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Acquistiamo arte! Pagamenti subito!

Questa notte ho sognato un traghettatore vestito di paillettes che si presentava sotto i riflettori.
– Avanti sulla zattera dell’arte c’è posto per tutti. Pittori insieme a fotografi, digital art con scultori e artigiani. Astratto, informale, figurativo. Chi sa fare e chi no. Chi lo fa da 30 anni e chi da 3 giorni, e vi assicuriamo che così mescolati e senza un percorso critico sarete tutti allo stesso livello. Perché la realtà è che tanto non vi compra più nessuno. Oggi siete voi a comprare. Comprate la vostra partecipazione, così potrete dire “io c’ero”. Io sono stato un protagonista dell’arte.
Gli ho detto. – E se uno volesse lavorarci con l’arte?
Mi ha risposto. – Bisogna essere concreti. L’arte è morta e non interessa più al pubblico, ma gli artisti sono ancora vivi, sono tanti e scalpitano per emergere. I mediocri più dei professionisti. In provincia molto di più che in città. Sono diventati loro il mercato, si acquistano da soli.
Gli ho detto. – Ma è assurdo.
Mi ha risposto. – Se uno vuole stare nella sua utopia, è libero di farlo. Noi lo consideriamo un fallito. Oggi l’arte è una vetrina per ego creativi, tu hai un ego creativo?
Gli ho detto. – Ma certo che sì! Ma non è questo il problema. Parliamone.
Mi ha risposto. – Tempo scaduto. Venghino Siorri e Siorre! – e con un magnifico sorriso ha continuato a traghettare artisti.
Mi sono svegliata tutta dolorante ma consapevole di essere in un periodo storico così bello per la cultura. Dico con ironia.

Patrizia “Pralina” Diamante

 

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Video

HERE&NOW VIDEO DELL’INAUGURAZIONE 27 GENNAIO COLLETTIVA D’ARTE AL MUSEORFEO BOLOGNA * regia di Luca Parmeggiani

HERE&NOW * COLLETTIVA D’ARTE al MUSEORFEO BOLOGNA 27 – 28 gennaio

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CURATRICE: Ottavia Villani

Patrizia Diamante

Still life: natura mai morta, anzi, ancora vivente. 2016

100X80 cm, pittura ad olio su tela e faesite

Nel 1986 all’Accademia iniziai questo dipinto a olio, che per varie ragioni finì abbandonato in un garage. Ripreso nel 2016, ho giocato su formale e informale: un fondale grigio diventa una dedica al Maestro Jackson Pollock, da cui la deriva “anarchica informale”. I bozzetti che abbracciano il quadro in una cornice libera sono stati preparati in seguito, perché il dipinto è un’opera ancora in corso, e così ogni correzione, aggiunta, cambiamento di rotta, divertissement, nota, citazione, e persino la cornice diventa parte integrante, cambiando l’oggetto in progetto”. Queste sono le parole dell’artista in merito a quest’opera, nata appositamente per la mostra HERE&NOW. Partendo da una natura morta semplice, Patrizia Diamante ha voluto seguire la scia dei movimenti artistici più contemporanei, uscendo dai limiti della tela per sperimentare nuovi spazi e accedere così all’arte del “qui e oggi”. Nei quadretti che circondano l’opera possiamo ritrovare il segno di Pollock, Rotella, Mondrian, ma anche importanti forme d’arte di questo ultimo secolo, come l’uso della fotografia e il gioco. In uno spazio mai chiuso, mai finito, mai “incorniciato”, ha saputo dare vita più che mai a una natura morta, che appunto, morta non lo è più.

