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30 gennaio 2012 al CPA Firenze sud

Dopo il successo delle scorse edizioni, non poteva non succedere. E così si ragionava con lo zio Giò delle Officine Cinematografiche di un terzo evento. Ancora più bello e più incazzato, con torte patafisiche, musica con diggiei dal vivo, expo di abbigliamento autoprodotto e scambio regalo di vestiti e accessori. Cerchiamo modelli e modelle di tutte le taglie, sessi, colori e misure per la terza sfavillante e scintillante (e anche esplosiva) sfilata di bassa moda che si terrà al Centro Popolare Autogestito di Firenze sud. Faremo satira e ci divertiremo a detournare con zero spese e tanta fantasia i modelli dominanti, imposti da stilisti misogini, prelati (da qui pret a porter), palazzinari, cementificatori, normalizzatori, visi pallidi, massoni e missoni, eredi del berlusconismo machista arrivista, rampanti fichetti renziani e tutta la Firenze (e non solo) di Pitti Potta. L’evento è itinerabile, situato durante una proiezione di un film dei Fratelli Marx e organizzato dal PARTITO GROUCHO MARXISTA D’ITALIA e OFFICINE CINEMATOGRAFICHE, con la partecipazione esagerata delle BRIGATE GROSSE. La moda siamo noi. C’è ancora molto tempo ma non troppo, stanno già arrivando tante adesioni, in particolare cerchiamo i Calvi Klein, ma ogni contributo (anche sotto forma di pubblicità e recensioni) sarà benvenuto.

LA PRESENTE EDIZIONE SARA’ DEDICATA ALLE LAVORATRICI DELL’OMSA CHE SONO STATE LICENZIATE DA QUESTA MULTINAZIONALE CHE PREFERISCE SPOSTARE LA DITTA IN SERBIA E TOGLIERE LAVORO ALLE FAENTINE. LO SLOGAN E’ “MA PIUTTOSTO MI METTO AI PIEDI UN PAR DI BUSTE DELLA NETTEZZA!”

“La miglior sovversione non consiste forse nel distorcere i codici anziché nel distruggerli?” Roland Barthes

PROGRAMMA DELLA SERATA

* ORE 21 CENA SOCIALE (prenotarsi presso il CPA)

* ORE 22 PUNTUALI SFILATA DI BASSA MODA NELLA SALA DEL CINEMA “E.SIGNORI” SECONDO PIANO DEL CPA FIRENZE SUD. PRESENTANO PRALINA DIAMANTE E MARIO CAVALLERO, INSURRE-SONORIZZA LA SERATA FREDDIE VILLAROSA, PARTECIPERA’ LA FIRENZE CHE NON CONTA MA CHE VALE

* MERCATINO DI AUTOPRODUZIONI MODA FASHION E ACCESSORI NEL CORRIDOIO ANTISTANTE IL CINEMA, BUFFET E ABBEVERAGGI AL BAR DEL CINEMA

* DOPO LA SFILATA PROIEZIONE DEL FILM DEI FRATELLI MARX “UNA NOTTE A CASABLANCA” A CURA DELLE OFFICINE CINEMATOGRAFICHE

* A SUIVRE ANCORA FESTE DI COMPLEANNI E GOZZOVIGLIE VARIE

* TUTTO IL NOSTRO AMORE E LA NOSTRA SOLIDARIETA’ AI MERAVIGLIOSI STRACCIONI DEL CIRCOLO ANARCHICO SGOMBERATI IL 19 GENNAIO DALLA GIUNTA DI MATTEO KENZY

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comunicato chanel n° 5

LO STATO IMPERIALISTA CI COSTRINGE A QUESTA MAGRA ESISTENZA, IMPONENDOCI TRAMITE IL MEGAFONO MASSMEDIALE, LA STANDARDIZZAZIONE FORZATA DELLA NOSTRA FISICITA’. 

L’OMOLOGAZIONE DEI CORPI E LA NEGAZIONE DELLA BIODIVERSITA’ DELLE FORME FISICHE E’ IL CARDINE SUL QUALE RUOTA TUTTO L’IMMAGINARIO DOMINANTE (E L’IMMAGINARIO DOMINANTE LO CREANO I POTENTI).  

GROUCHO MARX PARLA DI CONTRADDIZIONI NEL SISTEMA CAPITALISTA, QUANDO LE STESSE MULTINAZIONALI CHE TI INGOZZANO DI CIBO A PAGAMENTO, TE LO FANNO POI CAGARE CARO CON I LASSATIVI DIETETICI.   

