cronaca di un attacco d’asma

ululato da Pralina alle ore 17:51 martedì, 13 novembre 2007

Massì, anche se sono una montagna di cazzi miei ve la racconto lo stesso, vah… tanto chi non capisce l’ironia, cambia subito canale, e chi non cambia canale, si cambi almeno le mutande…
 
Da un commento messo ieri nel blog di Clown Patrizio. Copia-incollo e arricchisco di nuovi elementi. Giornata da “sogno” della Clownesse Pralina… tutte le cose che scrivo sono successe veramente con l’unica intenzione di strapparvi un sorriso. Visto che non riesco mai a strapparvi un Rolex.
 
12 novembre

1) Dopo una notte trascorsa come se avessi dormito in fondo all’Oceano, nella Fossa delle Marianne tanto per dire il punto più profondo, prendo una solenne decisione. Sarà l’ultima notte così, di una settimana di merda!

https://i2.wp.com/www.smh.com.au/ffximage/2004/04/12/ventolin,1.jpg  

Mi alzo alle 6.25 perché a forza di rantolare e sibilare d’asma durante il sonno, i miei polmoni si sono autoproclamati “Cornamuse Marce” altro che “Fiati Sprecati”, non sono riuscita a dormire… dormire è un eufemismo per dire: cercare di chiudere gli occhi e non pensare improvvisamente che uno-due-tre-quattro (non ce la faccio a battere il tuo record Majorca, non ce la faccio) MANCA IL RESPIROOOoooohhhh!… mi spruzzo per l’ennesima volta il Ventolin nei polmoni-coglioni…  ffffff… hhhhhh… un’occhiata all’orologio Ambrogio (per dirla alla Petrolini), mi ricordo che le opzioni sono: chiamare il 118 oppure le pompe funebri. Scelgo la prima, per non dare pensiero ai miei familiari, felicità ai collezionisti dei miei quadri, ma anche perché non ho i soldi per il mio funerale.

2) Alle 7.30 arrivano i soccorsi, nel frattempo sono già spirata ed ho lasciato il seguente epitaffio scritto sul muro con la matita degli occhi: “Crepo… aaaaaaaaaaaaaaaargh!” oppure ho deciso di seguire una nuova disciplina religiosa della forma punitiva del respiro sotto le ascelle come ascesi (o ascessi) che porta al Nirvana. Anche Porta a Porta.
Decido di indossare il reggiseno bianco, di pizzo, per non sfigurare davanti ai medici uomini.

3) Gli sciamani del 118, alla vista delle mie fantastiche cose… prima di tutto i miei quadri alle pareti: un autoritratto con l’aureola dorata con la dicitura “Virgo Pralina Tuttifrutti”, un altro mio autoritratto mentre faccio la linguaccia denominato “Pralina Hopi” come donna-nuvola (con bambagia attaccata sul corpo) con sulla testa un elmo di acciaio nero e due ciminiere che sputano fuoco + cagnetta che mi annusa i piedi… e poi… un tricheco di pannolenci sul comodino; una grande farfalla quasi vicina al soffitto; un cucciolo di orango di pelouche che troneggia sopra un mobiletto di cartone decorato con un motivo kilt scozzese; due cuscini dell’IKEA (Cuore Pullson e Lillo Stern) con lunghe braccia e manone grandi grandi sulle sbarre della testata del letto; una canottiera made in England fatta di magline di metallo attaccata al muro con una gruccia; una grossa automobile rossa di polistirolo e maschera indios di cartapesta (fatte entrambe da mio figlio all’asilo) attaccate al muro; fotografia (vera, non fotomontaggio) di me e il mio compagno rapinatore tra due carabinieri in divisa degli inizi del 900 con tanto di cappello col pennacchio! chitarra di mio padre, tamburo cileno che fa il suono della risacca sulla spiaggia; i seguenti copricapi sparsi nella stanza: colbacco di visone sopra una torre di cd, sull’armadio bombetta inglese, elmo vikingo, parrucca viola + fascia indiana con penne su portaparrucche di polistirolo… insomma dopo avere visto tutte queste cose, mi chiedono se è proprio un attacco d’asma o di PANICO. E se “fumo” o se ho mai “fumato”.

4) Non mi ricordo.

5) Ho un attimo di smarrimento quando mi attaccano le pinze alle caviglie, perché penso che dagli sguardi che mi hanno dedicato, mi vogliano praticare l’elettroshock.
Finalmente scopro che il mio cuore sulla striscia dell’elettrocardiogramma scrive da solo “I love you” e che il mio tasso di ossigeno nel sangue è elevatissimo, e ciò spiega perché i miei capelli imbiancano da soli.
Dopo avere ammesso la mia colpevolezza e chiesto il rito abbreviato, io e la dottoressa patteggiamo per una fiala di Bentelan praticata per intramuscolare, e non un Penthotal per endovena come caldeggiato dall’accusa.

6) Il mio medico (il sosia di D’Alema) mi visita alle 12.30, prescrivendomi un camion di cortisone della Novartis, dicendo che si fida sulla parola di ciò che hanno rilevato i medici del 118.

7) Continuo a sognare un uomo che mi coccoli e mi consoli, forse in Nuova Zelanda esiste veramente, nel frattempo ho risposto a due telefonate, ho mosso qualche piccolo passo di danza sulla musica dei Morris On, folk band inglese degli anni 80, ho aperto a mio figlio, ho smollato la cagna… mi sono lavata i denti impiegando ben più di due minuti… perché siccome sono pignola, oltre a lavarli, devo pure stirarli.
Mio figlio mi spiega che quelli del 118 mi hanno scambiata sicuramente per una “fattona”, cosa non difficile da credere nevvero, dice mio figlio. Basta guardarti con quelle treccine alla Peter Tosh e quello sguardo un po’ così, che hai tu, che hai conosciuto Ramaya.

8] Pranzo con una fetta di pane toscano e aceto di mele, ricetta di mia esclusiva invenzione.

9) Nel pomeriggio altra telefonata, riflessioni non molto esaltanti sul web (lo Splindelist) che mi portano a ipotizzare nuovi scenari nel mio blog e cambiamenti drastici nella mia vita, come diventare idraulico delle mie tube di Falloppio in dieci lezioni, per guadagnarci un po’ di soldi.

Intanto il mio ex marito mi ha scaricato il camion delle medicine sul letto.

10) Esco furtivamente a fare la spesa, acquisto un vassoio di pasticcini, alla commessa le dico “Me ne dia tre di ogni tipo” devo festeggiare una vita, la MIA.

Ceno per la prima volta dopo una settimana in modo decente: tortelli con burro e salvia e pasti… aaaaaaaaaaaaaaaaaargh!

https://i0.wp.com/www.dolci.it/cioccolateria/foto/pasticcini.jpg 
 
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