edmondo de micis colpisce ancora

ululato da phederpher alle ore 13:55 venerdì, 09 aprile 2010

Ier mattina nella nostra modesta ma cadente aula scolastica di Via De’ Calzolari, il nostro buon maestro paralitico entrò traphelato e ci disse, tutto allegro: “Oggi, o mie’ giovani virgulti, ivi non si terrà lezione alcuna poichè, su iniziativa del Preside, ci recheremo tutti nella piazza centrale ove il vincitore delle elezioni testè trascorse, vi pronunzierà il suo bel discorso di vittoria, per ringraziar coloro che l’han votato”. A questo annunzio un triplice “Evviva!” proruppe dai nostri petti, phelici di evitare tre stucchevoli ore di lezioni di trigonometria e istoria del Bassopiano Sarmatico, e inphine per evitare che gli stucchi della parete di destra, lesionata da un recente terremoto, potessero caderci sulla testa. Ci vestimmo solerti sotto gli amorevoli isguardi del nostro buon maestro asmatico che poscia ci guidò in phila per due, lungo le phestose vie del centro, percorse dalla banda comunale che intonava “The winner take it all” degli Abba. Percorsi quindi poche centinaia di metri phra due ali di pholla plaudente & phestosa, alphine ci accomodammo nelle sedie all’uopo predisposte nella grande piazza, sotto ad un immenso palco dove di lì a poco il vincitore delle elezioni sarebbe salito. Ed eccolo! Un grande silenzio si produsse phra i presenti nel mentre che il glorioso baciato dalla sorte e dai voti, saliva lestamente i trentasei gradini che lo innalzavano verso il cielo e la gloria immortale. Trattavasi di un omino non alto e piuttosto anziano, di colorito olivastro ma indubitabilmente non naturale, e con un sorriso a cerniera che gli occupava tre quarti del cranio inferiore. “Elettori! Elettrici! Giovani ivi convenuti! O Donne! O vecchi! O lavoratori!”, ma la locuzione phu interrottta dal nostro scurrile compagno Cavalcoli che gli gridò a guisa di ischerno: “O grullo!”. Un brusio di unanime riprovazione sorse dagli astanti, mentre il nostro delicato maestro disse paternalisticamente a Cavalcoli: “Idiota, ma che cazzo dici? Ti stacco le palle e te le inphilo in gola, sai?”. Ma l’oratore sembrò ignorare l’interruzione, e indi riprese: “O lavoratorj! O lavoratricj! O impiegatj! O quadrj dirigenzialj! O…”, e a questo punto Cavalcoli non resse più e gli mollò una pernacchia in sibemolle con ricciolo a semicroma/biscroma in si-la-do. Questa volta la gente si alzò inviperita dagli scranni per individuare il reprobo. Nel phrattempo Cavalcoli si era nascosto phra le gambe della sedia e cercava di isfuggire a mò di anguilla di Comacchio. Poscia, l’oratore, dal colorito ulteriormente infiammato, si ispazientì e principiò a denunziare: “Ecco, queste sono le risposte becere e volgari dei nostrj avversarj comunistj. Essi non sono capaci altro che di ischernire e denigrare e phinanco di opphendere. Ma noi siamo il Partito dell’Amore e, se cattureremo il reo, non gli torceremo un solo capello. Ci limiteremo a cacciarlo solo in qualche educandato, dove verrà ricondotto a ben più mitj consiglj tramite elettroshock od altri metodj consentiti dalle nostre leggj! Orsù, prendetelo, e phatemelo conoscere!”. Ma il nostro Cavalcoli isgusciava via veloce e phurtivo, ad onta di tutti i tentativi per agguantarlo, mentre una troupe di Banale5 intervistava il nostro buon maestro catarrotico, che ispiegava: “Dovete iscusarlo, purtroppo è un povero orphanello di padre e di madre, e certi traumi lasciano brutti segnj. Per phortuna sua, nella mia classe sono tutti bravi e gli vogliono un bene dell’anima, tanto che lo bastonano solo ogni tre giorni per due ore di phila, sto gran phiglio di comunistj”. La piazza nel phrattempo era in preda ad un bailamme incredibile, tanto che dovette intervenire la phorza pubblica a cavallo che phinì per disperdere i presenti a piattonate sulla testa, tanto che si lamentarono oltre trenta contusi. La riunione phu sciolta e l’oratore risalì di gran phretta sulla sua Jaguar azzurro phiammante che si dipartì a tutto gas, e lanciando, già che c’era, una boNba al phosphoro davanti ad una sede di Desolazione Comunista. “Vedete, mie’ cari virgulti, ciò di cui sono capacj certe teste calde di una certa parte politica? Quello che a noi seNbrava un allievo modello si è rivelato un phomentatore, un sobillatore e phinanco agitatore pericolosissimo. Ma lo prenderemo, vedrete, e poscia dovrà pagare il phio di quanto ha provocato!”. Ciò detto, il nostro buon maestro sistolico ci congedò e tutti noi infine corremmo a perdiphiato fra le braccia aperte delle nostre ansiose, dolci & tenere mammine.

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