Archivi del mese: dicembre 2012

UNO SGUARDO UMANO

Tu lo sai bene: non ti riesce qualcosa, sei stanco e non ce la fai più. E d’un tratto incontri nella folla lo sguardo di qualcuno – uno sguardo umano – ed è come se ti fossi accostato a un divino nascosto. E tutto diventa improvvisamente più semplice.

Andrej Tarkovskij

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IL CIRCOLO BERNERI DI BOLOGNA E LA MEMORIA DI HORST FANTAZZINI

Solo due parole, o qualcosa di più, sui funerali di Horst e sulle vere cause della sua morte…

 
Ho trovato questo messaggio molto interessante (e capirete perché) in una mailing list sui funerali di Horst:
 
<<From: “valerio” <sirwalter@…> Subject: Funerali per Horst Fantazzini
Comunichiamo a tutte le compagne e a tutti i compagni interessati che le esequie per Horst, in forma laica e con bandiere anarchiche, si dovrebbero svolgere sabato 29 dicembre 2001 alle ore 15, presso il cimitero della Certosa di Bologna. Questa data e questa ora sono, al momento, indicativi. Avremo la conferma domani pomeriggio. Per conferma invieremo una ulteriore mail domani sera. Oggi si é svolta l’autopsia che ha accertato la morte di Horst a causa di un aneurisma. Horst sarà cremato. La data della cremazione non é ancora possibile determinarla a causa delle code per espletare tale evento. In quell’occasione, probabilmente, ci raccoglieremo ancora intorno ad Horst presso la sala del Pantheon nel cimitero della Certosa di Bologna. Per i compagni e le compagne del circolo anarchico “Berneri” di Bologna. Tiziana e Walter.>>
 
