per me un blog

ululato da Pralina alle ore 09:27 domenica, 16 dicembre 2007

Ieri sera la lunga chiacchierata in radio con Paolo (Blunightavenue) e le cose che mi dice sempre Ezio (hantrax) mi smuovono un sacco di cose rispetto al web e ai blog.
 
 
Ezio è fiducioso nei confronti dell’umanità, sembra un pulcino uscito da un uovo, io non lo sono per niente, nondimeno (che bella parola) accetto anzi cerco il confronto con gli altri, sempre. Anche quando non ci passo “bene” o non riesco a fare “bella figura”. Questo è stato il motivo che mi ha portato quasi due anni fa ad aprire un blog.
All’inizio ero un po’ come la Vispa Teresa, con l’entusiasmo rivolto a tutti, poi mi sono capitate talmente tante cose, per metà positive e l’altra metà negative, ma belle pesanti ve lo assicuro, che ho cominciato a rivedere il mio atteggiamento…
I meccanismi che ti portano a gestire un blog (che è una vetrina) sono principalmente autoreferenziali, come dice Paolo, quindi il blog viene tenuto per vanità personale, pura vanità, non solo sul piano fisico (con il blog è possibile mostrarsi, anzi, per meglio dire, mostrare solo la parte migliore di sé anche a costo di darci dentro con fotoritocchi digitali o altri trucchetti che noi donne conosciamo bene, o cercare una tesi per cui si venga accettati dagli altri) ma su quello della “presenza” nel mondo, questa presenza il cui contrario sembrerebbe lo “scomparire”, essere nulla, zero, che è la sensazione tipica in questa società di merda (scusate il termine) per cui se non hai una vetrina, un luogo dove esibirti, fare audience, non sei nessuno.
Eppure anche il blog è una realtà effimera, lo è per tantissimi ragioni, vuoi perché è legato ai tuoi stati d’animo, per cui può essere chiuso in pochi minuti così perché ti gira, vuoi perché segue le regole della “società dello spettacolo”: dipendere dal giudizio degli altri, dal consenso degli altri, dal loro affetto dichiarato, a volte nemmeno corrispondente, basta che venga dichiarato (le parole sono semplici da scrivere sulla tastiera, volano che è una bellezza). Quindi tutti gli effetti conseguenti: nei blog si farà come dalla Defilippi, piuttosto che nell’Isola dei Famosi, si piangerà come dalla Carrà, si racconterà la propria storia di miracolati per strappare una lacrima e un applauso, si risorgerà dopo tre giorni di morte del blog, si litigherà ma non troppo per non passare da antipatici, si eliminerà il concorrente scomodo, si mostrerà il labbro siliconato e la fetta di tetta come a Bisturi!, si farà l’opinionista senza conoscere l’itagliano, si riempirà di spam i blog degli altri perché la pubblicità è l’anima del commercio, si cercherà di accaparrarsi “amicizie” o di entrare nelle grazie di un concorso taroccato per avere molti commentatori.
Nei blog si farà salotto in diretta come da Costanzo, ricalcando ruoli e schemi televisivi… ci sarà il professorino sfigato con le donne ma tanto simpatico, il fenomeno da baraccone, la donna armageddon, la femme fatale. Basta che non si esca da quel ruolo per mostrarsi nella propria interezza, ma solo il ruolo che si è scelto di interpretare.
Ci saranno le matrone biondetinte come dalla Defilippi, vestite di nero e con tre doppimenti, pronte a urlarti (e pure a menarti, all’occorrenza) che sono “sincereeeee” e ti urlano quello che devi fare perché tu “bello mio cocco de mamma nun vali gnende”… ci saranno gli opinionisti semianalfabeti ma esperti di linguaggio tecno che scrivono le Grandi Verità, che poi non sono altro che un’accozzaglia di luoghi comuni (il bene e il male, le belle e i cessi, il bianco e il nero, di più non arrivano a concepire, sono proprio limitati, la loro visione è unicamente bidimensionale) luoghi comuni anzi comunissimi farciti da qualche spiritosaggine da ragazzotto di seconda media… e ci saranno invece persone vere di carne che possono spegnere il tasto del pc, per dedicarti una conversazione telefonica indimenticabile o un abbraccio alla stazione.
La mente umana ha delle potenzialità incredibili e una altrettanto incredibile capacità (capa/CITA) di ingannarsi, non sono le nostre progenitrici proprio delle scimmie… delle scimmie che si spidocchiano… che eleggono il vincitore… i macachi mostrano il culo rosso come segno di potere e noi facciamo dei template fighissimi. Sono i nostri culi rossi.
 
