CARTONI ANIMATI CHE PASSIONE

ululato da Pralina alle ore 18:21 venerdì, 22 gennaio 2010

I cartoni animati sono sempre stati la mia passione, non parlo di quelli seriali giapponesi (qualche lungometraggio del Sol Levante degli anni 50, però, è pregevolissimo),  ma delle animazioni pionieristiche, dai primi Disney (tipo Skeleton dance, i primi Topolino, Paperino fino a Fantasia che è il mio cartone animato preferito in assoluto) a Felix the Cat, Betty Boop, Braccio di Ferro, gli anni 70 di Supergulp, di Gustavo, Mr. Magoo, la Pantera Rosa, per arrivare agli psichedelici Yellow SubmarineFritz the Cat dalla fervida fantasia malata del mio adorato Robert Crumb, per concludere in bellezza con gli scintillanti Simpson di Matt Groening che rappresentano l’evoluzione negli anni 90 della caricatura delle famiglie americane, tipo Flinstone ecc., passando per la Linea di Cavandoli, le animazioni dello Studio Armando Testa, Bruno Bozzetto & Guido Manuli studio e concludendo coi Pixar, ieri l’altro mi sono guardata un dvd dei corti Pixar degli anni 84-89, quando ancora l’azienda non era stata fagocitata dalla Disney, era uno studio di pochi animatori, pochi e indebitati allora, ma veramente affiatati e motivati, ho avuto molte emozioni, davvero molte… sarà perché me li sono visti tutti al cinema, da Toy Story a Bugs Life, sarà perché l’animazione mi ha sempre incantata, dalle prime sortite al cinema, di Asterix il gallico, sarà perché ho sempre amato i fumetti, un tempo mi piacevano tanto, dai Puffi a Nonna Abelarda, da Lucky Luke a Poldino, da Sturmtruppen ai Peanuts, fino a Geppo il diavoletto, Lupo Alberto, ecc. per concludere con quelli bellissimi, straordinari di Grazia Nidasio, Jacovitti, Serre, la mitica Brétecher dei Frustrati, il grande Reiser con il suo fantastico Porcone, Chumy Chumez, Sergio Toppi, Andrea Pazienza, ecc. con qualche “puntatina” (da adolescente) per i fumetti porno (erano gli anno 70 e non c’era internet ehehehehehe!) ma leggevo, praticamente divoravo di tutto, Peynet, il Signor Bonaventura, come facessi a conoscere Arcibaldo e Petronilla dio solo lo sa, ma ero riuscita a scovare pure quelli, e ancora Valentina Melaverde, gli album di Asterix, quelle deliziose strisce di Addison sull’Arca di Noè,  B.C., il Corriere dei Ragazzi, Linus, Alter Alter, Strix, il Male, Cannibale, Frigidaire, Blue e non so quale diavolo altro. Non ho mai capito perché in Italia il fumetto e il cartone animato sono sempre stati declassati e considerati arte e letteratura minore, e perché -di conseguenza- non si è mai investito abbastanza in questi settori, forse perché il nostro Paese è condizionato così pesantemente da sempre dal moralismo cattolico per cui tutto ciò che diverte e accende la fantasia è il male, e comunque esiste un’età infantile per divertirsi (non troppo, però!) e un’età adulta per stare seri, e la serietà, come si sa, viene spesso scambiata per seriosità che è soltanto la facciata, l’atteggiamento, la parvenza, la tristezza, la pesantezza, la mancanza di fantasia, in fin dei conti la mancanza di argomenti di una serietà che spesso non esiste nemmeno. Vi lascio alla visione di questa chicca dei corti della Pixar, siamo già in epoca Disney ma non hanno perso di freschezza. Buona visione!
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