CON SEMPRE MENO SOLDI IN TASCA, PRECARI DISOCCUPATI E SOTTOCCUPATI SONO COSTRETTI A MANGIARE SCHIFEZZE TRANSGENICHE ACQUISTATE ALL’ HARD DISCOUNT, POVERE DI FIBRE E VITAMINE MA RICCHE DI GRASSI SATURI E IDROGENATI.
I RITMI LAVORATIVI IMPOSTI DAL CAPITALE IMPONGONO AL PROLETARIATO DI TRANGUGIARE CIBI DA FAST FOOD, SENTENDOSI SEMPRE PIU’ AVVILITI. UN TEMPO I POVERI ERANO MAGRI E CONDUCEVANO UNA MAGRA ESISTENZA, MENTRE I RICCHI ERANO GRASSI E OPULENTI. LO DICE L’ARTE DI UN TEMPO: LA MAGREZZA ERA UN FATTORE NEGATIVO E LA GRASSEZZA ERA UN VALORE POSITIVO. MA LA QUESTIONE SI E’ RIBALTATA. SOLO CHE, GUARDA CASO, I VALORI DOMINANTI HANNO SEGUITO SEMPRE I RICCHI E NON I POVERI.

OGGI DA UNA PARTE I POVERI, SEMPRE PIU’ CICCIONI, INFELICI PERCHE’ NON RIESCONO A IMITARE I RICCHI BIOSNOB E BIODINAMICI, SEMPRE PIU’ MAGRI.
OGNI RELIGIONE E’ NEMICA DELLA CARNE E VORREBBE PRIVARCI DELLA SESSUALITA’ CHE ABITA NELLA CICCIA. LE GIOVANI DONNE IN ESUBERO CORPOREO, OCCUPANDO LO SPAZIO VISIVO CON LE LORO FORME ESPLICITE, SONO CONSIDERATE UNA BOMBA SESSUALE VAGANTE, UN PERICOLO PER LA CASTITA’ DEI PRETI E PER IL TALAMO NUZIALE DI MASCHI CONIUGATI. 
 
LA CORPORAZIONE MEDICA BALANZONA LIPOSUCCHIONA (QUELLA DELLE SANGUISUGHE E DEI SALASSI) CHE DALLA CONTRORIFORMA SI RESE COMPLICE DELLA SANTA INQUISIZIONE, FAVORENDO IL ROGO DI MILIONI DI “STREGHE” ERBORISTE IN TUTTA EUROPA, DOPO AVER RIDOTTO LA MATERNITA’ DA UN FATTO NATURALE A UN FATTO PATOLOGICO, OGGI CON UNA MANO SUL BISTURI E UNA SUL PORTAFOGLIO, DISPENSA PATERNALI, ANFETAMINE E TRANQUILLANTI CHIMICI PER RIDURRE LA FAME NERVOSA DI CHI, GIUSTAMENTE, E’ NERVOSO, E INCAZZATO.
LA PREZZOLATA INDUSTRIA DELL’ABBIGLIAMENTO, GUIDATA DA BOSS ARMENI COME ROCCO MAROCCO, VOLTA GABBANA, SORELLE OFFENDI OFFENDI, UNITED COLOURS OF PENETTON, VA…LENTINO, ECC. HA DICHIARATO GUERRA AL POPOLO: LA TAGLIA XXL DIVENTERA’ PRESTO FUORILEGGE.
LE DONNE PROLETARIE SONO L’ANELLO DEBOLE DI QUESTA CATENA DI SFRUTTAMENTO E DI REPRESSIONE. DOVREBBERO ESSERE FELICI DELLE LORO TETTE, CHE SONO DISPENSE DI CIBO PER I FUTURI RIVOLUZIONARI, INVECE CERCANO DI ADEGUARLE PERCHE’ ASSOMIGLINO AGLI ELMETTI DEI SOLDATI. TETTE SEMPRE SULL’ATTENTI, MAI IN RIPOSO! 
IL SILICONE E’ STRUMENTO DI REPRESSIONE 
OGNI ANNO L’ANORESSIA E LA LIPOSUZIONE FANNO PIU’ MORTI DELLA MUCCA PAZZA
COMBATTERE L’INFELICITA’ NON SIGNIFICA ADEGUARCI AI MODELLI CONSUMISTICI MASSIFICANTI, MA SIGNIFICA RECUPERARE IL TEMPO DI NON FARE NIENTE CHE CI VIENE NEGATO  
PIU’ TEMPO PER TROMBARE, PIU’ TEMPO PER DORMIRE
FUORI TUTTI DALLE PALESTRE
BAKUNIN ERA SOVRAPPESO
E PERCIO’ PROSPERA NELLE NOSTRE LOTTE!


