nel nome della romagna

ululato da Pralina alle ore 17:02 mercoledì, 30 maggio 2007

Nel nome della Romagna.

Non so se tutti sanno che la Romagna vanta i nomi più fantasiosi d’Italia. Se volete farvi un sacco di risate, io ci ho riso per mesi, leggetevi l’esilarante libro di Tino Dalla Valle “La Romagna dei nomi” edizioni il Girasole (Ravenna), dove sono raccolti, documentati e commentati centinaia di nomi strampalati dati ai bambini all’atto del battesimo e all’anagrafe.
Il libro in questione ha già detto tutto, io mi limiterò a fare qualche disquisizione… sul fatto ad esempio che i Romagnoli prediligono i nomi che hanno le finali in “is” “os” “es” “er” o con la kappa, non di rado iniziano con la doppia w.
 
Regola numero uno. Il Romagnolo è esterofilo. Sogna l’America mentre scalda la piadina col prosciutto e si accalora per le donne “straniere”.
Lo si capisce dai nomi degli Hotel e dei Bagni in Riviera, che si chiamano California, Las Vegas, Oktoberfest, Mexico, Paris, Everest, Gazpacho, Santo Domingo, e mai Ravenna o Forlimpopoli.

Quanto ai nomi dei negozi, ricordo con terrore la Boutique Shadow sotto casa mia, diventata per mia madre “Botik Zandov” (era pur sempre uno siòp) e il Despar “Spar Scienter”. Mentre la farmacia si chiamava Apotheke e non farmacia.
Ancora peggio, i nomi affibbiati ai figli all’atto di nascita. Ho conosciuto vari Werther, Walther, Willy, Wanda, Welda. Ho fatto amicizia con vari Ines, Denise, Mirka, Mirko, Yves, Alain, Loris (nome molto amato dalle mie parti), Elios, Nevio, Patrick.
Capisco Alex, o anche Ales, se proprio non esiste la pietà umana. Mentre ammutolisco leggendo di un tale Sandoz (forse ispirato a un medicinale) o di una tale Doloresdelrio (tutto attaccato).
So di un’Amneris che gestiva una tabaccheria, di un normale Sergio che è diventato Serghiei per gli amici, di un Venue, di una Milkana, di una Maska, di una Maruska. La signora Minnie è morta di recente, a Faenza.

Una famosa pornodiva, mia quasi coetanea nonché quasi compagna di politica, che frequentava la stessa gente che bazzicavo io (poi lei si è aumentata le tette, io no) si è scelta un nomignolo esotico, Selen.
Sarà perché noi ci abbiamo avuto i Galli (che erano talmente litigiosi e amanti della guerra, da dare origine a quella che è stata la divisione storica tra l’Emilia popolata dai Galli tedeschi e la Romagna abitata dai Galli francesi) che per Toutatis avevano tutte le finali tronche nella loro lingua, poi trasmessa in parte nel nostro dialetto… dove Forlimpopoli significa appunto Forum dei Popoli gallici e Brisighella era l’antica Brix… sarà perché noi anche quando stiamo a casa nostra -coi piedi ben piantati in terra- sognamo la casa degli altri, le isole tropicali, il freddo siberiano, le vette dell’Himalaya, le tette delle ukraine, i culi dei ballerini di Flamenco, e con la testa proprio non ci stiamo per niente “in loco”.


Sarà perché… froilàin… volire spaziren con mic sul lungomaren si bitter?

***

Aaaaaaaaaaaaaaaah! Aggiungo qui il commento di shotenzenjin che è strepitoso:

<<quando da ragazzina conobbi un certo Wainer, bello come la rugiada in una mattina d’estate, e dopo settimane si decise a cagarmi, non feci in tempo ad accalappiare la sua attenzione che con la mia straordinaria battuta feci sì che il mio sogno di amarci alla follia svanì in men che non si dica!

Lui: “Ciao, (strizzando l’occhietto), come ti chiami? Io sono Wainer“.
Io: ” ah….sembra il nome di un’elettrodomestico”.
Non l’ho più rivisto.
Peccato….sarebbe stato bene nella mia cucina al posto del mio frigorifero….
baci, baci e mille baci……>>
 

…e quello di GiselleB che non è da meno:

<<oh ti sei dimenticata gli: Uber, Nives, Sean, Admeris… io ho uno prozio di misano che ha messo ai figli tutti i nomi dei personaggi dell’odissea, ne ha avuti 14… l’ultimo lo ha chiamato Argo. M’ha piantato il broncio quando gli ho fatto notare che era il nome del cane di Ulisse. :)>>

…e la chicca di triana:

<<E’ vero, in Romagna sono stati i pionieri dei nomi esterofili o, comunque curiosi. Ora dilagano le Sciaro (Sharon a Roma e Firenze), i Nicolas, Andreas, e, come diceva qualcuno, i Giuseppes. Di solito orripilo. Ma quando il mio maturo fidanzato mi ha confessato di aver rischiato di aver rischiato di chiamarsi Gusman, invece di Mario, per motivi familiari, ho pensato che avrei preferito Gusman e me lo sono immaginato alto, coi baffi e l’aria importante.>>

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