BIOGRAFIA

Patrizia Diamante è nata a Faenza nel 1963. Ha cominciato a dipingere a 14 anni da autodidatta. Dopo un lungo tirocinio come decoratrice di ceramica e un diploma in grafica pubblicitaria per la Regione Toscana, nel 1986 si è diplomata in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze con il Maestro Silvio Loffredo, che fu già allievo di Oskar Kokoshka. Innamorata dell’arte classica, ma fortemente suggestionata dalla pittura moderna e contemporanea con ampi margini di sperimentazione, specializzata nel ritratto dal vivo o da fotografie con varie tecniche, ha allestito molte collettive e personali di pittura e partecipato a esposizioni d’arte internazionali. Ha prodotto anche disegni per tatuaggi, vignette e loghi per giornali, vetrine decorate, arte postale, copertine di libri e oggettistica d’arte. Oggi le sue opere si trovano in numerose collezioni pubbliche in Italia e all’estero, mentre lei vive nella piccola città natale di Silvestro Lega, Modigliana e si occupa di insegnare disegno e pittura.

Contatti: www.diamantestudio.jimdo.com; Patrizia Diamante (nella foto di Luca Donati, con il direttore Eugenio Santoro)

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CONSIGLI PER GLI ARTISTI

Il “mondo dell’arte” oggi è un vero schifo, troppi furbetti fra gli artisti della domenica, troppi furboni fra curatori e galleristi improvvisati, i primi alla spasmodica ricerca di una fama assolutamente inutile per sopravvivere con il proprio lavoro, i secondi alla ricerca di cash da spillare agli artisti polli da spennare. Mettono insieme tutti, e tutti allo stesso livello, i pittori insieme ai fotografi, l’arte artigianato insieme all’arte digitale, chi lavora da 40 anni e chi da 4 mesi, in un guazzabuglio senza capo né coda. Effetti anche, della globalizzazione. Ti chiamano “emergente” anche quando hai 50 anni, perché dalle tue emergenze (il nostro paese insegna) traggono il loro sostentamento economico. Bandiscono “international prize” che sembrano il Giardino dell’Eden, la ghiotta occasione per ogni artista, ma sono soltanto un’altra macchina per fare soldi (i loro conti in banca, non il tuo). La realtà è che ogni tanto, in questo mare di squali, qualche curatore serio (e anche qualche buona galleria) c’è, ma bisogna avere molto fortuna a trovarlo, ma soprattutto non bisogna lasciarsi prendere dalla smania della “fama” e recitare come un mantra: non me ne frega una cippa se non sputtano tutti i miei averi in vanità personale, “pochi, maledetti e subito” è il motto, se resto sconosciuto non ha importanza, ma voglio aspettare solo le occasioni giuste. La valutazione non è fondamentale oggi, non è il “bravo” che fa la differenza nella tua vita, ma… la differenza la fa solo chi viene da te e, sulla fiducia, ti compra in anticipo qualsiasi dipinto.

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AMBIENTI, COLLETTIVA D’ARTE, ELLE GALLERIA PREGANZIOL TREVISO

Domenica 11 dicembre alle ore 11,00, presso Elle Galleria di Andrea Lucchetta in via Saragat 13 a Preganziol (Treviso) verrà inaugurata la mostra dal titolo “Ambienti”. Il titolo indica tutto ciò con cui un essere vivente (l’artista) entra in contatto con l’ambiente circostante. Gli artisti sono: Paolo Canciani, Patrizia Diamante, Gian Hemir Marchetti, Laura della Mora, Piergiorgio della Mora, Monica Valeri. Presenta Siro Perin. Periodo: dal 10 dicembre al 6 gennaio 2017; orario: dal lunedì al sabato dalle 9,00 alle 12,30 e dalle 15,00 alle 19,00; chiuso: domenica, lunedì 26 dicembre, venerdì 6 gennaio. Fino al 6 gennaio.

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INTERVISTA di ELLE GALLERIA, PREGANZIOL TREVISO a PATRIZIA DIAMANTE

Cos’è l’arte per lei ?

