ti lascio un lume che respira in cielo

Gryzko Mascioni, originario del Canton Ticino, deceduto nel 2002, è stato uno dei più grandi drammaturghi e poeti svizzeri del secolo testè concluso. Memorabile una sua opera teatrale avente come soggetto la monaca tedesca Ildegarda di Bingen, vissuta nel XII secolo. Questa sua stupenda poesia, intitolata “Il Soffio della Notte”, è tratta dal suo ultimo lavoro “Angstbar“  (Il bar dell’angoscia), uscito postumo. Il tono della poesia risente fatalmente del suo stato di malattia, ed è dedicato alla sua ultima compagna di vita.
 

 
Tu che mi vieni incontro, alato
d’innocenza, umile amore,
o tortora dorata, covi il nido
negli sterpi di brughiera,
nella luce di malva della sera.
Ma senti come ghiaccia
il soffio della notte,
il brivido dell’ultimo maestrale,
che scarruffa di riccioli di spuma
l’alto mare: ed un palpito
di piume già mi accòra,
nel precipite tuffo, or
ch’è l’ora, di pensare
alla partenza. Ti lascio
un lume che respira in cielo,
pallore di un’esangue arcobaleno,
monile sul tremore del tuo seno,
che infantile, si svena di paura.
Tanto per dir che non fu vana
la piccola avventura di noi due,
sorridersi nel vento, ed insieme
camminar, la mano nella mano
 

dal cenacolo dei poeti

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2 risposte a “ti lascio un lume che respira in cielo

  1. L’amore produce cose meravigliose, senza l’amore non siamo niente e non siamo nessuno, mi ritengo fortunata ad avere tanta capacità di amare… anche per apprezzare pienamente poesie come questa.

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