la dieta del disoccupato

* VECCHIO POST DEL 2007 + CRISI ECONOMICA = ARGOMENTO PIU’ ATTUALE DI PRIMA

ululato da Pralina alle ore 22:28 lunedì, 22 ottobre 2007

Post dedicato a un’amica vera, buona, dolce, essenziale.
Con tanti auguri di buon compleanno, oggi 23 ottobre.
*


Questa idea mi è venuta qualche sera fa parlando da mamma a mamma, con un’amica che per me è un tesoro, anche lei -come tanti- fatica a mettere insieme il pranzo con la cena perché ha due figlie da mantenere.
Vi prego di non prenderlo come un appello drammatico mio personale, sto scherzando per raccontare una condizione comune… e fintanto che scherzo è perché posso ancora permettermelo.
Non è nemmeno un pippone assurdo contro le diete, che sono scelte individuali del tutto rispettabili.

E’ solo per mettere il dito (o forse il naso rosso da clown) dentro le contraddizioni esistenti, in un sistema come il nostro che spinge al consumismo alimentare e nello stesso tempo lo impedisce per sensi di colpa (nel caso delle diete) o per povertà (nel caso della fame).

C’è un argomento tabù in questa Italietta ipocrita dove la dieta per motivi estetici sta diventando un lusso. Che poi magrezza sia sempre sinonimo di bellezza, è ancora tutto da dimostrare!

Va bene, non starò a disquisire sull’unico dogma delle persone limitate di cervello, non voglio mica togliere a tanti l’unica certezza che hanno nella loro magrissima esistenza… ma non vi sembra scandaloso che i giornali di moda femminili parlino soltanto di DIETE e non parlino mai di sottoalimentazione e di FAME?

Nessuno parla delle diete VERE, quelle dei precari e dei disoccupati. Quelle dei pensionati. E di chi, in ogni caso, guadagna meno di quanto possa spendere ogni giorno per avere un’alimentazione veramente ricca e nutriente.

Facciamolo noi… ci state? Sono graditi contributi e critiche per migliorare le diete che vi propongo.

Dopo la dieta del fantino, la dieta dissociata, la dieta californiana… siori e siore… abbiamo… rullo di tamburi e succhi gastrici incarogniti… TA-DAAAAAAAAAAA!

https://i1.wp.com/www.lexabean.com/images/Diet.jpg


LA DIETA DEL PRECARIO (e del sottopagato).

2 pasti, scarsi.
Pastasciutta, condita con quello che c’è. A volte pasta fatta in casa, quella comperata è troppo cara, ma il tempo per fare la sfoglia scarseggia.
Frattaglie e carne bianca, perché la rossa costa troppo.
Pesce in scatola, perché quello fresco costa troppo. Oppure pesce azzurro.
Ricette per riciclare il pane, e tutto quello che avanza. Se avanza.
Frittate (esistono infinite varietà di frittate, anche con la pasta del giorno prima, ma la più buona è la frittata di frittata con un velo di formaggio grattugiato e un’idea di limone).
Verdura e frutta raccolte nell’orto dei parenti, in campagna, offerte di stagione, mercato all’ingrosso, gruppi d’acquisto.
Dolci dell’hard discount o fatti in casa, perché la pasticceria è troppo cara.
Consumazioni al bar spesso ridotte al caffè, con 5 cucchiaini di zucchero che non costa nulla.
Una bottiglia di vino, per i giorni veramente speciali.
Ristorante proibitivo, al limite in via eccezionale una pizza ma senza dessert.

+ un po’ di PALESTRA: bicicletta per andare al lavoro, effetto surf sui mezzi pubblici, scale a piedi, pulizie in casa, trekking, raccolta di funghi in montagna.

LA DIETA DEL PENSIONATO (non abbiente).

1 pasto e mezzo al giorno.
Minestrina fatta col dado.
Carni bianche e purè, polpette con gli avanzi del giorno prima.
Verdura degli orti sociali, oppure offerte di stagione (il pensionato non compra mai a chilo, compra nella misura di tre patate, una cipolla, una mela, una banana, un mandarino…).
Pere e mele cotte.
Thè con un po’ di limone o una tazza di latte. Un bicchiere di vino.
Vizi e perversioni del pensionato non abbiente: una caramella morbida senza zucchero.

+ un po’ di PALESTRA: allenamento per salire sui mezzi pubblici, passo accellerato per attraversare la strada prima che il semaforo nazista scatti il rosso.

+ un po’ di MEDITAZIONE: il pensionato prega per non morire di fame, perché con la sua pensione aiuta ancora una famiglia.

LA DIETA DEL DISOCCUPATO (di ogni età).

1 pasto al giorno e quando si ha culo 2.
Pastasciutta, ma non sempre, la parola “condita” è di gran lusso.
Oppure un uovo al tegamino, per la frittata a volte mancano tutti gli ingredienti.
Carne bianca, ma non sempre. Scatolette.
Pesce in scatola, e qualcosa trafugato ai gatti (scherzo).
Legumi in scatola, patatine del sacchetto.
Ricette per riciclare il pane, quello che vi regala il fornaio a fine giornata, croste di parmigiano bollite, risotto con le ortiche (ottimo!).
Verdura, frutta e qualsiasi altra cosa raccolta nell’orto dei parenti, in campagna, nel proprio terrazzo, nelle casse che buttano via quando smonta il mercato rionale.
Dolci fatti in casa con cioccolato rubato all’hard discount.
Consumazioni al bar saltuarie, offerte da amici (in tal caso paste e cappuccino).
Frequentazione straordinaria di buffet di matrimoni, prime comunioni, compleanni di amici di amici, inaugurazioni, vernissage, zie.
Alcool pessimo, meglio l’acqua naturale di fontana.
Ristorante… solo come lavapiatti!

+ un po’ di PALESTRA: tutto quanto come per il precario, perché anche il disoccupato a volte lavora, solo che non può nemmeno dirlo perché è tutto a nero… e se lavora, per scaramanzia, dice sottovoce che ha trovato da fare qualcosina.

+ sonno per ridurre la fame.



Certo, “Dimagrisci dormendo”… e anche morendo perché no? Morire è il sistema per dimagrire più sicuro. Scusate per la digressione idiota.

Quando non si hanno molti soldi, si capisce che i GRASSI sono quelli che costano meno, e i cibi MAGRI sono quelli che costano di più… ma non importa, ancora un po’ di pazienza, quando spariscono i soldi del tutto spariscono pure i grassi residui.

Vi assicuro che funziona.

Da preoccupata (condizione che precede una occupazione da lavoratrice riconosciuta) o da dadaccupata (condizione dadaista che caratterizza la professione creativa che nessuno riconosce da viva e che molti osannano da morta) ho perso senza difficoltà 8 chili da luglio e sono disposta a perdere ancora, perdo ogni giorno il potere d’acquisto, quindi sono felice perché questo è il paese dei Vip, delle Veline e di VitaSnella ed alla fine sarò in forma proprio come una riccona depressa e piena di complessi che si sottopone a una dieta dimagrante per ingrassare il suo dietologo privato.

Ehehehehehehehehehehehe!!!!!!

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