Archivi categoria: amicizia

LUCE CHE RIMANE SEMPRE ACCESA

Ci sono persone che anche se non le vedi quasi mai, come certi luoghi magici rimangono un posto “dove andare” quando intorno vedi solo il buio. E’ bello pensarle come approdi sicuri e rifugi, e la loro presenza lontana è quella luce che rimane sempre accesa.

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SENZA QUEGLI ABBRACCI

Ho trovato un bravissimo compagno che era al funerale del mio amore, Horst.

Quel giorno alcuni compagni cileni scappati dal regime di Pinochet mi presero in macchina con loro per seguire il carro funebre.

Senza quegli abbracci sarei morta anch’io.

Io non dimenticherò mai la loro umanità.

Il mondo non gira per la freddezza e per il sussiego delle persone ipocrite, gira solo per l’umanità di queste persone.

PRESENTAZIONE ROMANA DE LO STATUTO DEI GABBIANI * 14 FEBBRAIO

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IL 14 FEBBRAIO INAUGURAZIONE ROMANA DEL B.A.M. CON LO STATUTO DEI GABBIANI DI HORST FANTAZZINI

Biblioteca Abusiva Metropolitana, via dei Castani 42, Quartiere Centocelle ROMA

Ore 17: inaugurazione e presentazione BAM + incontro con Pralina Diamante curatrice del libro “Lo statuto dei gabbiani” di Horst Fantazzini ed. Milieu, con prefazione di Pino Cacucci 

Ore 19: proiezione dell’intervista a Horst Fantazzini nel carcere di Alessandria dicembre 1998

Ore 21: apericena anche vegan con proiezione del film “Ormai è fatta!” di Enzo Monteleone 1999

***

Cos’è la B.(A).M.

BIBLIOTECA: perché se esistono i templi del sapere… vogliamo profanarli! Con un’idea aperta e diffusa di cultura e informazione libera e disponibile a tutt*, abbiamo deciso di partire dai libri, luoghi d’inizio di ogni possibile percorso, e costruire intorno ad essi uno spazio che metta al centro l’incontro, lo scambio ed ogni altra iniziativa che ci faccia conoscere e accogliere reciprocamente; possiamo farlo scegliendo il modo che più ci piace! Una biblioteca dunque, ma non solo. Uno spazio collettivo dove non si perde mai tempo. Al massimo si trova!

ABUSIVA: perché è uno spazio sottratto alla rendita e alla speculazione con un azione collettiva diretta (ormai da 5 anni), che non ha chiesto alle istituzioni alcuna autorizzazione. Siamo uno spazio occupato, autogestito e autofinanziato. Libero.

METROPOLITANA: perchè siamo a Roma, ma al lato e in basso rispetto al centro, curato e profumato, dello spazio e del potere. Siamo a Centocelle, quartiere dove la cultura è popolare e meticcia e gli incroci di idee e di colori sono imprevedibili e vitali, come il ”letame” di De Andrè.
Siamo li dove non c’è posto per la rassegnazione al ritmo urbano del produci-consuma-crepa e lo sguardo non va oltre il rosso di un semaforo. Siamo li dove il cemento di muri e strade scrostate non riesce a spegnere la bellezza di occhi limpidi e sinceri…

MARKUS STEFFEN

UN ABBRACCIO A TUTTE LE PERSONE CHE MI SEGUONO

Non preoccupatevi, non ho intenzione di chiudere il blog che comunque registra una media di 40 – 60 lettori al giorno, ho solo voglia di abbracciarvi fisicamente – almeno quelli che vengono qui senza essere mossi da motori di ricerca di mercato – e in particolare le mie amiche ex blogger di Splinder. Da quando Splinder è stata venduta e quindi distrutta, in migliaia di ex utenti ci siamo dispersi in altri blog, ma la presenza dei visi, dei corpi, degli sguardi, dei profumi e delle voci è sempre molto forte, con alcuni blogger sono nate amicizie molto vere. Insomma per me il blog non era e non è mai stato una vetrina e basta, ma un momento di contatto, l’ho sempre detto e torno a dirlo, che non avevo bisogno dello share per convincermi di essere brava e che per me gli avatar non erano una collezione di figurine, per me la gioia comunque di essere raggiunta da una sola persona autentica mi ha sempre soddisfatta su tutti i fronti. Se ho cercato di salvare con certosino e spesso difficile copia-incolla parecchi dei vecchi post di Splinder, ne ho messi qui e poi sul mio Archivio blog Superpralinix (ancora in costruzione) è stato per non interrompere il filo umano che si era creato, e anche perché i contenuti che mettevo on line erano e sono tuttora così interessanti, che meritavano di essere salvati dalla distruzione. Tantopiù che la distruzione è stata causata da una cialtronesca esigenza di mercato fra l’altro non comunicata in tempi opportuni, una svendita di un immenso patrimonio umano e culturale (la ex piattaforma splinderiana) alla quale era giusto opporre una testimonianza.

Io sto bene e sto lavorando attorno a un progetto che spero di realizzare al meglio, si tratta di un ritratto per una selezione internazionale, per me molto importante. Aldilà del risultato, sono nuove energie che si mettono in movimento.

