era il 2007 ma il natale è sempre un po’ così

ululato da Pralina alle ore 18:29 domenica, 23 dicembre 2007

Vi ringrazio molto per tutti gli auguri di buon Natale

che ricevo in questi giorni nei commenti e in privato, al telefono e con sms, non sono sorda d’orecchi e nemmeno dura di cuore, ma per non passare da perfetta maleducata devo spiegare a chi non lo sa, che per me il Natale non esiste, l’ho cancellato dal calendario… da quel 24 dicembre 2001 quando morì improvvisamente il mio grande amore, l’amore più grande della mia vita, l’unica autentica anima gemella che si possa incontrare in una esistenza.
Erano le 20.00, aspettavo il mio bambino per la cena, mi trovavo accanto a uno splendido abete sintetico decorato con un garbo e una fantasia incredibile, improvvisamente è arrivata una telefonata ed è finito tutto.

“Signora, mi dispiace… il suo compagno non c’è più, è MORTO… (silenzio mio) ha capito?”.

Sipario.

In un attimo tutte quelle decorazioni dell’albero che avevo davanti agli occhi, mi sono apparse come la cosa più oscena e grottesca che si possa concepire. Le luci si sono spente. Da sola, non ho potuto piangere sulle spalle di nessuno, anzi, ho dovuto farmi spalla io, per accogliere le lacrime del mio bambino che amava moltissimo il mio fidanzato.

A chi mi sprona ad andare avanti, rispondo che io avanti ci vado sempre (per forza, è l’unica direzione possibile! e che dietro non ci posso andare nemmeno volendo, la marcia indietro non è il mio forte) ma non c’è trippa per gatti signori. L’anno scorso lo avevo festeggiato finalmente il Natale, perché ero innamorata di un francese, bellissimo e dolce (così almeno all’apparenza) che mi convinceva giorno dopo giorno che avremmo vissuto insieme. Stavo per lasciare l’Italia per andare a vivere in Francia, ero al settimo cielo. Per me era l’inizio di una nuova vita.

Di uomini ne ho avuti sempre tanti che mi ronzano intorno, ma il miracolo dell’Amore è una cosa rara e difficile.
Stupefatta di me e di ciò che mi stava accadendo… di questa mia immensa fortuna, invidiata dalle amiche, approvata da mia madre… mi dicevo che bisogna andare avanti e che la vita finalmente mi aveva dato una possibilità. Fiduciosa e zuccherosa, con gli occhi pieni di stelle, sono andata incontro alla vita proprio il giorno più brutto per me, con la certezza di voltare pagina. Ho ricominciato timidamente a credere alle fiabe, e lo sforzo che mi è costato a fidarmi di un uomo… è stato ripagato ampiamente.
Dopo le feste natalizie, l’uomo di cui ero innamorata, ha gettato la maschera, si è dimostrato l’opportunista e il falso che era. Non volevo nemmeno crederci, esaurita la sorpresa iniziale, mi sono data altri due mesi di tempo per rendermene conto. E poi qualche altro mese per smaltire il tutto. Poco? Troppo? Chissà!
Non ero tarda di comprendonio e nemmeno succube, ero soltanto e sinceramente sbigottita e non volevo rendermi conto della realtà. Avrei tanto desiderato di rimanere a lungo aggrappata ai miei sogni, ma li ho dovuti mollare. Ho fatto una fatica immensa per rimettere i piedi per terra, ma non c’era altra scelta.
Così l’ho lasciato, ho rimandato al mittente la sua ultima lettera senza nemmeno aprirla e non me ne pento, perché chi tradisce la mia fiducia non ha alcun diritto di cittadinanza nel mio cuore. Ma sono stata d’inferno e sono stata sul punto di non avere più voglia di vivere.
Sta di fatto, che tutte le volte che mi racconto una fiaba, per quante stelle e stille ci infili, per quanti fiocchi e nastri ci annodi intorno, per quanto la voglia a tutti costi vedere “rosa”… alla fine lo prendo nel bocciolo alla stessa velocità del TGV (Treno superveloce in Francia). E questa ormai è la MIA realtà, accettarla mi aiuterà ad andare avanti nel modo più bello. Sì, perché io alla gente, agli amici e alle amiche, a tutti, voglio sempre molto bene… sono una mamma e sono una figlia, il mio lato affettivo, la mia gioia di vivere, la mia fantasia, il mio bel carattere solare, il mio faccino sorridente, la mia “morbidezza”, è tutto salvo, non ho resettato nulla… è salva anche la capacità d’amare… ma non sono più una idealista! la mia capacità di sognare oggi è legata unicamente alle cose quotidiane e ai rapporti che costruisco ogni giorno, e il mio lato magico lo esprimo completamente nella pittura. Non volo più.Ecco perché Pralina è tanto “dura” di cuore e tanto cinica nei confronti degli uomini e dell’amore e delle favole e del Natale. In realtà non sono dura, sono solo disincantata. Però vi ringrazio per tutti gli auguri che mi fate, mi siete cari e mi dispiace solo di non poter condividere con voi la vostra bella festa. C’est la vie!

Un abbraccio immenso, con amore…
 
sotto: foto della Matrioska riadattata con la mia faccia, che ho regalato a Monica
un giorno di dicembre (eravamo in un bar vicino alla stazione)
 
 
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