BRIGATE GROSSE

era il nostro primo anniversario

ululato da Pralina alle ore 16:04 lunedì, 01 febbraio 2010

Il 24 gennaio è stato il nostro primo anniversario, io e (quello stupi…furbo, bravo, intelligente di) Alcide Brunazzi detto Sorbole detto phederpher stiamo insieme da un anno. Avrei voluto scrivere molte cose, su questo nostro primo anno insieme, ma per non cadere nel melenso, o nel grottesco, o nell’annuncio a pagamento, prendendo come spunto una banale lettera pubblicata in un noto settimanale, preferisco dedicargli il seguente post…Punto a capo. Svolgimento.
 
Lettera autentica (vera, l’ho copiata così com’è) pubblicata in un noto settimanale, firmata da Alina
 
Sono approdata a un secondo matrimonio con un uomo che ha tante qualità: intelligente, ironico, fedele, tollerante, per nulla esigente nella vita di tutti i giorni. Il punto è proprio questo: è troppo poco esigente. E’ un professionista molto capace, ma privo di ambizioni; non fuma, non beve alcolici, non beve caffè; mangia poche e semplici cose, non acquista nulla se ciò che possiede non è caduto a pezzi; non adopera il cellulare; non ama i viaggi e detesta la campagna. Gli è venuto in uggia il mare (che fastidio tutta quella gente!); si annoia con il teatro di qualità e trova idiota il teatro leggero. Solo a una cosa mio marito tiene: che io sia snella, carina, elegante e ammirata. E così aggiungiamo frustrazione e frustrazione. L’unico interesse è qualche saggio che legge con scadenze bibliche, qualche film rigorosamente scelto da lui, e il sesso (intenso e di qualità). Se consideriamo che ho raggiunto l’età della menopausa, e che tale argomento non è più in cima ai miei pensieri, capisce bene che la mia vita non è che trabocchi di felicità. Perché allora sto con lui? Perché nonostante tutto gli voglio bene!, e mi piace quel nostro discutere accanitamente di cinema come di filosofia, dei rapporti coi nostri amici, di politica, persino, accapigliandoci per le posizioni diverse, ma nella piena consapevolezza che ci tiene testa è un interlocutore che stimiamo e a cui si può dire tutto, certi di essere compresi. Le scrivo per porle una domanda: quest’uomo con cui vivo, che nulla posside, nulla acquista, nulla desidera (fatta eccezione se potesse, qualche incontro di sesso sfrenato), è forse “l’uomo perfetto”, modello ideale ipotizzato dagli ideologi no-global, dai sociologi, dagli opinionisti radical-chic e io non sono ancora riuscita ad apprezzarne interamente il valore? Io coltivo ancora tanti sogni: uno fra questi è che il mio uomo, così aperto, così intelligente, così di sinistra, ogni tanto riesca ad essere felice di divenire artefice della felicità altrui. Chiedo troppo?”
 
 

Come rispondere a questa… lettera ordinaria? Riscrivendo la stessa lettera in modo straordinario, ma veritiero (ahahahahahahahahahahaha!) e “riadattandola” al mio uomo, Alcide Brunazzi detto Sorbole detto phederpher.

 

Ipotetica lettera a quel noto settimanaledi PrAlina (che potrei anche scrivere, cosa mi manca)

 
Sono approdata a un secondo…terzo…non ricordo…vabbè, matrimonio, non ancora, eh, fidanzamento… con un uomo che ha tante qualità: intelligente, ironico, modesto, tollerante, curioso, dinamico, vulcanico, buongustaio, allegro, divertente, burlone, affettuoso, sensibile, dolcissimo, iperdotato, sexy, buono d’animo e delicato…insomma, delicato, dopo la centrifuga (devo continuare? o vi basta così per schiattare dall’invidia?) per nulla esigente nella vita di tutti i giorni. Il punto è proprio questo: è troppo poco esigente. E’ un professionista molto capace, nel senso che venderebbe frigoriferi agli eskimesi, ma privo di ambizioni (nel senso che gli eskimesi li stanno ancora aspettando); non fuma, non beve alcolici, beve solo quel caffè indispensabile per reggere cinque o sei ore di sesso notturno continuo; mangia poche e semplici cose, ma con un appetito da lupi è capace di papparsi tutto ciò che vede all’orizzonte, non acquista nulla se ciò che possiede non è caduto a pezzi ma anche no, nel senso che spesso è lui a distruggere le cose valide; adopera il (mio) cellulare il giusto senza esagerare; ama i viaggi a patto che lo ospitino in qualsiasi posto anche in campagna. Gli è venuto in uggia il mare… come cazzo scrive questa… dio mio…si annoia con il teatro di qualità perché lui fa il suo che è teatro leggero. Ultralight. Come dice mia madre “Ti sei trovata uno come te”, un clown insomma, un buffone, per usare un eufemismo. Al mio fidanzato non gliene frega un’adorata cippa di sta minchia (scusate il lessico familiare) che io sia snella, carina, elegante e ammirata, perché gli piacciono le mie rotonditudini e le mie poppità, che mi fanno una granfica, perciò sono elegante e ammirata per forza, e quindi non mi sento per niente frustrata. Legge (tiè) altro che qualche saggio, legge moltissimo, mi spiace per te della lettera sopra che ti sei presa un analfabeta! Qualche film scelto da lui, tipo “Il ritorno dell’ape Maya”, il sesso (intenso, di qualità, bollente, fantastico, fantasmagorico, stupendo, stupefacente, meraviglioso, inebriante, ipnotico,  elettrizzante, esplosivo, sconvolgente, faticoso… faticoso, certo, dopo 5 ore di ciupadance in ogni posizione del Kama che cosa volete, e meno male che prendo le alghe Klamath che contengono tutti i minerali e le vitamine + omega 3 e omega 6, se no sarei costretta a rivolgermi a un fisiatra di quelli veramente bravi). Se consideriamo che ho quasi raggiunto l’età della menopausa, e che il sesso è ancora il mio chiodo fisso, capisce bene che la mia vita trabocca di felicità ed emozioni fortissime. Noi sul piano politico, siamo perfettamente d’accordo, lui è un anarchico di destra, io un’anarchica di sinistra, ma per effetto dell’entropia, arriviamo sempre alle stesse conclusioni. Perché sto con lui? Beh, se ancora dopo tutto quello che ho scritto, non l’avete capito, mi spiace per voi e per la tipa sopra, ma siete veramente scarsi.” 

