le dimensioni non contano

* prima che Splinder chiuda definitivamente, voglio riproporre ancora qualche vecchio post dal mio vecchio blog… vecchio… non esageriamo… avvertenze e modalità d’uso, gli argomenti da me descritti sono riservati a un pubblico adulto ma con tanta voglia di tornare bambino

ululato da Pralina alle ore 23:53 lunedì, 10 settembre 2007

Vi0la ha fatto un gradevole e interessante post sull’arte della seduzione. Io, eccitata dal suo suggerimento, vorrei farlo sul “Quanto è importante la dimensione dell’organo maschile nell’atto sessuale”.
Naturalmente tutto ciò che scrivo è frutto di farneticazioni e delirii, quindi vi prego di darci un’importanza relativa. Si accettano anzi sono graditi i vostri illustri pareri in materia. 
 
Sotto, la mitica Mae West.
https://i1.wp.com/www.typophile.com/files/maeWest_3573.png


Lezione di sesso della prof. Pralinatuttifruttenstein (ihihihihihihihihihihihihihihihi!!!)

Noi donne, si sa, siamo bastarde per natura, con il nostro uomo facciamo le romantiche svenevoli e gli facciamo notare quanto ci avrebbe fatto piacere ricevere delle rose rosse in regalo per il complemese della nostra relazione e quanto siamo tristi e adirate per non averle ricevute… e poi con le amiche parliamo come delle camioniste al bar dell’autogrill.
L’amica, quando esci con un uomo, non ti chiederà mai “Vi siete divertiti? E’ un tipo piacevole? Di cosa avete parlato? Era buona la cena? Siete stati bene? Ti sembra che la sua compagnia sia adeguata per te? Si comporta da signore?”

Nossignore.

L’amica vi chiederà, blocknotes e metro da sarta alla mano, le misure del suo pene. E se funziona bene.

Ora, care amiche, sfatiamo il mito che “Noooooooooooooo… a me non interessano le misure, basta che respiri” perché non è vero.
 
Ci sono però delle regole che dobbiamo imparare a rispettare, altrimenti ci trasformeremo in campioni di Wrestling perdendo tutto il nostro fascino e la nostra dolcezza.
L’uomo va incoraggiato SEMPRE e va tirato su. Va tirato su in ogni modo. Una volta in giro per i blog ho letto di una donna che ha riso davanti al pene del suo uomo. Non si ride mai, mai! nemmeno se vi apparisse una biscia verde fluorescente con un naso da clown. Il pene va incoraggiato in caso di momentanea ritirata e portato in processione in caso di trionfo.
Perbacco, ma immaginate voi care signore, cosa significa stare con una salsiccia così lì, quali responsabilità comporta… certo è facile parlare per noi, che allarghiamo le gambe e facciamo un po’ di spinte in su e in giù come fare aerobica o come al corso preparto.
Immaginate quanto impegno ci si deve mettere per irrorare di sangue un affare, soprattutto se è molto grosso e certamente più grande dell’area del cervello maschile preposta al linguaggio. Loro non possono fingere l’eccitazione e, spesso, in quel momento non riescono neanche a parlare, tranne forse un paio di frasi stereotipate che vertono sulla nostra presunta innata capacità di prostituirci (il grugnito è in quel momento, credetemi, la loro unica forma complessa di comunicazione). Se addestrati, riescono a urlare Ti amo perché non ha più di cinque lettere in tutto. Come ne ha solo cinque la parola troia. Quindi non pretendete conferenze stampa, e diffidate degli uomini che a letto, sul pezzo, parlano come un operatore di un call-center.