https://i2.wp.com/www.capnwacky.com/monkeytype/Monkey_animated.gif


Nel mio blog di Splinder è successo un po’ di tutto, sono stata definita nei modi più fantasiosi, hanno scritto che sono una che se la tira (una donna altera), un’altra persona mi ha detto che cerco di scimmiottare una mia amica blogger e che invece dovrei semplicemente “essere me stessa” (ma quando mai? ma ci avete le fette di prosciutto sugli occhi? ma non lo vedere che ho personalità da vendere?). Mi hanno linkata in tanti e prontamente slinkata dopo un piccolo chiarimento, un’inezia, hanno disertato il mio blog e (forse) invitato gli altri a fare altrettanto, perché sono regole ormai consolidate nei blog, sapeste quante volte mi hanno invitata a boicottare un blogger perché stava sul culo a un altro, quindi non mi meraviglia che l’abbiano fatto anche contro di me come credo che sia stato (se i rilevamenti dello shiny stat non raccontano balle)… mi hanno tante volte provocata in privato, qualcuno mi ha detto in sostanza “Se non ti mostri in chat con la webcam, è perché sei una cozza” (perché certi maschi le cose non le sanno proprio chiedere, devono provocare: un rifiuto li farebbe sentire troppo piccoli)… e poi invece, ho trovato dei veri amici, amiche, mi hanno telefonato in tanti, abbiamo parlato ed è stato, è sempre bellissimo ed emozionante sentirci al telefono, ho fatto delle cose con loro (anche l’amore, sì, è successo anche questo)… ho avuto delle delusioni, come tutti… ho intervistato molti blogger (o bloggers, come caspita si dice?), ecco che in questi giorni esce un Signor Libro realizzato con i contributi di 34 blogger, fra i quali ci sono anche io. E questo mi rende molto felice, perché il ricavato andrà interamente devoluto per un’ottima causa.

In due anni, prendendo solenni calci sui denti, ho imparato a fottermene di più dei giudizi degli altri, perché gli “altri” in generale non significano altro che una massa di babbuini infoiati e di bertucce con il marchese (così almeno li vedo io quando scrivono cose idiote), sono arrivata a un livello quasi buono. Ma posso ancora migliorare. Posso arrivare al punto di avere la forza di mandarvi tutti affanculo, ma di non farlo perché ritengo che ci sia ancora molto da capire e da salvare. Non perché mi importi del giudizio degli “altri”.

Mi interessa instaurare dei rapporti umani profondi con le persone seguendo criteri di “affinità”, qui ho conosciuto delle persone splendide, persone che con la loro profonda umanità e intelligenza, e con una generosità rara, straordinaria, perché del tutto spontanea, mi hanno dato moltissimo e soprattutto hanno ancora moltissimo da INSEGNARMI… il blog lo ritengo un mezzo, non un fine, molte volte cerco di staccarmene, di allontanarmi e di chiudere perché sento che mi causa DIPENDENZA.

Ancora due parole sull’affetto dichiarato… mi è capitato troppe volte di sentirmi dire “ti voglio bene” da gente alla quale di me in definitiva non gliene frega nulla, quindi preferisco andarci cauta… amare con il web è molto semplice, basta digitare TVB sulla tastiera… dimostarlo, viverlo, mantenerlo, è un’altra cosa. Per imparare a volere bene, ci vuole tempo, si procede per gradi, a volte sbagliando, bisogna imparare ad accettare l’altra persona coi suoi difetti, e questo se nei blog si mostra spesso soltanto la parte migliore di noi, la parte glitterata, spidocchiata, edulcorata, televisiva… è difficile da fare.
Perciò dico sempre “ti voglio bene” intendendo con ciò un inizio di bene, un affetto in nascere, che c’è potenzialmente, che si può sviluppare con il tempo, e che per quanto mi riguarda io sono disponibile a dare, con tutto il cuore e senza tirarmi indietro quando il gioco diventa duro. Il germe dell’amore per voi, c’è, lo sento, ed è tutto quello che mi sento di dirvi con assoluta sincerità.

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