ehehehehehehehehehehe! 

Auguri amore mio, per il nostro primo anno insieme!
 

io e mio figlio

ululato da Pralina alle ore 21:27 mercoledì, 09 gennaio 2008

 


Io e mio figlio ci abbiamo un vizio. A una cert’ora della sera, ma non sempre, ci mettiamo sul divano davanti alla televisione a commentare, no, anzi, a distruggere i fatti del giorno. Praticamente una prolunga di BLOB.
Non so perché è nata questa tradizione, a metà strada fra il cazzeggio anglosassone alla Monty Python e il détournement alla Guy Debord, ma di sicuro è divertente.
Il mio bambino, alto un metro e ottantasei, piede numero 46, fisichino da pilone di rugby, mi appoggia le sue gambe lunghe e grosse addosso… la nostra cagna con fatica bestiale (è una bassottona con zampe corte e un torace possente, tipo basso labrador), sale sulla piramide umana e mi mette le sue zampotte palmate sullo stomaco… ed io mi sento felice, perché anche se schiacciata, assolvo ancora ai miei doveri di mamma.

Non siamo come la Gialappa’s, siamo molto peggio. In confronto al noi, la Gialappa’s è un modesto insetticida… perché noi usiamo direttamente il napalm.
E ci divertiamo anche a fare le imitazioni, con qualsiasi accento. Mio figlio è un drago a imitare le voci. Aveva imparato da piccolissimo a spacciarsi per “mamma” al telefono.

Pierferdinando Casini è un uomo molto desiderato per la sua bocca (la bacca, detta alla bolognese) e tralascio altri commenti, la Realacci è una brutta donna, Gasparri è uno dei re magi ma non trova le parole per dirlo, Milingo è il nome di un nuovo gelato al cioccolato, Harry Potter diventa Harry Fotter, Ilary Blasy era il nome da ragazza di Hillary Clinton, la Nannini si cimenta in “SUDICIO d’amore”, la Moratti lotta per la sua paternità consapevole, gli albanesi usano le labbra siliconate della Parietti per venire in Italia, le Gemelle Kessler diedero alla luce il Papa. Dicasi incidente probatorio l’azione di due avvocati che si affrontano a testate. Di tutto quanto, e perché e percome, sparizioni, particolari macabri della donna segata in due, nozze dei vips, Pitti Potta, quanto spenderanno gli italiani nei saldi quest’anno, alla fine vince il motto: ecchi se ne frega. Si salvano solo i Simpson e Futurama.
Il tutto condito da rutti così solenni e di esecuzione così impeccabile, che sembrano la colonna sonora della traversata degli Ebrei del Mar Morto, quando Mosè divise le acque (in gassate e naturali).
Poi mi alzo e sento la voce di mio figlio “Ce la fai con quel culone a metterti in piedi, o dobbiamo chiamare i vigili del fuoco?”
Rispondo “Ha parlato la mezza sega, ascolta Carla Fracci, domani ricordati che dovresti andare a scuola”.
“Altrimenti?”
“Altrimenti… Barry Lyndon” (quando nomino Barry Lyndon, il famoso film di Stanley Kubrik, mio figlio finge di cadere in catalessi, e lo fa per farmi dispetto perché sa quanto amo Stanley Kubrik).