L’arte non è solo creatività emotiva immediata, ma è quel processo ragionato che porta a realizzare un oggetto o un progetto che è un racconto dell’artista. Seneca diceva che non c’è nulla di casuale nell’arte. Condivido questo pensiero. Anche se a molti può sembrare strano perché vedono l’artista come una persona dominata dalle emozioni selvagge, c’è anche la matematica nell’arte, c’è studio, sacrificio, dedizione.

Quale funzionalità ha l’arte per lei ?
Non è funzionale, è proprio questo il bello dell’arte. Che non serve a niente. Può emozionare, stimolare, lasciare indifferenti, provocare, far discutere, aggregare, disgregare, entrare nell’immaginario collettivo, stupire, lasciare indifferenti, venire ricordata, dimenticata, abbandonata, studiata, riconosciuta, ritrovata. Tutto ciò riguarda solo gli esseri umani, le loro emozioni e la loro ragione. Non è merce nell’immediato, non crea bisogno allo stomaco come il pane, non ha una precisa collocazione nel mercato (quella che ha è fasulla). L’unica funzione dell’arte è umana, è utile allo spirito, e non riguarda il presente ma il futuro.

Quali sono i soggetti ricorrenti e qual è il suo soggetto ideale che persegue?
Sono diplomata in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze, faccio arte figurativa, in particolare sono ritrattista, paesaggista e pittrice di nature morte, anche se in qualche momento ho transitato nell’arte astratta e anche informale, e non solo. Video, fumetto, arte povera. In questo momento ho iniziato un nuovo filone che riguarda il rugby. E’ un mio omaggio a mio figlio che è pilone di rugby e un omaggio anche al Rinascimento, a Michelangelo, alle grandi forme, ai cavalieri, alle battaglie di altri tempi. Vedo nel rugby uno sport pulito, genuino, epico, persino aggraziato nonostante le apparenze. Guardando le foto di alcune partite ho pensato ma guarda che meraviglia, c’è tutto ciò che può amare un artista, ci sono le forme innanzi tutto che si esprimono al massimo della tensione, ci sono i colori delle squadre, c’è il movimento, c’è lo scontro e incontro dei corpi. E’ un filone che voglio continuare e seguire sempre… mi candido a essere artista ufficiale del rugby!

Quali tecniche, strumenti e supporti usa?
Olio su tela, prevalentemente. Ma ho fatto anche murales e tante altre cose.

Qual è il suo percorso artistico?
Sono diplomata all’Accademia di Belle Arti di Firenze, avendo studiato alla scuola di Goffredo Trovarelli e di Silvio Loffredo. Ho un diploma di grafica pubblicitaria, ho esperienza anche nel campo della decorazione ceramica e vetrinista. Attualmente insegno disegno e pittura privatamente.

Quali mezzi espressivi usa?
La pittura-pittura, quella fatta con l’olio su tele di cotone.

Quali sono i suoi progetti futuri?
Come ho detto, dopo avere dipinto tanti soggetti singoli, mi intriga il discorso sul rugby, nella “battaglia” di corpi ed emozioni, la complessità delle pose che riescono a creare è infinita.

Elle Galleria, Patrizia Diamante

Parteciperò alla collettiva “Ambienti” presso Elle Galleria, Preganziol di Treviso, dall’11 dicembre al 6 gennaio.

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CHI E’ DENTRO E’ DENTRO, CHI E’ FUORI E’ FUORI.

