Archivi del mese: febbraio 2013

LO SPIRITO DELL’ALLODOLA di BOBBY SANDS

LO SPIRITO DELL’ALLODOLA
di Bobby Sands

Mio nonno una volta mi disse che imprigionare un’allodola è un delitto fra i più crudeli, perché è uno dei simboli più alti della libertà e felicità. Parlava spesso dello spirito dell’allodola, quando raccontava la storia di un uomo che ne aveva rinchiusa una in una piccola gabbia.
L’allodola, soffrendo per la perdita della sua libertà, non cantava più, non aveva più nulla di cui essere felice. L’uomo che aveva commesso questa atrocità, come la chiamava mio nonno, voleva che l’allodola facesse quello che lui desiderava. Voleva che cantasse, che cantasse con tutto il cuore, che esaudisse i suoi desideri, che cambiasse il suo modo di essere per adattarsi ai suoi piaceri.
L’allodola si rifiutò e l’uomo si arrabbiò e divenne violento. Egli cominciò a fare pressioni sull’allodola perché cantasse, ma non raggiunse alcun risultato. Allora fece di più. Coprì la gabbietta con uno straccio nero e le tolse la luce del sole. La fece soffrire di fame e la lasciò marcire in una sudicia gabbia, ma lei ancora rifiutò di sottomettersi.
L’uomo l’ammazzò.
L’allodola, come giustamente diceva mio nonno, aveva uno spirito: lo spirito della libertà e della resistenza.
Voleva essere libera, e morì prima di sottomettersi al tiranno che aveva tentato di cambiarla con la tortura e la prigionia.
Sento di avere qualcosa in comune con quell’allodola e con la sua tortura, la prigionia e alla fine l’assassinio. Lei aveva uno spirito che non si trova comunemente, nemmeno in mezzo a noi umani, cosiddetti esseri superiori.
Prendi un prigioniero comune, il suo scopo principale è di rendere il suo periodo di prigionia il più facile e comodo possibile. Alcuni arrivano ad umiliarsi, strisciare, vendere altri prigionieri, per proteggere se stessi e affrettare la propria scarcerazione. Si conformano ai desideri dei loro carcerieri e, a differenza dell’allodola, cantano quando gli dicono di cantare e saltano quando gli dicono di muoversi.
Sebbene il prigioniero comune abbia perso la libertà, non è preparato ad arrivare alle estreme conseguenze per riconquistarla, né per proteggere la propria umanità. Costui si organizza in vista di un rilascio a breve scadenza. Ma, se incarcerato per un periodo abbastanza lungo, diventa istituzionalizzato, diventa una specie di macchina, incapace di pensare, controllato e dominato dai suoi carcerieri.
Nella storia di mio nonno era questo il destino dell’allodola, ma lei non aveva bisogno di cambiare, né voleva farlo, e morì per questo.

Bobby Sands, detenuto politico irlandese, morto in carcere dopo sessantasei giorni di digiuno, il 5 maggio 1981
Testo trascritto, impaginato e diffuso da Horst Fantazzini

lo statuto dei gabbiani alla scintilla di modena

lo statuto dei gabbiani alla scintilla di modena.

LO STATUTO DEI GABBIANI ALLA SCINTILLA DI MODENA

MODENA Strada Attiraglio, 66 (zona Mulini Nuovi uscita 8 tangenziale)

Giovedì 21 febbraio ore 21 proiezione del film “Ormai è fatta!” di Enzo Monteleone con Stefano Accorsi nella parte di Horst Fantazzini (1999)

Venerdì 22 febbraio ore 21.30 dopo la cena sociale presentazione de “Lo statuto dei gabbiani” ed. Milieu e dibattito sui ribelli degli anni 70 con la curatrice del libro Pralina Diamante + a termine serata pub autogestito

 

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IL 14 FEBBRAIO INAUGURAZIONE ROMANA DEL B.A.M. CON LO STATUTO DEI GABBIANI DI HORST FANTAZZINI

Biblioteca Abusiva Metropolitana, via dei Castani 42, Quartiere Centocelle ROMA

Ore 17: inaugurazione e presentazione BAM + incontro con Pralina Diamante curatrice del libro “Lo statuto dei gabbiani” di Horst Fantazzini ed. Milieu, con prefazione di Pino Cacucci 

Ore 19: proiezione dell’intervista a Horst Fantazzini nel carcere di Alessandria dicembre 1998

Ore 21: apericena anche vegan con proiezione del film “Ormai è fatta!” di Enzo Monteleone 1999

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Cos’è la B.(A).M.

BIBLIOTECA: perché se esistono i templi del sapere… vogliamo profanarli! Con un’idea aperta e diffusa di cultura e informazione libera e disponibile a tutt*, abbiamo deciso di partire dai libri, luoghi d’inizio di ogni possibile percorso, e costruire intorno ad essi uno spazio che metta al centro l’incontro, lo scambio ed ogni altra iniziativa che ci faccia conoscere e accogliere reciprocamente; possiamo farlo scegliendo il modo che più ci piace! Una biblioteca dunque, ma non solo. Uno spazio collettivo dove non si perde mai tempo. Al massimo si trova!

ABUSIVA: perché è uno spazio sottratto alla rendita e alla speculazione con un azione collettiva diretta (ormai da 5 anni), che non ha chiesto alle istituzioni alcuna autorizzazione. Siamo uno spazio occupato, autogestito e autofinanziato. Libero.

METROPOLITANA: perchè siamo a Roma, ma al lato e in basso rispetto al centro, curato e profumato, dello spazio e del potere. Siamo a Centocelle, quartiere dove la cultura è popolare e meticcia e gli incroci di idee e di colori sono imprevedibili e vitali, come il ”letame” di De Andrè.
Siamo li dove non c’è posto per la rassegnazione al ritmo urbano del produci-consuma-crepa e lo sguardo non va oltre il rosso di un semaforo. Siamo li dove il cemento di muri e strade scrostate non riesce a spegnere la bellezza di occhi limpidi e sinceri…

MARKUS STEFFEN