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1 STUZZICADENTI X JARRY A BARCELONA.

Congreso Patafísico “Lacan Can Cabinet” (Barcelona) | Barcelona, Spain

13576760_1324754550872272_2162792106961135304_oSociedad Excéntrica presenta:

LACAN CAN CABINET o las palabras anteriores al comienzo
I Congreso Patafísico de Barcelona16, 17, 18 Tatane 143 E.P. – Barcelona
(29, 30 y 31 de julio de 2016 vulg.)Sociedad Excéntrica de Barcelona
El Otro Ilustre Colegio Oficial de ‘Pataphysica de Valencia
COLLAGIUM PATAPHYSICUM ITALICUM
DECOLLAGIUM PATAPHYSICUM FREIBURGENSELa Createca (c/ Comte Borrell, 122)

EXPOSICIÓN 1STUZZICADENTIXJARRY
Con obras de Afro Somenzari, Alain De Clerck, Alessio Balduzzi, Alphonse Ferrara, Andrea Alberti, André Stas, Bruno Bontempo, Capitaine Lonchamps, Carlo Battisti, Cecilia Guastaroba, Chiara Fabbri Colabich, Claudio Cominelli, Daniel Madrid, Emily Joe, Ezia Mitolo, Fabienne Guerens, Gerardo Di Fiore, Georgina Soler, Gigi Conti, Giuseppe Schifani, Gretel Fehr, Guillaume Po, Gyury Macsai, I Santini Del Prete, Jacques Lizène, Luc Fierens, Malek Pansera, Marc Decimo, Marilù Cattaneo, Marco Baj, Marco Maiocchi, Mario de Carolis, Mario Persico, Massimo Pisani, Michel Fourquet, Muriel Zanardi, Max-o-matic, Paolo Albani, Patrizia Diamante, Pino Guzzonato, Pol Pierart, Riewert Ehrich, Ruggero Maggi, Tania Lorandi, The Big Bosse de Nage, Thieri Foulc, Toni Navarro.

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una poesia di davide serri

-Ma che bello esser formiche
sempre in fila tutto il giorno,
trasportar paglie e molliche
che scoviamo tutt’intorno.
-Le portiamo al nostro nido
per non rimanere senza
quando il freddo si fa infido:
ce lo dice l’esperienza.
-Mentre tutti gli animali
se la spassano d’estate
a trombar come maiali,
noi sgobbiam tutte sudate.
-Lavoriam per la Regina
che si magna proprio tutto
dalla sera alla mattina:
e noi sempre a becco asciutto.
-Lo facciam perché teniamo
al futuro della razza,
non perché ci divertiamo
a ingrassare quella pazza.
-La Regina partorisce
tonnellate di formiche,
e noi a farci il culo a strisce
con le nostre nuove amiche.
-Di sicuro non è molto,
ma un insetto è ancor più strano:
tra gli insetti è il vero stolto,
il suo nome è l’italiano.
-E’ più scemo dei somari:
lui lavora come un pazzo
per nutrir parlamentari
che non danno indietro un cazzo.
-Noi facciamo i sacrifici
ma la nostra razza è forte,
gli italiani son felici
di sgobbar fino alla morte.

Davide Serri

 

lo strano caso degli avatar sequestrati

ululato da Pralina alle ore 18:05 venerdì, 05 gennaio 2007

Utente: entusiasmo Utente: MariaStrofaUtente: sgnapisvirgolaUtente: xdanisxUtente: lefty333boyUtente: trianaUtente: patrizio_clownUtente: SENZAQUALITAUtente: 365albe Utente: silyoungUtente: paolocevoliUtente: MasterTardUtente: AlexdiavolettoUtente: alex321Utente: giannierreUtente: erostratosUtente: L0STANGELUtente: JohanUtente: LavoriniUtente: AWomanAManUtente: GiselleBUtente: sevensistersUtente: williamnessunoUtente: albatros900Utente: ilgattosilverUtente: NonSoCosaDireAvendoTantoDaDireUtente: contenebbiaUtente: SoulboarderUtente: ma55Utente: PadreMarioYUtente: squittoUtente: undulantUtente: isadeeUtente: TirabarallaUtente: TonyRucolaUtente: alidipannaUtente: OUTTAKEUtente: lacolfUtente: elena1966  

