C’ERA UNA VOLTA BERTINORO

ululato da Pralina alle ore 15:23 lunedì, 24 agosto 2009

Ciao a tutti miei fedelissimi (o quasi) fans. Durante queste vacanze io e pheder ci stiamo dedicando agli hobbies casalingui quali la cucina di piatti sfiziosi e la ginnastica a letto (tipo di sport non contemplato nelle discipline olimpioniche, che ieri ci ha visti in una performance pomeridiana di un’ora e mezza ininterrotta, con grande gioia degli ascoltatori dall’altra parte del caseggiato)… ogni tanto fuggiamo dalle nostre torride città, che già ispirarono il Sommo Poeta Dante Alighieri nella sua descrizione dell’Inferno, per dirigerci verso più ventilate località, come, appunto, Bertinoro ieri sera, ridente cittadina del forliverde riminese che vanta numerose citazioni sulle guide gamberossiane e slowfoodiste come uno dei posti dove si mangia e beve meglio, il sentiero del vino e queste storie qui… beh… leggetevi il resoconto di pheder (Andrea) qui sotto, e poi ne riparliamo…

lunedì 24 agosto 2009

C’era una volta Bertinoro

Reportage triste da una serata domenicale di fine agosto nel balcone di Romagna. Bertinoro è un paesino medioevale, sito su due collinette, di cui una utilizzata in gran parte da un ripetitore TV già dagli anni 60, alte circa 300 metri e a metà strada fra Cesena e Forlì. Un paesino in gran parte medioevale, con in piazza l’antica colonna “dell’ospite”, munita di anelli a cui i viandanti legavano i finimenti dei cavalli. Un paesino cantato dal grande poeta romagnolo Aldo Spallicci, scomparso da alcuni decenni, e che reca una curiosità simpatica: il Club dei Brutti, che ogni anno promuove la gara per stabilire il più brutto d’Italia. Una località un tempo di gran moda e dove si mangiava molto bene. Ma il degrado e la recessione non hanno risparmiato questo ex angolo felice. Metà paese è in vendita: case private e attività di ogni tipo. Gli affitti sono alti, considerato che poi ti devi spostare in pianura per tutto: dai 500 in su, e le case sono tutte piccole e quasi tutte da ristrutturare. I ristoranti, come la mitica Cà de Bè, che è anche piccolo museo della civiltà vinicola locale, sono sporchi, offrono un servizio appena passabile e risparmiano su tutto. Alla Cà de Bè si mangia all’esterno sulla terrazza con tavoli presi dall’OBI -plastica verde da giardino- con posate leggerissime da discount. L’ordine ti arriva dopo più di mezz’ora e la piadina servita è senza infamia nè lode: Il Ristorante Belvedere che una volta serviva crostini da sogno ha cambiato gestione, e ora propone menù per tasche ben fornite dai 40 in sù per un pasto completo. Quanto buono non si sa. Non che alla Cà de Bè si sia speso poco: in due per una bottiglia d’acqua, un crescione e una piadina al formaggio 12,70 euro. E ti alzi che hai ancora fame. Non è andata meglio in una crostinoteca alla fine del paese verso ovest. Venti euro per “crostini” fatti su pane da pancarrè di evidente provenienza Conad a essere generosi (addirittura pezzi di margherita che non c’entrano nulla) con mini bottiglia d’acqua e bicchiere di vino rosso. Il gestore, se non altro, compensa con un dolce e un caffè offerti alla fine, ma il disagio nostro e suo è palpabile. Addirittura quando gli rievoco i tempi dei crostini del “Belvedere”, si allarga: “E i nostri come sono?”. Roba da piangere. Non a caso, a parte la Cà de Bè, i locali sono tutti semivuoti e tristi, con luci pubbliche a dir poco spettrali. In piazza c’è un tizio che suona canzoni alla chitarra di un pò tutti gli autori possibili, ma senza nemmeno uno straccio di amplificazione, davanti a quattro gatti tristi come bisce. Pochissime coppie a braccetto in quello che un tempo era il paese degli innamorati per antonomasia. Il castello, vestigia di tempi assai più gloriosi, sembra guardare impotente dalla sommità del colle tutto questo degrado moderno. Un pò la crisi, un pò le mode che passano, ma non è più la Bertinoro dei miei anni verdi. E con lei anche la Romagna, in palese crisi d’identità ormai da un pezzo. Rievocare la “vecchia” Romagna mi sembra quasi di riesumare il vecchio West con Toro Seduto e il generale Custer. Che tristezza, davvero.

phederpher

***

Piatto del giorno (cucinato da Pralina)
Tagliolini con asparagi e ricotta
Bollite le punte degli asparagi in acqua salata, utilizzate l’acqua di cottura per bollirvi i tagliolini all’uovo, a parte fate scaldare la ricotta con gli asparagi tagliati a pezzettini, poi unite i tagliolini e spolverate con una cucchiaiata di parmigiano e voila, servite in tavola…
Altri suggerimenti della chef:
Barchette di radicchio rosso con salsa di gamberetti
Prendete il radicchio rosso a foglia lunga (trevigiano), lavatelo, staccate delicatamente le foglie, poi preparate con il mixer la salsa seguente: gamberetti sgusciati cotti, erba cipollina, maionese… mescolate benissimo, poi prendete la salsa con un cucchiaio e adagiatela su ogni foglia, mangiate crudo prendendo ogni “barchetta” con le mani, è un piatto freschissimo e adatto al grande caldo
Crostini con salsa di radicchio rosso
Prendete il radicchio avanzato e trituratelo con il mixer insieme ad acciughe e maionese, mi raccomando la maionese va usata con parsimonia perché è pesante, diciamo che serve giusto per dare consistenza al tutto; indi utilizzate questa salsina per condire i crostini, è molto buona e fresca e il radicchio da un tocco di amarognolo molto gradevole al palato… mi raccomando per fare i crostini non usate il pan carrè, ma la frusta o altri tipi di pane, meglio se leggermente abrustolito e “sfregato” con uno spicchio di aglio.
Ottimi anche i crostini con il pesto (fra l’altro il pesto è superlativo nel minestrone di verdure, dove conferisce un sapore “in più” molto gradevole)
Granita di limone (buonissima)
Spremete due o tre limoni e aggiungetevi dell’acqua zuccherata, tanto quanto basta a riempire le formine da freezer, regolatevi con lo zucchero a seconda dei vostri gusti… tenete le formine in freezer circa un’ora o più, poi togliete la granita e mettetela nel bicchiere, con un cucchiaio o cannuccia, fantastica e mille volte meglio di quella del bar che è fatta con lo sciroppo (con lo stesso sistema si possono fare anche delle granite o anche ghiaccioli di cocomero, pompelmo, caffè freddo, latte di mandorla, ecc. ma utilizzando sempre ingredienti freschi)

 

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