una piccola storia ignobile

* per non dimenticare mai di difendere una conquista che ci sembra scontata, ma che periodicamente viene minacciata dalla parte più retriva del paese…

ululato da Pralina alle ore 08:38 giovedì, 16 marzo 2006

dal blog  lacolf  
 

Lei aveva 16 anni, e la voglia di perdere la verginità l’aveva portata a fare un errore, un errore di valutazione del proprio corpo ancora non del tutto divenuto quello di una donna, così si ritrovò con una creatura che cresceva dentro di lei. 16 anni e una sola possibilità: l’aborto clandestino. Si perchè questa storia avviene nel ’78, quando la legge sull’interruzione volontaria negli ospedali ancora non era stata approvata. Precisamente due mesi prima che divenisse legge. 

Come si procedeva? Il consultorio familiare mandava da un’associazione di volontari, non medici, nè infermieri, che non sto neanche a nominare… lì, veniva spiegato cosa e dove sarebbe stato straziato il tuo corpo, generalmente abitazioni private nelle quali si entrava di nascosto, a piccoli intervalli per non dare nell’occhio. Il metodo usato era quello dell’aspirazione del feto, senza anestesia, su un tavolo, senza che nessuno ti tenesse la mano… i tuoi accompagnatori dovevano rigorosamente stare in un’altra stanza, anche se avevi 16 anni, eri spaventata a morte e sentivi il tuo corpo devastato. Poi ti alzavi e vedevi in una bacinella gli avanzi di tuo figlio e sentivi tirare la catena del bagno. Questi i fatti nudi e crudi.

Quello che passava nella mente di lei è tutta un’altra storia, una decisione difficile da prendere a quell’età, tremenda e lacerante per molto tempo.

Questo per ricordare a tutti che la legge sull’aborto non deve essere toccata, è stata una conquista pagata da molte donne con il rischio della setticemia e della sterilità, rischio che ha corso anche lei, con 39° gradi di febbre dopo due giorni, con crampi al ventre che non la facevano stare in piedi. Non dimentichiamo, mai.

 

 

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