da immagine stereotipata, sono sovrappeso, ma la sostanza non cambia e l’obesità è come la Stella di David, nei lager ci finiva pure chi era ebreo a metà. Fra l’altro i nazisti erano fissati con il salutismo e con la forma fisica, tranne quando si trattava di quei porci dei loro capi che si strafogavano di carne di maiale e birra.  Si è anoressici da una parte oppure obesi da quell’altra, “vie di mezzo” non sono contemplate nel parlare comune, nei dibattiti televisivi, nei condizionamenti infine, pesantissimi, dei mass media, dei medici.  E ancor più imbarazzante, essere rimbalzati continuamente nelle definizioni obesi, sovrappeso, cicciottelli, morbide, burrose, formose, ciccione, grassoni, che per i giornalisti sono esattamente la stessa cosa (basti vedere come ci definiscono, un aggettivo vale l’altro e sono fra di loro intercambiabili) non definiscono nulla in realtà (ogni essere vivente è unico e irripetibile, e quindi indescrivibile) ma tradiscono soltanto la benevolenza o meno di chi le pronuncia. Ormai non si contano più i commenti offensivi su Yahoo o Youtube, dove persino la Bellucci è stata definita paradossalmente… cicciona (e non stupisca più di tanto). Anche su Splinder c’è un tizio che afferma che le donne grasse sono malate, hanno disfunzioni ormonali e che gli uomini fanno l’amore con le donne sovrappeso perché “basta che respirino”, e nessuno tranne FlavioRoma gli ha dato una risposta contraddittoria.
Recentemente e del tutto casualmente mi è capitato di vedere un disgustoso talk show dove una soubrette magrissima, tiratissima, truccatissima, con un vistoso porro sopra la palpebra nascosto sotto un chilo di fondotinta e con la classica faccia a culo rivendicava il diritto di farsi le iniezioni di botulino (a 35 anni) e aggrediva una bella signora sovrappeso dalla bella pelle e al naturale, solo perché questa aveva avuto il coraggio di dire in pubblico “io sono felice di come sono”. E così alla fine, si finisce per aggravare ancor di più il problema, perché discriminati e infelici gli esseri umani, non possono progredire, cambiare stile di vita, mettersi a dieta se lo vogliono ma lo faranno solo per accontentare il marito, la suocera, le colleghe di lavoro o il medico, con il risultato che le cose non cambieranno mai e torneranno al loro peso di partenza.
L’obeso non ha bisogno di appuntarsi la Stella di David, il marchio infamante del grasso ce l’ha puntato addosso. Sarà anche perché, l’obesità oggi riguarda molto di più le persone povere e gli “strati” bassi, indifesi, della nostra società.
Paolo, il giornalista di cicciones.blogspot.com, ha scritto un bellissimo articolo che riporto qui, e che condivido al 100%. Viva le Brigate Grosse, evviva la libertà d’essere esattamente ciò che si è.
 

L’obeso pesa il doppio e vale metà 


“Sì, ma non si corre il rischio di dire che l’obesità è un bene, che dimagrire non è necessario? Di disincentivare chi deve dimagrire?”
Perdonatemi un piccolo sfogo, ho appena terminato di discutere vivacemente sull’argomento. La mia tesi, quella che mi ha spinto a dar vita a C.C.D., è che degli aspetti clinici dell’obesità possa occuparsene esclusivamente l’interessato: se adulto e frequentatore del proprio medico di famiglia, mi aspetto che un obeso possa avere coltezza dell’informazione medica corrente che concerne la propria condizione. In ogni caso, anche dando un occhio a quanto è disponibile in Internet, tutto mi sembra meno che ci sia poca informazione, io lo chiamerei anzi spesso terrorismo psicologico, attorno all’obesità. Grazie alle campagne non sempre controverse di associazioni di settore, iniziative locali, diffusione di informative di varia natura e grazie alla rete dell’assistenza medica mi sembra che un accesso generico ad informazioni, pur spesso datate o non sempre corrette, sia più o meno garantito. Si può sempre far di più ma, insomma, non mi lamenterei troppo.
Soprattutto, però, credo che cosa farne della propria obesità sia questione che riguardi esclusivamente l’obeso. Non sia cioè un fatto diverso da un altro qualsivoglia fatto privato. Trasformare una condizione privata, come la forma del corpo, in una questione pubblica, addirittura tirando dentro le spese sanitarie dello Stato, non è soltanto una violazione dell’integrità identitaria della persona, è anche una drammatica forzatura della realtà.
La verità è che non ci sono ricette omnicomprensive. I motivi per cui ciascuno di noi ha la forma che ha – alta, bassa, grassa, magra e via dicendo – sono i più vari e nel caso dell’obesità ogni giorno se ne scopre una nuova. Sperare di poter ridurre tutto ad uno slogan, o di poter dimenticare con un invito a dimagrire la soppressione sistematica dei diritti individuali di persone che non rientrano nella maggioranza dimensionale è francamente incivile. Per quanto riguarda l’incentivo a dimagrire, espressione entrata persino nel dibattito parlamentare, trovo offensivo che chiunque si senta in diritto di spingere chi non è normoforma a cambiare, eccezion fatta per parenti stretti e amici del cuore. Non solo: se proprio vogliamo parlare di “incentivazioni sociali” al dimagrimento, è ben ovvio che in una società paritaria ed inclusiva, incapace di sottrarre vitalità all’individuo a causa della propria forma, chi vorrà potrà più facilmente attivarsi per modificare la propria condizione, anziché affrontare come spesso accade agli obesi quel circolo vizioso di depressione che spinge a tuffarsi nel cibo, nemico e amico, unico salvagente emotivo di una società escludente. L’individuo sceglie quando è libero, quando è sereno, non quando è messo all’angolo e costretto ad agire di reazione e sopravvivenza.
C’è un però. In Italia si è iniziato solo adesso a ragionare sui diritti della persona comprensivi dei diritti dell’obeso. E’ un processo in divenire che deve fare i conti con convinzioni radicate e con una cultura di emarginazione e disprezzo che non colonizza soltanto i normodimensionati ma anche spesso e volentieri proprio gli obesi. Per quanto possa sembrare paradossale, sono spesso proprio i ciccioni e le ciccione a identificarsi con gli stereotipi che vengono loro appiccicati addosso da questa melassa grossolana e superficiale che infetta la socialità: moda, bellezza, salute e sesso. Io mi posso lamentare delle discussioni che sono costretto a fare per sostenere l’ovvietà dei pari diritti ma so che siamo soltanto all’inizio. La buona notizia è che in altri paesi dove dell’argomento si parla già da tempo la libertà dimensionale inizia a far breccia nell’immaginario e nella cultura. Occorre insistere e, sì, investire un po’ del proprio tempo anche nel discutere.
Vabbé, scusate lo sfogo, da domani si torna all’informazione :p
dal blog cicciones.blogspot.com
 
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...