 

Che fine hanno fatto gli avatar che Splinder ha sequestrato? e perché Splinder quando è in manutenzione, ci sequestra gli avatar? ne ha bisogno? è vero che esiste un racket di avatar? è vero che la mafia per ogni avatar lasciata al suo posto, taglia un orecchio ai redattori di Splinder? oppure, come ipotizza qualcuno, verrà fatto un album delle figurine degli avatar (come quelli mitici Panini) per incrementare le entrate di Splinder? e allora, è fantascienza ipotizzare mercatini dei doppioni delle avatar di Splinder… tipo “io ho tre monicamarghetti, sto cercando un patrizio_clown” “posso offrirti un rarissimo Fendin, è come un Gronchi rosa”. Ciò potrebbe spiegare anche se non giustificare, la ragione della sparizione degli avatar.

Il seguito qui sul blog della Sesta Sorella Marx. Particolari scabrosi  anche qui >  didolasplendida

grazie Maria Strofa per questi bellissimi avatar che ho preso in prestito dal tuo armadio… è di Decablog la locandina su idea di Pralina Tuttifrutti

Rassegna Tampax

pagherò qualsiasi cifra…

RIVOGLIO IL MIO AVATAR!!

Pianto di dolore della bloggheressa hidra-marina morganmarina occhialuta

capire le istruzioni degli aerei

ululato da Pralina alle ore 15:18 lunedì, 29 settembre 2008

ODE ALLE POPPE

ululato da Pralina alle ore 20:39 mercoledì, 18 giugno 2008


Ho trovato questa chicca apologetica nel blog diTriana.
A dire il vero, l’ho trovata un anno fa negli archivi di tale fantasticherrimo blog, ma… convinta che gallina vecchia fa buon brodo, la copio-incollo adesso. Io la trovo straordinaria, come lei del resto!

Chi è Triana? Triana è un bellissimo regalo ricevuto da Maria Strofa…

domenica, 04 dicembre 2005

Della serie: inneggiamoci da  sole!      

            POPPE         

Tonde, piccine,
evviva le poppine
che stanno in una mano
morbide collinette
da percorrere piano
con i bottoni rosa sulla vetta
da stringere e succhiare
da gustare con calma, senza fretta
fragoline di bosco da mangiare
da stringere tra i denti.
Viva le poppe grandi ed accoglienti
In cui puoi sprofondare
come tra due guanciali.
Viva le poppe sode e resistenti
gagliarde, che si fanno strapazzare
e poi placide accolgono il tuo capo
quando vuoi riposare.
Poppe e poppine
in tutte le grandezze
ognuna coi suoi pregi e le bellezze:
le poppe un po’ cadenti
le poppe impertinenti
le poppe un po’ grintose
e quelle spiritose
le poppe tenerelle
poppine brutte e belle
a forma di melone
grandi come un pallone
le poppe a pera e quelle
che si ergono di sera
come mela renetta
le poppine a trombetta
col capezzolo a stella
ed ogni poppa è bella
le poppe a cornamusa
beato chi le usa
le poppone avvolgenti
le poppe divergenti
quelle che guardan dritto
quelle che dicon tutto
quelle che fan la lotta
quelle che danno a letto
quelle che danno il latte
comunque siano fatte
di moglie, amante o mamma
sempre la poppa è manna
sempre la poppa è minna
e tutti fan la ninna.    

L'immagine “https://i1.wp.com/www.steveohville.com/tits.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori. 

Riporto qui il dibattito suscitato dall’ode alle poppe.  

