coraggio pralì un altro natale

ululato da Pralina alle ore 22:48 martedì, 11 dicembre 2007

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Coraggio Pralì, il Natale passerà anche quest’anno
… lo so, il Natale per te significa un altro triste anniversario, non puoi pretendere che sia un giorno di festa.
Il più grande amore della tua vita, il tuo adorato Horst, è crepato in cella la notte del 24 dicembre, come il Cristo che nasce la stessa notte.

Peccato che il tuo compagno, il quale al contrario di Cristo non era uno stinco di santo ma un ladrone patentato, ti abbia lasciato un sacco di guai, ma veramente un sacco di guai, dopo la sua morte…
La fede non ti ha mai fatto crollare, voglio dire… la fede dell’Amore. La fede nell’Amore ti ha sostenuta per tanti anni. Ci hai creduto e continui a crederci, nonostante la persecuzione messa in atto dai suoi figli e dai suoi “amici”, il mobbing “politico”, lo sciacallaggio dei tuoi ricordi, le minacce di “venirti a bastonare” durante le presentazioni dei tuoi libri, e tutto il resto.
E’ vero, Pralì, tu che sei sempre piena di ironia e di gioia di vivere, non avresti mai voluto fare il capro espiatorio… è un ruolo che ti fa cagare, quello della vittima… tu sei buffa, sei un clown, sei un piccolo sole… ma porco mondo mica è colpa tua se sei diventata un capro espiatorio in un certo periodo della tua vita.
 
Hai creduto nell’Amore, con tutta te stessa, e hai creduto nell’Amicizia. E’ vero, gli anni hanno fatto la loro opera di erosione, continua. E’ vero, hai incontrato tante anime splendide, ma le delusioni sono arrivate proprio quando ricominciavi ad aprire il tuo cuore.
 
Coraggio Pralì, c’è gente che sta peggio di te, come quella mamma che corre coi due bambini per prendere l’autobus, ne ha uno in braccio, e l’autista manco le apre, anzi, accellera… perché è Natale, Pralina, e a Natale la gente si vuole bene. E tu pensi, che cazzo d’autista merdoso, e poi pensi, “che cazzo me ne frega, a me è successo un sacco di volte”.
E ricacci indietro le lacrime, semplicemente perché sai che nessuno le prenderà mai più tra due dita. Coraggio, ti dico, coraggio, un po’ d’amore lo troverai! Dove? DOVE? ti chiedi… eh bene, ti dico che l’amore lo troverai in te stessa, soltanto ed esclusivamente in te stessa, ricordi l’esortazione del tuo ultimo compagno, François: “Pralina abbi fiducia in te stessa, prendi tutte le energie da te stessa, dalla tua forza interiore, dalla tua pittura” l’importante (voleva dirti) è che tu non rompa più i coglioni, che tu Pralì le cose non la vada a chiedere né a lui, né ad altri uomini, che tanto l’unica cosa che gli interessa di te è la fighetta mica il cervello… e soprattutto cerca di bloccare i commenti anonimi di offese e insulti, che quelli sono ormai l’unica risorsa con cui un tuo ex di tanti anni fa, un architetto brutto come le palle di un bove e puzzolente come un sigaro toscano che sia rimasto immerso dentro il bottino di una vacca con la dissenteria, cerca di comunicare ancora con te. Perché certi uomini, quando non possono amare le loro donne, le ammazzano. Con il coltello o con le parole.

E poi ci sono donne che non sono meglio di questi merdosi, sono soltanto un po’ più furbe e sgamate.

Coraggio Pralina, coraggio!

Pensa a tutti quelli che stanno peggio di te, come dice mia madre, guarda un notiziario, uno qualsiasi, immergiti nei delitti che avvengono ogni giorno, negli stupri, nelle sparizioni dei bambini, nei traffici d’organi, negli incendi dolosi, nelle guerre, nel terrorismo, nelle morti bianche, nella politica assassina delle multinazionali, nei disastri ambientali causati dall’uomo, e fai… aaaaaaaaaaah! poteva andarmi peggio!

Beh, mica sono soddisfazioni da poco. C’è un sacco di gente che sbrodola davanti al telegiornale, perché pensa “mors tua, vita mea”. Oppure “a due dita dal culo mio, mi sta bene tutto”. 

Perché l’umanità mica è buona, no, nemmeno a Natale, l’umanità è perfida, o forse è “soltanto” opportunista fino alle estreme conseguenze, cioè, dipende se gli convieni oppure no, se hai i soldi oppure no, se sei figo oppure no, se sei un turista oppure un extracomunitario (la distinzione non è nella pelle, ma nel portafoglio), e le amiche se non hai i soldi per uscire con loro a fare shopping ti dimenticano presto.
 
No, Pralì, ora stai esagerando… non sono tutti così… cioè… sì è vero… nessuna specie vivente ha mai generato un simile essere, una creatura capace di uccidere per il gusto di uccidere… voglio dire… sto esagerando? e i 9 milioni di donne bruciate vive sul rogo perché accusate di stregoneria? e i 6 milioni di ebrei gassati e inceneriti? e i nativi americani? quanti genocidi abbiamo compiuto nella storia? che fine hanno fatto i Maya, gli Aztechi… e gli altri? ma senza cifre limite… mettiamo… una madre che uccide suo figlio, il suo cucciolo… anche gli animali lo fanno a volte, ma non mettono su un circo di guardoni come quello di Cogne. Eh sì, se possibile, ancora peggio della cattiveria, dell’efferatezza del crimine, ci siamo noi che guardiamo con un misto di sentimento tra l’impotenza e il sadismo represso. 
Perché pure tu Pralì sei cattiva. Sei cattiva quando non rispondi al cellulare, perché ti lasci prendere dall’angoscia di avere a che fare con un’umanità nella quale, davvero, non credi più. Sei cattiva quando blocchi i commenti. Sei cattiva quando ti rifiuti di crescere e di capire gli altri e di ragionare sulle conseguenze delle tue azioni. Ma sei cattiva soprattutto quando non apri il tuo cuore, quando non riesci a regalare i tesori che sono chiusi in te. 
Coraggio Pralina, passerà questo Natale, e ti accorgerai che “fare la brava” non è servito a un cazzo, mentre forse cercare di essere “buona” dipende solo dalla tua (ormai scarsa) disponibilità di energia e dalla capacità di comprensione che ti rimane anche dopo tutti questi disastri nella tua vita. Ma sicuramente, cara Pralì, se farai la “cattiva”, finirai per assomigliare al resto dell’umanità, quella che tu stessa condanni e che ti fa schifo.
 
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