Recentemente mi è capitato di partecipare a una kermesse di paese, una collettiva d’arte dalla quale avrebbe dovuto uscire una rosa di candidati per un’altra kermesse di paese, in un’altra nazione. Era molto tempo che non partecipavo a collettive, ma mi è parso di capire che il livello di competitività si sia pericolosamente alzato, se persino a una piccola collettiva di provincia senza una grandissima importanza, ci siano stati comportamenti assolutamente poco chiari da parte di organizzatori e artisti. E qui chiedere chiarezza è troppa roba, viviamo nel caos dei segni. Ciascuno ama il proprio piccolo palcoscenico e sgomita per arrivare alla “notorietà”, anche a discapito del pensiero critico e indipendente. Non sono critica d’arte, sono “solo” una modesta pittrice ai margini di questo mercato che pare prediligere non le vacche migliori, ma quelle più raccomandate o “ricche” mandate. Ho partecipato con le mie opere a moltissime collettive e personali in ogni luogo ormai, in magazzini del sale, fortezze militari, scuole, case del popolo, caffè, pub, ex chiese, ex fabbriche, ex camere da letto, fondazioni di lusso, gallerie cittadine, giardini pubblici, manifestazioni pubbliche e selezioni internazionali. Mie opere si trovano in collezioni pubbliche e private in Italia, Francia, Germania, Serbia, Algeria. Ho condotto un programma radiofonico sull’arte per quattro anni, ho intervistato molti artisti, ne ho letto le storie, ho cercato di capire che caspita fosse la chiave per il “successo”. Ebbene qualche idea me la sono fatta. Nulla a che spartire con la critica dotta del tale o talaltro personaggio, io lo ripeto sono una modesta pittrice, modesta per le mie possibilità, non per il mio talento, ho combattuto sul campo, mi sono fatta le ossa così, più spesso me le hanno spezzate. Ebbene l’idea principale che mi sono fatta, è che la chiave del successo anche per noi artisti sia nello sborsare copioso denaro agli addetti del settore, che sono i critici, i galleristi, i mercanti d’arte, i collezionisti che fanno tendenza, fino alla cima di questa piramide che è il giochino costituito da pochi miliardari. Non parlo del piccolo collezionista, motivato dal cuore, capace comunque di grandi slanci anche economici perché cosciente della necessità dell’arte, parlo proprio dello squalo di prim’ordine che fa speculazioni (la finanza insegna) e crea bolle attorno ad artisti di grande effetto visivo e soprattutto di grande impatto mediatico. Incredibile, direte, eppure in ogni occasione l’esborso di danaro è l’unico modo per andare oltre la semplice vetrina, per avere maggiore visibilità. Anche sul web le cose funzionano così, hai un buon sito e sei iscritto ai social network ma non decolleranno mai senza un buon budget, ti tengono apposta sul profilo basso quando capiscono che vorresti decollare. Ne consegue che l’artista non può vivere essenzialmente del suo lavoro, se non ha una ricca famiglia alle spalle, un lavoro ben avviato, una buona pensione, e ne consegue che probabilmente ha più chances un pensionato ricco che lo fa per hobby, di un giovane bravissimo che vorrebbe viverci… ma non è questo il succo del mio discorso. Le cose più o meno sono andate sempre così, all’estero come in Italia, l’arte si muove sempre coi soldi, oggi però la situazione diventa drammatica anche perché la quantità di opere rispetto alla reale possibilità di utilizzo è diventata esorbitante (io dico sempre che le nostre case dopo la guerra sono diventate, nei decenni, troppo piene di oggetti); ciascuno si sente artista arrivato anche senza lavorare molto, basta che le sue opere si “aggancino” a qualche corrente nota, di tendenza. E così il furbo può avere più possibilità di diventare famoso, di quello che ha sudato sette camicie. Allora tutto è inutile? non proprio, magari noi artisti stessi dovremmo trovare la forza per allearci e collaborare o creare nuove occasioni per lavorare, ma come dicevano i romani “dividi e impera” a tutto beneficio degli imperatori delle bolle speculative (banche, finanza, petrolio) di chi viene acquistato per miliardi di euro. Ritorno alla frase che mi disse una brava cuoca con molto senso pratico, quando le chiedevo “come fare per entrare nelle situazioni”. Appoggiò le mani al tavolo, e mi disse ridendo: “Come, non sai come funzionano le cose? Chi è dentro è dentro, chi è fuori è fuori!”.

Patrizia Diamante