Un grande abbraccio in particolare alle mie due Monì e a tutte le persone che mi seguono da amiche e conoscenti, oppure che capitano qui per pura curiosità.

orsarossa-scrittrice

POESIA PER MONICA

E’ sera sopra Santa Maria Novella.

E le sagome degli uccellini tempestano il cielo

come teatro delle ombre cinese.

Si posano a migliaia sulle cime dei pini alla stazione.

Le cime dei pini, i branchiplasti, respirano appena,

ondeggiano pesanti,

sono le ali e i corpicini di migliaia di uccellini

a restituire il brio delle fronde.

E’ sera e il movimento degli uccellini

mi racconta della vita che si sfalda pian piano.

Sono i corpicini vibranti e tiepidi che danno il senso

di quel movimento dei rami su in alto.

I nostri corpi sono quei rami che perdono le pigne

hanno lunghi aghi conficcati nelle braccia esili,

e gli uccellini raccontano di vite spettinate,

lunghe file a raccontarsi alla ASL, battibecchi,

sono le speranze di una vita normale anche col male,

parlano di bellezze che non sfioriscono mai.

Quelle ali, sfrontate e tiepide,

quel movimento rapido di animaletti celesti,

sostituiscono la pesantezza dei rami che perdono le pigne,

che hanno lunghi aghi conficcati nelle braccia esili,

e ridendo ridanno un senso alla vita che si sfilaccia.

Non muore mai questa bellezza, né viene offesa,

non è rafferma o congelata ma si muove e brulica

dentro un disegno di vitalità improvvise.

Può esaurirsi il segno, non il gesto e il movimento

in questo cielo quasi stellato,

nella danza teatrale di migliaia di uccellini

che prendono posto nelle periferie del cosmo.

Patrizia “Pralina” Diamante

 

il mio primo post di splinder

 

* che nostalgia, ecco i primi due post del mio blog di Splinder, piattaforma che per motivi diciamo speculativi dal 31 gennaio non sarà più raggiungibile, che gli importa della bellezza a chi è interessato al vaìno… avevo appena organizzato con le Vagine Volanti e il Gruppo d’Acquisto dei Gastroribelli il Vegetarian Kitchen Contest all’Asilo Occupato a Firenze località La Lastra, una serata che ancora se la ricordano, centocinquanta persone stipate in una sala e musica by Fiati Sprecati, diggie Freddie, Roberta WjMeatball e Mat Pogo per tutta la notte meglio di una droga di quelle buone, in palio tre “pacchi bomba calorici” biologici per le tre categorie vegetariano, dolce e vegan… un bel modo per salutare Splinder e per dire che la maggior parte della vita la viviamo immersi nell’umanità di carne, e in questo caso è proprio il caso di dirlo.

ululato da Pralina alle ore 01:42 domenica, 19 febbraio 2006

Così finalmente ho ceduto anch’io a questa mania ombelicale condivisa da milioni di persone, ovvero la moda autoreferenziale di farsi un BLOG pochi minuti a disposizione ogni giorno per unire il futile al disastroso… Beh, per ora non ho molto da aggiungere, “sto imparando a usare i comandi ma non mi ricordo come si usa quel tasto llà”, come disse Homer Simpson nella sua centralona nucleare… a domani o mai più!!!!

ululato da Pralina alle ore 10:16 domenica, 19 febbraio 2006

Buongiorno. Ho visto che ci sono un quintiglione e mezzo di BLOG in questo Splinder. E’ come fare la fila per il buffet. Venerdì 17 al Vegetarian Kitchen Contest era la stessa sensazione… un muro di gomma di gente festosa davanti al tavolo, ed io che “permesso…” ma non mi lasciavano passare. Appena infilata sotto le ascelle del primo malcapitato, stavo quasi per affezionarmi al suo odore, quando un’onda anomala di gomiti mi trascinava verso il fondo della sala. Non capisco perché ai buffet (a qualsiasi buffet) riesci a trovare sempre gente più nutrita e più forte di te in prima fila. Credo che sia una legge scientifica, ancora però non ho trovato nessun articolo nei giornali specializzati, sul tipo “Vernissage e aggressività umana latente”. Dovrebbero mettere i più alti e grossi in fondo, invece no, quelli sono tutti lì a fare muro di gomma. Anzi, gli spilungoni si danno appuntamento solo ai buffet, proprio per ostacolare le nanette. Insomma, per farla breve ce l’ho fatta ad arraffare un microassaggio con mille sensi di colpa nei confronti del diggiei che invece era rimasto senza, ma in quel momento ho avuto uno scrupolo e con un filo di voce (per la raucedine incalzante) ho azzardato a chiedere “perfavore, mi dai due porzioni?”. “NO” è stata secca la risposta della tipa che sicuramente mi avrebbe riconosciuta in qualunque altra occasione, ma che in tale guerra doveva rispettare gli ordini di trincea. “Ci sono altre portate, ripassa dopo!”. Bene, così impari a organizzare i Vegetarian Kitchen Contest e a non avere amici che contano. I tuoi di amici contano gli spiccioli e razzolano il fondo del lunario. Io però mi sono divertita come una matta! e anche gli altri! a proposito… DONNA NANA TUTTA TANA!