c’era una volta il cecco

ululato da Pralina alle ore 15:07 lunedì, 12 ottobre 2009

Il fiore del cardo

Ieri è stata una giornata meravigliosa di sole, siamo arrivati a Firenze dal Passo del Giogo, l’aria era tiepida e i colori splendevano, brillavano al sole il verde dei prati e le nubi bianche… al Cecco Rivolta c’era il Mercatino autunnale “Il fiore del cardo” organizzata dal GAS “La grande abbuffata” e dagli abitanti del Cecco e del quartiere. Un mercatino davvero ben riuscito in mezzo a tantissimi giovani e studenti, un caleidoscopio di trecce rasta e di vestiti freak, cani in libera uscita e soggetti che sembravano usciti dal film “Woodstock”, complice il clima quasi estivo, i banchini erano tutti all’aperto sul prato della casa colonica, produzioni bio alimentari (c’era un po’ di tutto, miele, marmellate, yogurth, pane, formaggi, succhi di frutta, ortaggi, torte fatte in casa), piante di aloe, detersivi e saponi ecologici, artigianato creativo del riciclaggio (borse, orecchini, ecc.), ecc. davvero una bella festa di colori e di sapori, non un mercatino “alternativo” genericamente, ma un happening che ha visto muoversi tante realtà diverse, con dog party, dimostrazione gratuita di riflessologia plantare, esibizione di gruppo di Qi Gong, autoproduzione di barrette di sapone all’olio d’oliva e banda dei Fiati Sprecatiche suonava. Davvero una bella festa, la qualità dei prodotti venduti era ottima, fantastici i sapori e meravigliosa l’accoglienza umana, mi inducono ad alcune riflessioni su cosa compriamo ai supermercati e cosa mangiamo di solito. E’ palese, le cose comprate qui sono troppo buone, il succo di albicocca sa di albicocca e non d’acqua colorata e zucchero, è talmente buono che mi ricorda la “bumba” di 40 anni fa. Mi viene spontaneo il parallelo, tra quelle file di gente ingrugnita ma rassegnata e silenziosa, davanti alla cassa del supermercato, e per contro la felicità e rilassatezza di tante ragazze e ragazzi che chiacchierano fra loro e poi sbirciano, ridono, fanno domande sui prodotti, esprimono pareri… ci sono studenti, precari, casalinghe, giovanissimi che aiutano il papà nell’azienda agricola, pensionati che si coltivano l’orto sociale, curiosi della zona. Una ragazza mi dice che fabbrica borse con gli avanzi dei tessuti che le regalano, davvero sono molto belle, le compro una cintura fatta con gli avanzi del cuoio e poi me la metto in testa, tipo fascia indiana. Lo fa di secondo lavoro per arrotondare e davvero non è difficile da credere, che in una crisi di questa portata, l’unica grande risorsa sono le mani e la capacità di fare le cose. Non per entrare a far parte di questo sistema coi suoi ritmi e le sue aberrazioni, ma per creare sempre di più spazi nostri, una nostra concezione nuova di vita, soldi da investire nelle nostre autoproduzioni.

* Lo squat Cecco Rivolta  è ubicato all’interno dell’area delle Montalve di proprietà dell’Università di Firenze dal 1992. Dal 2000 i ragazzi e le ragazze per la maggior parte studenti hanno dato il via all’occupazione, autorecuperando la casa colonica e utilizzando parte della terra per la costituzione degli “orti sociali” (utilizzati per l’autoconsumo) e parte per il “campino sociale”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...