maria strofa e il blog di splinder

* Nel 2007 Maria Strofa decise di chiudere il blog di Splinder (poi lo riaprì) qui sotto riporto le sue motivazioni, insieme a una riflessione amara e pungente dell’atteggiamento superficiale e complusivo di moltissimi blogger. Siccome gli risposi piccata nel mio blog, mi telefonò in quell’occasione (tu non la devi vivere con un tradimento Pralina, io non ce l’ho con te né con Monì che è deliziosa né con altri di cui ho un’immensa stima, ma con altre persone mi disse o forse un modo di intendere i blog che è deleterio in particolare la mania di passare a salutare e a metter decine di gif che non c’entrano un cazzo con il post) la sua scelta a suo dire era stata dettata da…

venerdì, 23 marzo 2007

amore e commenti

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 – Cioran dice che la prostituzione è la forma più onesta di amore che ci sia. Che cosa ne pensi?
 
– Ha ragione. Il rapporto è chiaro, mai equivoco. Paghi e ti viene fornito il servizio adeguato.
 
 – Ma il sentimento?
 
– Quale? Ogni sentimento è una forma di prostituzione: se non è monetaria è morale. Stai con qualcuno perché hai paura della solitudine o ci stai perché è bello, perché è ricco, perché genericamente soddisfa qualche tuo bisogno: chiami sentimento ciò che ti attrae verso lui. Gli dài il corpo perché appaga un tuo bisogno; se è bello compiace la tua vanità, se è ricco e potente ti è utile, se è intelligente colma il tuo complesso di inferiorità; allo stesso modo in cui il cliente paga la puttana o il puttano; cambia il pagamento ma il rapporto è uguale.
 
– Ma non esiste un rapporto disinteressato?
 
– Ci sono alcune persone che si impongono d’amare soggetti che in teoria non amerebbero mai soltanto per soddisfare il proprio ego e ritenersi moralmente superiori agli altri. Amano l’inusuale per snobismo. In tutti i casi ami sempre te stesso e le tue paranoie tramite un altro; l’altro è soltanto uno strumento. Ciò che più lusinga la tua vanità: questo è ciò che chiamano genericamente amore.
 
– E dei commenti che cosa mi dici?
 
– Che dovrebbero metterli a pagamento come la prostituzione. I commenti positivi, allora, sarebbero veramente positivi. Con i commenti negativi ti consoleresti sapendo che almeno hanno pagato per darti contro. Pagare è ciò che rende più chiaro e onesto il rapporto. Non c’è ambiguità. Nessuno resiste alla lusinga, nemmeno i soggetti che dichiarano di rifiutarla. Vai ovunque a dire bravo, stupendo, sei forte. Ti crederanno sempre. Ma se costasse cinquanta centesimi lusingare, nessuno lusingherebbe più facilmente nessuno. La gente apprezza soltanto ciò che è costretta a pagare.
 
– Ma pagare è sufficiente a stabilire un discrimine per l’onestà degli intenti?
 
– No di certo, ma che cosa vuoi che freghi a una puttana di essere ammirata o lodata? Basta che la paghi. Se poi la lodi, tanto meglio.
 
– Quindi niente commenti neanche stavolta?
 
– No: possono già leggere o non leggere gratis. Commentare gratis mi pare davvero un’esagerazione intollerabile.
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[Foto dal blog di DianaLove]
postato da: MariaStrofa alle ore 18:31 | link |
categorie: biscotti
 
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Qoeleth

Dopo circa quattro mesi di esperienza mi viene da dire che nonostante tra i portatori di blog ci siano persone splendide, la natura stessa del mezzo li trasforma in orribili mostri.

Non mi vengono in mente altre forme di comunicazione o di spettacolo in cui la rappresentazione costringa a un movimento circolare e altrettanto pietoso di do ut des.

Come se uno scrittore fosse costretto per continuare a vendere libri a leggere e a comprare quelli dei suoi lettori. O che un attore dovesse andare da ognuno dei suoi spettatori per assistere alle recite di condominio. In caso contrario, la prossima volta, il teatro sarà vuoto o il libro non venderà nemmeno una copia.

La presunta democratizzazione della rete dà l’illusione a tutti di essere protagonisti, ma è un protagonismo ben triste visto che alla fine la popolarità da condominio la si misura in numero di commenti ricevuti.

La natura stessa del blog, poi, non è affatto dialogica né dialettica. Nel post si lasciano santini come a San Gennaro, o corone di fiori come all’oracolo di Delfi. Il blog non è dialettico: è votivo.

I due blog che preferisco in assoluto (e che non cito per non mettere in difficoltà nessuno) hanno una media di due, tre, quattro commenti al giorno: e il motivo di questo non si riferisce alla scarsa qualità. Si riferisce alla decisione dei portatori di blog di non sollecitare commenti tramite la logica del do ut des.

Qualche mattina, facendo esperimenti da laboratorio, ho commentato un centinaio di blog dicendo stronzate assurde; dopo due o tre ore avevo ricevuto in risposta un ottanta percento di commenti.

Il commento, poi, o il mancato commento diventa una specie di arma punitiva. Ci sono i cagarotti e le cagarotte che non commentano i blog con molti commenti perché non vogliono mescolarsi alla massa: quei tristissimi blog dove i titolari sembrano avere inventato loro la lettura dei libri così come si dice che ogni donna che se la tira ha inventato la figa in quel momento.

Blog pseudo elitari, circoli bocciofile di lettori o lettrici di libri, che celebrano i loro misteri eleusini alla stregua delle signore bene che per il loro tè rancido invitano soltanto pensionati e pensionate d’élite.

Del tutto comici poi quei portatori di blog che si vantano di avere pochi commenti; magari ne hanno uno o due ma nemmeno loro hanno la forza di cancellare il commento plastificato: bel blog, brava, bravo.

Tragici invece quegli sfigati che non se li caga nessuno e vomitano ogni giorno la loro bile a commento zero.

La logica di scambio all’interno dei blog non mi interessa più, né so se mi interessi scrivere ancora per mandare qualche messaggio in bottiglia: per divertire e intrattenere anonimi che nemmeno conosco. Sentimentalmente e sessualmente sono a posto sin da quando ho cominciato: non ho bisogno di tenere un blog per cuccare.

Il blog è uno strumento dittatoriale frazionato e moltiplicato in centinaia di migliaia di unità. Una popolazione di anonimi diventati star, editori e protagonisti che, senza nessun talento, si sentono artisticamente uguali a chiunque. La letteratura e lo spettacolo non sono mai stati democratici; ma il blog è riuscito a creare l’oscenità di passare direttamente dalla poca democrazia alla dittatura dei tutti.

I molti commenti che ho ricevuto non dipendono dalla qualità del mio blog: dipendono dal fatto che, volutamente, ho fatto centinaia di migliaia di pisciatine in giro che mi sono ritornate.

Dice Samuel Johnson: Solo uno sciocco scriverebbe se non per denaro.

Aggiungo io: solo uno sciocco scrive gratis o per ricevere un commento a condizione di avere fatto un commento a chi ti commenta.

Non scrivetemi in email perché non rispondo a nessuno.

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