Mi sembra doveroso e rispettoso a quasi undici anni dalla sua morte, ricordare che il mio compagno Horst Fantazzini morì per un aneurisma, accertato dalla dott. Anna Vercelli che gli praticò l’autopsia richiesta dalla famiglia, onde fugare ogni dubbio che lo avessero ammazzato di botte dopo l’ultimo l’arresto come in un primo tempo si era sospettato. Questo aneurisma addominale, con molte probabilità era il risultato di numerose e complicate ricostruzioni dell’addome in seguito al massacro (plotone d’esecuzione) di Fossano del 23 luglio 1973 che gli lasciò in corpo per decenni varie pallottole, schegge e scheggine di pallottole; negli ultimi tempi Horst lamentava in una intervista con il giornalista Antonio Roccuzzo di avere ancora un paio di questi souvenir da togliere. Horst da quel massacro uscì vivo per miracolo solo grazie al suo fegato posizionato a sinistra (una cosa assolutamente eccezionale) ma con una vera bomba ad orologeria nel suo corpo. Del resto questo messaggio che proviene dalla email di Walter Siri dimostra il fatto che tutte le compagne e i compagni anarchici bolognesi fossero già a conoscenza, ai tempi del funerale, di un aneurisma che negli anni si era lentamente ingrossato arrivando a un diametro insopportabile e che ne causava anche un vistoso dimagrimento (perché Horst non riusciva più a mangiare). Probabilmente l’abitudine di fumare due pacchetti di sigarette al giorno non giocò a suo favore, ma evidentemente l’animo di Horst era provato da tante e tali traversie, per cui era impossibile che non facesse uso di alcool o di sigarette per darsi il coraggio di tornare in carcere la sera. Horst non era affatto cardiopatico, aveva le analisi abbastanza a posto a parte i trigliceridi alti, e aveva persino la pressione bassa. Il suo stomaco però gli faceva male e a volte pulsava come se avesse un cuore dentro. Io e Loris cercammo di convincerlo a ricoverarsi, ma Horst temeva di venire piantonato di nuovo, esperienza che per lui fu traumatizzante e devastante. Nel mese di novembre 2001 una sera a causa della cattiva illuminazione cadde dalle scale di casa nostra e si incrinò due costole, nemmeno in quella occasione volle farsi ricoverare, si limitò a farsi fare i raggi da esterno e forse fornendo false generalità, come un qualsiasi clandestino. Sebbene intuisse la gravità della sua condizione, scelse di non farsi medicalizzare. Tutti sanno che il detenuto in semilibertà non può avere nemmeno un medico della mutua, può averne uno in carcere e si può immaginare con che tempi e con quale prontuario farmaceutico limitato. Stupisce allora la calunnia reiterata proveniente dalle stesse persone, in particolare da Tiziana, che dopo la sepoltura di Horst si è divertita – e lo ha fatto nel corso di un decennio – a raccontare per sue convinzioni personali o antipatie contro di me (magari fomentate da racconti dei figli, che però non corrispondono alla realtà in quanto inquinate dalla gelosia) che siccome  Horst era cardiopatico io ne avrei accellerato la morte prima con le mie continue e insostenibili pretese sessuali (leggasi ninfomania) e inducendolo, anzi quasi costringendolo a utilizzare il Viagra, poi spingendolo a rapinare una banca. La storiella del Viagra somministrato a Horst è ovviamente una bufala, prima di tutto perché non ne aveva assolutamente bisogno, dopo tanti anni di carcere passati senza una donna e quindi con desideri ancora vivi, con tutta la sua gioia di vivere incontenibile e nonostante il suo malessere e i suoi problemi era ancora un uomo lucidissimo, giovanile, attivo e molto sano, abituato a risolvere i suoi problemi in modo pragmatico e a praticare l’autocura con metodi spartani appresi al gabbio dove solo chi è fisicamente sano sopravvive e i deboli soccombono, soprattutto era un uomo molto innamorato, secondo perché io che sono pure femminista e rifiuto ogni farmaco di tipo fallocentrico (come il Viagra), delle multinazionali, delle porcherie chimiche tranne i farmaci salvavita, allora mi curavo con l’omeopatia e per una decina di anni non andai più dal mio medico di base. Insomma io e Horst facevamo ginnastica tutti i giorni, camminavamo moltissimo, non prendevamo nemmeno l’aspirina, figuriamoci il Viagra. Eravamo molto ruspanti, e molto genuini e sul lato fisico parecchio resistenti. Ci abbiamo scherzato su un sacco di volte perché sapevamo di altre persone più giovani di lui che invece ne facevano uso. E nemmeno se lo avessimo utilizzato, ci sarebbe stato da farne un manifesto, sono comunque scelte personali che vanno rispettate da parte di chi si professa libertario. Stupisce che tali stupidaggini a puro scopo diffamatorio di chiaro stampo moralistico volte a screditarmi e a farmi terra bruciata intorno provengano da una compagna che si definisce femminista contro un’altra compagna, alla faccia della solidarietà fra donne! Questo messaggio post mortem però è molto eloquente: mi fa capire che lor signori sapevano benissimo che ciò non era così e che Horst non era cardiopatico perché è morto per un aneurisma, fra l’altro causato anche se indirettamente dal piombo dei proiettili e dalle lesioni chirurgiche. E in ogni caso non sarebbe stato né circuibile né plagiabile perché assolutamente refrattario a farsi rieducare o indurre a compiere atti contro la sua volontà, infatti tutta la sua vita si svolse coerentemente in questa maniera, senza maestrine o educatrici saccenti o pupe del gangster o donne di malaffare (donne, eterni angeli o diavoli tentatori? questa è la dicotomia che rappresentano le femmine nell’immaginario misogino dal retaggio cattolico) pronte a suggerirgli la via del bene o del male. E allora, se non vogliono ricordarlo degnamente, come ogni altro compagno anarchico e libertario di indubbio valore, che almeno rispettino la sua pace e il mio immenso dolore. Avendo alcuni testimoni, avrei potuto trascinare questa vicenda in tribunale per l’immensa sofferenza causatami da questa sorta di persecuzione, ma da libertaria preferisco metterla nero su bianco lasciando al lettore o lettrice la facoltà di capire dove sta la ragione, io non mi sono sottratta a nessun chiarimento, altri hanno parlato solo alle spalle senza provare ciò che dicevano. Una valanga di bugie per scaricare le loro cattive coscienze sul fatto che negli ultimi mesi, quelli della semilibertà, in pochissimi ci avevano davvero aiutato a farlo tornare libero… mentre in tanti lo fecero senza indugi (e non me ne vogliano quelli che hanno avuto intenzioni oneste e ci hanno sostenuti, sto parlando di una tendenza ipocrita come una sorta di marciume in piccoli ambienti che non riguarda l’umanità di coloro che non lo hanno fatto per farsi belli) quando uscì il film di Enzo Monteleone interpretato da Stefano Accorsi e tutti improvvisamente diventavano suoi amici e qualcuna pur di avere un’intervista esclusiva con lui gli faceva credere che lo avrebbero aiutato a trovargli un lavoro (parole parole parole), ma si sa che in Italia è d’uso salire sul carro del vincitore e lasciare a piedi chi è perdente, quando Horst venne arrestato le stesse brave persone dall’adulazione facile mi chiusero il telefono in faccia, queste del Viagra e della mia condotta “avida e vampiresca” e la mia “smania di stare sempre sotto i riflettori” sono state fra le più false e dolorose affermazioni per me che mi sono prodigata fino all’ultimo per rendere la nostra vita la più dignitosa possibile nonostante i nostri problemi materiali, la casa da sistemare, mio figlio ancora bambino che dovevo raggiungere per occuparmi anche di lui facendo la pendolare con treni regionali che partivano sempre dopo le otto di sera perché l’Eurostar non potevo sempre permettermelo. Quel giorno dei suoi funerali Anna Fantazzini, la ex moglie venuta apposta per conoscermi, mi abbracciò e mi disse che non dovevo fare caso alle chiacchiere stupide messe in giro contro di me, perché la mia presenza sulle decisioni di lui era ininfluente: a Horst, mi disse, nessuno nemmeno la donna più brava del mondo avrebbe mai potuto cambiarlo o fargli cambiare idea.
E anche se le sue ceneri sono state dimenticate da familiari e compagni, abbandonate alla Certosa e dopo tanti anni si trovano ancora là, io che sulle ceneri – non essendo legalmente sposati non ho alcun diritto, non ne ho mai avuti nemmeno sui mobili e sugli oggetti che ci sono stati rubati nella nostra casa – il suo sorriso così bello lo porto ancora dentro al cuore. 

Patrizia “Pralina” Diamante

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L’ONESTA’ E LA BELLEZZA D’ANIMO DI CHI E’ COSTRETTO A SEDERSI DALLA PARTE DEL TORTO, PERCHE’ TUTTI GLI ALTRI POSTI SONO GIA’ STATI OCCUPATI…

Una mamma a cui lo stato ammazza di botte il figlio, ha una pensione di 450 euro, costretta a fare le pulizie per pagare l’affitto e le bollette, trova un portafoglio con 1700 euro e lo restituisce. Perché, c’è chi in questo paese governato da grossi delinquenti, sa quanto è dura la vita dalla parte di chi è sempre stato punito e vessato per piccoli reati. Lei è una donna onesta, come tutti noi che lottiamo per andare avanti senza rubare la pagnotta alla povera gente. Scommetto che questa notizia non la dirà nessun tg perché non vogliono raccontare chi è, il suo ragazzo ammazzato al carcere delle Sughere a Livorno e poi hanno raccontato che è morto per un “forte infarto”. Si chiamava Marcello Lonzi.
 
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