grazie alla vita

ululato da Pralina alle ore 14:38 venerdì, 08 maggio 2009

Amore mio, sono passati tre mesi e mezzo dall’inizio della nostra storia ma mi sembrano molti, molti di più: è talmente densa questa nostra storia nel presente,  così eccitante quando progettiamo cose per il futuro, così divertente quando ridiamo insieme, e così piena di ricordi da raccontarci reciprocamente, che il nostro tempo si espande all’infinito… io che sono tanto brava a parlare, come dici, io che trovo sempre la parola giusta per esprimere quel concetto, non trovo però le parole per dirti quanto ti amo e quanto mi piaci, per spiegarti la tenerezza che invece di farmi uscire le parole, me le trattiene in gola, insieme al groppo d’emozione che sento quando ti penso così.
Sei l’uomo più dolce che io abbia mai conosciuto, la tua dolcezza è una cosa tutta tua, voglio dire che è unica, non ha nulla a che fare con le frasi da repertorio, con i comportamenti stereotipati, anche perché di persone “ruspanti” come te ne ho conosciute non molte, sai. E se nel corteggiamento (e non solo) hai mostrato segni di imbranataggine, questo è venuto unicamente a tuo vantaggio perché ancora oggi ci sorrido con il cuore colmo di dolcezza.
Mi piaci tanto, sei fantastico nella tua semplicità che è la tua “arma vincente”.
Sei dolcemente visionario come lo sono tutti i romagnoli e la nostra lucida follia è la chiave per aprire tante porte.
Amo le tue labbra morbidissime, tenerissime come un bocciolo di rosa che lascia scoperta una fila di perle che sono i tuoi denti perfetti.
Amo il tuo accento romagnolo e il tuo sorriso più d’ogni altra cosa, il tuo sorriso è fresco e lieve come quello di un bambino, un bambino che non ha mai conosciuto la malizia e riesci sempre a disarmarmi perché ti penso così leggero.
La mia femminilità è tracimata insieme alla vanità in tante piccole forme (la sottoveste anni 50, la cavigliera, le gambe lisce come seta, lo smalto nelle unghie…) e del resto non poteva che essere così, che fare l’orso Yoghi e scaccolarsi le dita dei piedi è una cosa che, nonostante la goduria iniziale, alla fine deprime abbastanza.
Camminare al tuo fianco è una sensazione specialissima, sono fiera di te, mi sento riparata e sento il desiderio di proteggerti. Io non sono una cuoca sopraffina e come vedi sono per le cose semplici, ma quando cucino per te mi sembra di aprire un mondo, di recuperare emozioni antiche che nella vita solitaria si limitavano a un piatto di patate con il tonno. Era una vita che non mettevo in tavola una candela per la cena e che non mi  profumavo da gran figa per andare a letto e perciò ti ringrazio anche di questo “svecchiamento” delle abitudini che è venuto fuori così prepotente… sei una buona forchetta e dai una soddisfazione incredibile!
Non ti cambierei mai, non cambierei nemmeno i tuoi difetti che vedo delinearsi ma che ho notato quasi subito (perché sei trasparente) e che connotano la tua personalità. A volte mi fai incazzare, ma poi rifletto e capisco che ognuno di noi due può urtarsi e che comunque, la nostra sintonia crescerà con il tempo. E poi sai, m’incazzo perché sono viva.
Ti amo completamente e sono sicura che ti amerò anche quando amarsi comporterà dei sacrifici maggiori, perché sai, io in amore sono una tosta, che non si arrende.
Da tanto tempo sognavo una storia d’amore e mi dicevo che avrebbe dovuto essere specialissima con il tipo giusto cioé uno talmente giusto da non poterlo nemmeno immaginare se non in qualche libro di leggende nordiche o celtiche, e perciò rimandavo sempre, rinunciavo ad incontri e non me ne creavo di possibili, non volevo rovinare questo castello di sogni e vivevo circondata dalle mura che mi ero fortificata con gli anni. Ero completamente sfiduciata nel genere maschile e tu lo sai perché.
Non esistono superuomini così come non esistono superdonne, ma ciascuno di noi lo può diventare nell’amore e nello sguardo dell’amata/amato. Perciò è inutile crearsi “tipi” immaginari, che l’amore quando arriva è una valanga, un uragano e travolge tutte le convenzioni precotte.
E così mi sono data per smarrita (in eterno) nel riflesso smeraldino dei tuoi occhi, quel pomeriggio di pioggia che mi facesti entrare in macchina. Il nostro amore è un dono che io non aspettavo più, ma proprio per questo è bellissimo, è stato così spontaneo fin dall’inizio questo nostro cercarsi e raccontarsi al telefono e poi sentire l’esigenza di vedersi dal vivo, ma piano piano, quasi in punta di piedi e senza aspettarsi nulla di speciale. Ci siamo scivolati dentro. E’ stato come togliere un freno a mano di tante cose, amozioni, desideri, sensazioni che erano stati bloccati congelati, ma senza il gran gesto, la cosa eclatante. Si è presentato con una leggerezza disarmante, come il volo di un “soffione”, la leggerezza la stessa che sento quando ti guardo, la stessa che invade tutto il mio cuore anche se non so spiegartela con le parole.
 
 
https://i1.wp.com/photofinish.blogosfere.it/images/soffione-thumb.jpg 
E perciò oggi dico grazie alla vita.
 
 
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