spezzare la catena

ululato da Pralina alle ore 08:40 martedì, 13 maggio 2008

Lo sapevi, peccare non significa fare il male:
non fare il bene, questo significa peccare.
Quanto bene tu potevi fare! E non l’ hai fatto:
non c’è stato un peccatore più grande di te.”  (Pier Paolo Pasolini)

Quante volte “avremmo potuto fare” e non abbiamo fatto, una foto, un sorriso, un gesto, una parola, un atteggiamento per cambiare il corso delle cose. Quante volte ci pentiamo di non avere fatto abbastanza, perché il tempo passa inesorabile e le cose si forgiano in un certo modo, senza avere la possibilità di riforgiarsi un’altra volta. Perché un bimbo, una bimba (come ognuno di noi) è un pezzo unico e irripetibile, perché non ci sarà un’altra possibilità di “rimediare”. Me lo chiedo spesso, pensando a mio figlio, a ciò che da madre sono riuscita a non dargli in passato. Penso che i genitori sono gli esseri più imperfetti di tutti, che hanno delle responsabilità immense ed eterne a fronte di scarsi mezzi e moltissimi limiti. Molti di noi si sono sposati ancora immaturi travolti dall’onda della passione amorosa, scoprono di essere incompatibili con il loro coniuge quando hanno già procreato, si trovano separati in giovane età, crescono i figli da soli e con un macigno enorme addosso, un grande dito puntato contro. Molti di noi scoprono che esiste una terapia familiare quand’è troppo tardi, quando le cose si sono già guastate, come successe per me e il mio ex marito. Penso che ognuno di noi genitore fa “scontare” le colpe dei nostri genitori pur inconsapevolmente. Non parlo di peccati gravi, non parlo di abusi o altro. Quelli sono gli orrori che molti di noi si portano dentro, e chi di noi ha avuto il coraggio, ha sicuramente spezzato la catena eterna che ci legava ai nostri padri padroni o addirittura carnefici. Parlo di vita quotidiana, di educazione, di piccole (grandi) mancanze che si sommano, di comportamenti deficitari o di errori nell’impostazione di una relazione. Non credo di avere fatto il “male” in assoluto, ma mi chiedo spesso se ho fatto sempre il bene di mio figlio, e devo essere sincera, non ne sono sempre sicura. Ma sia nel male che nel bene, sono ricambiata da lui con la stessa moneta.

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Una risposta a “spezzare la catena

  1. La perfezione non esiste e anche se esisyesse sarebbe impossibile riuscire a sopportarla. Chi riuscirebbe a sopportare una moglie o un marito perfetti? Nessuno, la propria autostima andrebbe a farsi benedire con un simile fulgido esempio davanti. Figuriamoci poi che tragedia sarebbe avere accanto una madreperfetta (scritto proprio così), tutti i complessi din questo mondo si abbatterebbero sul figlio, meschino!
    Stavo scherzado per sdramatizzare un pò. Non farti troppi crucci, ognuno di Ciascuno di noi è un esemplare unico comprensivo di tutte le sue virtù e difetti. Il solo fatto di riuscire a riconoscere i propri limiti e le proprie debolezze avvicina già di molto alla perfezione. Inoltre i figli sono perfettamente in grado di captare i segnali che giungono dai genitori anche se non sempre “c’è campo”. Ma questi ultimi sono i casi disperati, quando cioè i genitori sono delle bocce perse. E non mi sembra sia il tuo caso Sono sicura che sei stata una buona madre.

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