al governo monti preferiamo i monty python

Non me ne intendo di finanza e economia, non sono nemmeno una politica, sono soltanto una madre di un ragazzo precario che cerca di far quadrare il bilancio familiare e non ci riesce mai, pur privandosi di un miliardo di cose.
I sacrifici dei quali si riempiono la bocca i prelati ben pasciuti, vezzosi, ingioiellati, evasori fiscali, non di rado pedofili, noi della famiglia li conosciamo bene e non da ora. 
Mi chiedo se questo governo definito “neutro” e “tecnico” (così come il macellaio sotto casa può ben dirsi vegano) non vuole in realtà capire quali saranno le conseguenze per il nostro Paese della manovra promulgata. O forse lo sanno, ma non gliene importa un’agognata cippa.
Mi chiedo quale “salvataggio” ci sarà, forse solo quello per le banche private e per le speculazioni e i giochi della borsa di un manipolo di criminali legalizzati. Questa manovra è fortemente depressiva per i certi medi e poveri, mentre scalfisce poco o pochissimo quelli ricchi.
 
 
L’ingiustizia di questa manovra è sotto gli occhi di tutti, non vengono toccate in maniera sostanziosa le CASTE DEI PRIVILEGIATI e i grossi appalti per le costruzioni edilizie, i politici, i baroni delle grosse cliniche private, il clero e l’esercito e altre categorie di super ricchi.
Le conseguenze per il nostro Paese saranno terrificanti, l’aumento del carburante e delle tasse significherà un lievitare dei prezzi degli affitti, dei servizi, dei trasporti, del riscaldamento, di tutti i beni di consumo e degli alimenti.
Penalizzerà ancor di più lo studio, la cultura, la ricerca, le nuove tecnologie, la sperimentazione di nuove metodologie per l’agricoltura, l’industria, la medicina, le nuove fonti energetiche.
Indurrà la gente, se avesse ancora una mezza idea, a non metter su famiglia, a non fare figli, a vivere l’amore da eterni fidanzati. E che dire degli animali domestici, questa manovra comporterà anche un aumento del randagismo dei cani per abbandono. Perché anche loro ci costeranno di più.
I giovani disoccupati e precari che sono costretti a campare sulle pensioni dei nonni, si vedranno togliere un grosso aiuto, l’unico in un paese di merda come questo che non ha mai fatto nulla per il welfare e che pensa di risolvere i problemi inducendo i vecchi a lavorare fino a ottant’anni.
Non è difficile prevedere e non è catastrofico immaginare questo scenario che non è ancora completo.
Gli enti pubblici e i comuni si troveranno senza fondi per l’assistenza domiciliare quindi lasceranno morire da sole tante persone, senza fondi per la cura e il mantenimento del territorio, aumenteranno i rischi idro-geologici, i morti per alluvioni e frane. Continuerà l’abusivismo edilizio e le strade diventeranno sempre meno sicure per la circolazione delle auto.
Il turismo dovrà rincarare i prezzi e altri paesi diventeranno più concorrenziali di noi.
Aumenteranno i suicidi o le morti per stenti degli anziani, delle persone invalide, e anche di chi viene tagliato fuori dal processo produttivo in giovane età e di altre categorie deboli. Molti cittadini verranno sfrattati per morosità, altri negozi e ditte ed esercizi chiuderanno e altre attività verranno trasferite all’estero.
Ci hanno detto che faranno sgravi fiscali alle aziende che assumono giovani e donne, ma non si pensa ai cinquantenni che sono ancora disoccupati e che non avranno uno straccio di pensione. Tutte queste persone rischiano la vita. Donne e giovani? Pura demagogia del potere.
Aumenterà la piccola criminalità, gli omicidi per piccoli furti e rapine, e i negozi e i supermercati aumenteranno la vigilanza, quindi le carceri che già scoppiano verranno definitivamente stipate da questi ladruncoli.
La manovra dice di voler combattere l’evasione e invece indurrà la gente a evadere maggiormente il fisco, a suo rischio e pericolo, pur di ricavare qualche misera entrata. Indurrà la gente a fare un secondo e terzo lavoro, a nero. O a evitare cure mediche, controlli di prevenzione che potrebbero salvare la vita.
Ci saranno più morti sul lavoro, per mancanza di sicurezza, messa a norma, perché tutto costa di più e il padrone vuole risparmiare, e anche perché i lavoratori dopo troppe ore sono stanchi e l’incidente ci può sempre scappare. 
Questa manovra porterà comunque una fuga di capitali (e di cervelli e di idee fresche) all’estero.
“Lacrime e sangue” l’hanno chiamate, e non è difficile capire di queli lacrime e di quale sangue parlino, visto che non è sicuramente il loro.
Il nostro è un Paese ormai finito, e questa manovra ne ha stabilito la fine. Dopo decenni di ruberie e di corruzione, di grande evasione fiscale portata avanti a tutta forza, di mafie, di clientelarismi, di nepotismi, di baronati, di democrazia cristiana, di berlusconismo, di appalti miliardari, di puttanopoli, di infrastrutture mai terminate, di sprechi, di progetti assurdi ma ben finanziati, di magna magna dei partiti, dei sindacati, degli enti, ecc. siamo arrivati alla fine, non ci rimane che lasciare l’Italia o stare qui a combattere una (speriamo non troppo sanguinosa) guerra civile.
Chi ha il coraggio senza armi crei presto alleanze, solidarietà con gli sfruttati, metta in comune beni, merci e conoscenze, boicotti le nocività, le multinazionali, faccia scioperi importanti prolungati e non solo dimostrativi, elabori progetti di economia alternativa, pratichi ovunque ed estesamente la gratuità e la condivisione, perché la nostra rovina e la loro fortuna è che restiamo ancora isolati, in casa, con i social network che ci isolano ancora di più dandoci l’illusione di poter muovere il mondo, ma senza l’abbraccio e lo scambio con le persone indispensabile ad appoggiare le proprie idee di cambiamento radicale.
 
 
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