raccontino erotico

ululato da Pralina alle ore 23:31 lunedì, 28 maggio 2007

Una mattina mi stavo risvegliando.

La stanza era ancora avvolta dalla penombra.

Mi sono trovata un corpo caldo e giovane accanto, sotto le coperte, con la testa lievemente posata sul mio stesso cuscino.

Sospirava con delicatezza.

Era dolcissimo, e meravigliosamente a suo agio.

Ho avvolto il suo torace possente tra le braccia e usando tutto il palmo e le dita delle mie mani ho carezzato a lungo la sua pelle, liscia di velluto, morbida, negra.

Ho annusato il suo odore.

Ho percepito il battito del suo cuore sotto la pelle, il guizzo dei suoi nervi; l’agilità delle sue ossa e cartilagini; il tepore rassicurante, familiare, delle sue carni.

Era un sogno di morbidezza e di dolcezza, quella sensazione fantastica che mi trasmetteva, e com’era erotico, pulsante, fantastico.
Un odore, il suo, un po’ troppo, come dire, agreste… ma gradevole.

Mi ha leccato i polsi. La sua lingua era ruvida e bollente.
Mi ha fatto sussultare!

Ho accarezzato il suo corpo, l’ho sentito fremere, l’ho stretto ancora contro di me, contro il mio… mi ha starnutito in faccia… dio com’era liscio, e incredibilmente carezzevole.
L’ho sentito “mio” e mi sono sentita così… selvaggia.

 

Era la mia cagna.

 

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