Non date per scontato che basti cucinare le vongole dell’hard discount e presentarvi con un completino di pizzo nero per ottenere risultati sorprendenti. Usare un profumo troppo intenso può coprire i cosiddetti feromoni. E un rossetto rosso fuoco può allontanare un bacio anziché invogliarlo. Alla fine, agli uomini del completino sexy con le guepiere gliene frega il giusto (la maggior parte degli uomini ritiene che le guepiere siano un attrezzo agricolo valbrembano). Spesso ve lo strapperanno semplicemente di dosso senza sapere che roba è, a meno che non capitiate con un mercante di abbigliamento con tendenze omosessuali latenti com’è successo a me. Essere gradevoli, pulite, curate, toniche, lisce, e mediamente arrapanti è già sufficente per fare scattare il desiderio in un uomo, la biancheria sexy ed altri artifici femminili servono a NOI come deterrente contro la depressione e per darci maggiore sicurezza (che è la fonte della seduzione). Cosa si può pretendere da un genere che non distingue il nero dal blu, il rosso dal rosa. Gli uomini sono quasi tutti daltonici quando si tratta dei vestiti delle loro signore. E che importanza ha. Infatti è a noi che frega della biancheria intima sexy, delle calze giuste, dei colori abbinati en pendant, delle scarpe coi tacchi, ci fanno sentire più femminili e ci aiutano a migliorare il nostro atteggiamento e quindi anche il nostro aspetto.
Allenate i muscoli del pavimento pelvico e preparateli tutti i giorni. Per “fare ginnastica” è sufficente rilassare e comprimere i muscoletti intorno alla vagina in movimenti alternati, come si fa per trattenere molto forte la pipì. Fatelo per qualche minuto tutti i giorni; potete farlo anche sull’autobus o in metropolitana, tanto chi se ne accorge. Il piacere sarà più forte se non offrite un buco inerte, ma una cava delle meraviglie e una caverna di Ali Babà.

