la gomma pane la mangio

Martedì 11 aprile – ore 17.30 per Fedeli alla Linea in Jazz Line Pralina intervista la sua anima gemella Alessandro Denci Niccolai, pittore illustratore romano

 
Chet Baker * quadro a olio di Alessandro “Hobbs” Denci Niccolai

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Che dire, sono un illustratore, ed è la prima cosa che dico perchè il lavoro che faccio e cerco di fare ha molto a che vedere con quello che sono. vivo disegnando, qualunque cosa, in qualunque modo, perchè mi piace, perchè mi viene facile perchè per vivere devo usare la fantasia, che insieme allo humor sembra essere l’unica cosa in dotazione nel mio pacchetto… sono così, io, vivo ad orecchio…

dal blog Citarsi addosso

scrive Hobbs

La gomma pane la mangio, dato che non faccio mai bozzetti e disegno direttamente i definitivi. E poi, perché ho fame. Questo lo sanno in pochi, sono un illustratore discreto io, nel senso che parlo poco. I personaggi vengono a trovarmi di tanto in tanto, il mio preferito è un tizio a pastelli che si fa chiamare Mr. Crumb. Passa di notte, quando mi scivola la testa e le voci diventano metalliche. Si cala giù da una matita e mi sporca i fogli. Mi passa qualche idea buona e mi ricorda chi sono e cosa ci faccio a questo mondo. Mr. Crumb ha la voce di un parroco di Frosinone, ma lui non lo sa e forse, è meglio così. Ho cominciato a disegnare prestissimo, come se avessi fretta di dire qualcosa, sassi nella scarpa, immagini come rimproveri. Ho sempre amato le matite colorate, più dei pennarelli ma molto meno delle tette, quelle li, mi sono sempre sembrate la cosa più bella mai fatta e, a parte un cuore che feci una volta con una penna biro, credo che sia così. Le tempere sanno di terra invece, il colore si stende a fatica, come quei pensieri da lettino, quelli che per tirarli fuori devi pagare, non come l’olio, che è morbido come la lingua di Camilla e copre e ripassa e cambia davanti agli occhi come certe nuvole nei giorni soffiati. La china ha quell’odore di pesce che ti entra nel naso e punge, carta francese ovviamente è l’unica puttana del porto buona per il mare di segni che ho. I pastelli li mordo e li mangio, ci lascio i segni dei canini, così che si sappia che sono miei e che abbiano il mio odore, spesso la sera mi lasciano strisce blu sulla lingua e mezzelune sotto le unghie, li tengo appuntiti in modo che non mi si fraintenda, un idea è una idea a patto che la capiscano tutti. Poi, di solito, mi sveglio.

“La carta è aristocratica e troia. Deve opporre quel po di resistenza, come un corteggiamento, cedere alle lusinghe del talento e scordarsi il suo setaccio di buona famiglia. Non ho dote, ma posso farla felice. E poi, io l’amo. “


Pralina saids…

Io la gomma pane la arrotolo come un sigaro e mi ci picchietto i lati della bocca (la bocca ha i lati…buona questa)… coi pastelli ho un rapporto feticista, osservo la scatola di latta, sorrido, occhio porcino, la accarezzo con il palmo aperto e finisco per non aprirla ma se la apro e i Derwent o gli Staedler sono ancora lì, godo… i pastelli li appunto con punte a spillo come i tacchi a spillo… tengo i Giotto di riserva, sono cerosi, ma solidi e nostrani, e mi aiutano nelle campiture… i Giotto portano qualche piccolo morso… coi pennarelli mi sporco sempre, anche a distanza di qualche metro, non so mai come possa succedere ma succede… con l’olio ho un rapporto anale, mi trattengo, li tengo chiusi, ma quando vado non mi contengo e tracimo… conosco le gioie della tempera ma solo su muro, e l’acrilico per grandi quadri fatti qualche anno fa. Di tutti annuso il contenuto, e più che a colore vado a naso, e poi, quando sono asciutti, a tatto. Amo toccare i dipinti. Al Guggenheim suonò l’allarme (forse perché stavo pomiciando troppo vicina al quadro). Amo toccare i dipinti, più delle sculture, che mi intimidiscono. Amo le tette più di tutto. Dietro le quinte. Conosco le gioie delle tette e della pittura, delle mie e di quelle delle altre nelle mie fantasie, e dell’effetto delle mie sugli altri sul fatto pratico. Insomma, un tripudio di sensi primaverili.

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3 risposte a “la gomma pane la mangio

  1. Pralina, alle 2.35 di notte ti adoro!! Che post tutto da godere……..i colori…..amo i colori con una predilezione per i gessetti colorati e le matite. Ho riempito la casa di colori, matite, gessetti, pennarelli sparsi ovunque come soprammobili, che facciano da arredamento. Li tocco, li guardo con cupidigia e con rammarico…..sì, perchè non so dipingere! In me alberga una pittrice mancata. Sapessi quanto amo la pittura……Non mi perdo una mostra, un museo……Al Louvre, al Prado, al Guggenheim a Bilbao e tutti gli altri. Ricordo un museo piccolo e raccolto a Toledo che esponeva opere di Velasquez. e poi a Ferrara al Palazzo dei Diamanti un esposizione di quadri di Monet e un’altra di Caravaggio…. sai che tu saresti perfetta come modella per Caravaggio? Incarni perfettamente il suo stile bello pieno e godereccio, carnale. I miei pittori preferiti? Tanti, mi è piaciuto molto il Goya nero, Caravaggio l’ho già detto, amo gli impressionisti, mi sono fatta tutta la Provenza su e giù per respirare l’aria respirata da Cezanne, Picasso e Gaugain, due giorni ad Arles sulle tracce di Van Gogh. Ma per vedere il meglio degli impressionisti bisogna andare a Parigi, al Musee d’Orsay, là ci trovi i capolavori di Monet, Manet, Van Gogh, Cezanne e compagnia bella. Ma basta parlare di pittura chè sennò mi esalto.
    E non so dipingere, Pralina, so fare solo i cicloni, sì insomma quegli scarabocchi che si fanno mentre sei al telefono, come faccio i cicloni io nemmeno Giotto li farebbe.

  2. Dimenticavo i quadri di una certa Patrizia Diamante; niente male davvero….

  3. GRAZIE SEI UN AMORE… 😀

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