Regola numero uno. Il tempo. La prima volta, le prime volte che si fa l’amore, non sono sempre le migliori, toglietevi dalla testa le immagini dell’uomo supervirile che sbatte per ore la figona di turno e insieme urlano come Tarzan che abbia Cita attaccata ai coglioni.
Ci vuole molto tempo per l’amore, bisogna conoscersi, ampliare la conoscenza reciproca. Bisogna frequentarsi parecchio fuori dal letto, sintonizzarsi sui gusti e sulle sensibilità comuni, capire cosa ci da piacere e cosa no, provare, testare tutto. Non importa cosa direte alle amiche, importa che stiate bene. Uno dei killer dell’amore anzitempo è proprio la mancanza di tempo.
Per questo sono scettica e restia agli incontri da una botta e via, allora tanto vale andare in palestra e farsi un’ora di ginnastica.
Regola numero due. Tenete alla larga per un po’ le amiche, perché noi donne quando sentiamo odore di salsiccia sulla graticola diventiamo troppo curiose e iniziamo a dispensare ogni genere di consiglio (come quelli che vi sto dando ora e anche peggio).
Regola numero tre. Non esiste una “normalità” in amore, ogni cosa è lecita quando non danneggia creature piccole e fragili come i bambini e gli adolescenti, quindi spazio alla fantasia che è l’unico afrodisiaco veramente potente. Tranne il sado-maso, vabbè le unghiette piantate sulla schiena e le sculacciate non sono proprio sado-maso dai, ho provato molte cose gradevoli: fare l’amore nella vasca da bagno, nella doccia, sulla tavola semiapparecchiata, su una poltrona, su un treno, su un tetto, e questo per ricollegarmi al posto più strano dove ho fatto l’amore… sì, un tetto, nel centro della città… sconsiglio vivamente l’automobile, specialmente se non ha i freni funzionanti… sconsiglio pure lo stereo con il punk rock a tutto volume per un amante della musica classica… io e il mio amore tedesco giocavamo tantissimo… naturalmente lotta coi cuscini prima di andare a letto… insomma, usate la fantasia e tornate bambini. Tornare bambini, rimbambirsi letteralmente, è la più grande garanzia di divertimento. Prendetevi cura di voi, come se non foste autosufficenti. Lavarsi insieme, per ore, farsi reciprocamente lo shampoo, imboccarsi col cibo, sono pratiche molto liberatorie. Possono dare al sesso una grande marcia in più ed aiutarvi a liberarvi dai tabù.
Regola numero quattro. Non usate il Viagra che è una porcheria infame. Non bevete troppo, perché l’alcool vi darà subito una sensazione di poter spaccare il mondo ma poi crollate al primo round. La marijuana può allentare le inibizioni ma sicuramente passerete la notte, tutta la notte a ridere provandovi bizzarri occhiali da sole vintage davanti allo specchio oppure a cercare di convincere il vostro partner che non avete peli, ma spine di cactus, e poi sarete presi dalla fame verso le 5 del mattino, e un desiderio così intenso di mangiare non sempre si concilia con il sesso, anche se si può integrare alle effusioni amorose. Lasciate perdere la cocaina e altre porcherie.
Regola numero cinque. Parlate. Dite tutto quello che vi passa per la testa. Raccontategli le vostre fantasie ma anche le vostre difficoltà. Accarezzatevi. Se c’è un blocco, cercate di parlarne, parlatene fintanto che non sentite allentare la tensione. Non ridete delle sue paure e dimostrate con lui la stessa pazienza che dimostra con voi. Ascoltatelo.
Avete paura della trasmissione di qualche malattia? Ditelo chiaramente, anzi, imponetegli l’uso del profilattico. Gli uomini a letto sono carini con noi, e sono più comprensivi di quanto non si possa immaginare. Chiaramente se non sono comprensivi, bye bye e arrivederci…
Regola numero sei. Il cosiddetto punto G sta nel cervello. Non ripassate l’alfabeto nella vana speranza di trovarlo. L’orgasmo non è un obbligo né per l’uomo né per la donna, abbandonate le ansie da prestazione, a letto non si recita, si vive. Non ci sono bambolotti di pelouche da vincere come al tiro a segno del luna-park. Meglio passare la notte nudi e abbracciati e viversela con tutti i sensi all’erta, che passare da un soggetto all’altro con amplessi record, eventi spettacolo di cui potersi vantare.
Il “nulla” non esiste. Se non c’è penetrazione, non è “nulla”, è un rapporto tra un uomo e una donna o tra due esseri umani che ci ha fatte felici. Dormire insieme non è “nulla”.

Regola numero sette. L’Amore.

In tutto questo direte… allora, che importanza ha la dimensione dell’organo sessuale maschile in un rapporto intimo? Non so, io volevo parlarne, certo che la sua importanza ce l’ha, ma poi mi sono venute in mente tutte queste considerazioni che mi sembrano ancora più importanti.
Però… 25 centimetri… ahahahahahahahahahahahahahahahahaha!!!!!
 
 
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5 risposte a “le dimensioni non contano

  1. Ciao stavo facendo una ricerca in google e cercavo le parole, “sensibilità”, “sentimento”, e “cose mai scritte”: ….. e son capitato sul tuo blog… dove ho sbagliato???
    Apparte gli scherzi…. io da maschietto mi sento di darvi un piccolo consiglio per fare in modo che il vostro lui sia tranquillo la prossima volta che rifarete l’amore… non ditegli mai Ti amo quando alla fine vi ritrovate faccia contro faccia, e sopratutto NON CHIEDETEGLI MAI DI DIRVELO.

  2. MAI PIU’ TE LO PROMETTO 😀

  3. Allora è vero che il 7 porta sfiga!
    Se dico “dammi il cinque” si capisce che è la mano o si pensa a qualcos’altro?
    Io “ti amo” lo dico solo “di spalle”, a chiunque!

  4. Bisogna avere molta pazienza, perché purtroppo l’amore è come un boomerang, o ritorna e fa molto male o manca il bersaglio e fa ancora peggio.

  5. Ciao, potrei avere la mail del webmaster?Grazie mille

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