Poppe purché sia  (Brianzolo)

Di poppe, cari miei, ce n’è mai troppe,
non averle più o meno è come stare
col due di picche in mano lì a giocare
a briscola quando il colore è coppe,
.
oppure andare a piedi con le zoppe
gambe e vedere gli altri camminare
spediti oppure in bici pedalare
o come – ancora peggio! –
aver le toppe

al culo senza nulla d mangiare.
Pertanto è meglio avercela, una quarta,
meglio ancora una quinta da mostrare,

e se non l’hai, il consiglio della sarta
segui: se il petto gonfio vuoi sfoggiare,
il reggiseno riempilo di carta.

                                             

Ma senza esaggerà  (Triana)        

Mejo de carta che de silicone
che armeno quella è robba naturale
ma penza un po’ quanto ce resti male
quanno voi dissetà quela passione!
A me me sembrerebbe più normale
de nun sta a valutà la dimenzione
e accontentasse, mentre la finzione
co’ le tette po’ risurtà fatale.
Metti pure che ar foco che t’abbaja
lì per lì nun t’accorgi dell’inganno
ma quann’è ar dunque l’omo nun se sbaja
e accade che alla beffa unisci er danno:
si c’è la carta pe’ aumentà la taja
resti impotente fin’a quest’artr’anno!

Triana                                  

https://i1.wp.com/img398.imageshack.us/img398/311/screenshot028sb7.jpg              

cioccolato fondente col peperoncino

ululato da Pralina alle ore 12:47 mercoledì, 28 febbraio 2007  

Ragazzi, perfavore non passatemi più catene di sant’antonio, io sono una di cuore, mi dispiace deludere le vostre aspettative, risponderò ai dolcissimi Mauro e Tear che hanno proposto un test culinario, trasformandolo in un post, sul mio rapporto con la gastronomia… beh, è solo un assaggio… nulla di che… è talmente vasto l’argomento…
Però mi ricordo che i momenti più belli della mia vita gastronomica, li ho trascorsi in piena libertà, quando nessuno degli adulti riusciva a convincermi a mangiare tale pietanza o tal altra, seppure condite delle migliori intenzioni (degli adulti).
Ad esempio da bambina, una delle cose che mi faceva sbroccare, era di potermi ungere la bazza (mento in fiorentino) a piacere, di trangugiare bicchieri di aceto, vino anche (quel poco concesso quando andavamo in campagna), panna spray direttamente dal barattolo, di mangiare le patate lesse con le mani, di potermi “sbrodolare” con il sugo di pomodoro, di dare libero sfogo insomma alle mie perversioni orali. Lo so, che ai compleanni ero la “guastafeste” che toccava sempre le torte con le dita, per poi leccarsele con voluttà nemmeno tanto di nascosto… lo so, che ho rovinato più di un Natale tradizionale in famiglia scavando tunnel nei panettoni per mangiare soltanto l’uvetta passa, e rifiutando poi il resto del panettone, ma che ci posso fare.
In più, il fatto d’essere stata una bambina, non facilitava le cose: coi maschietti si è più indulgenti, loro sono più scalmanati, hanno diritto ad esserlo. Noi femmine dobbiamo “contenerci” in tutte le nostre espressioni specialmente in quelle di piacere, così è stabilito dalla cultura-prigione nella quale ci troviamo. Così per me l’educazione alle posate, e alla “compostezza” a tavola, è stata la cosa più dura.
Ora che ho un’età per così dire matura (ahahahahaha!) mia madre quando mi invita a pranzo, mi chiede di mettermi il “bavagliolo” (in romagnolo il fazzoletto per non sporcarsi) come si fa coi nonni dell’ospizio. La poveretta resta in apprensione fino al dessert.
Inutile dire che con il cibo ho un ottimo rapporto, le foto lo dimostrano, ma ottimo nel senso che mangio solo quello che desidero e non mi sento assolutamente in colpa di quello che ho mangiato. Quando decido di stare a dieta lo faccio, senza proroghe o scusanti. Sia che decida una cosa o l’altra, mangiare oppure no, non mi martello di sensi di colpa. Questo mi mette al riparo dal cibo “spazzatura” e da altri tipi di autolesionismo alimentare (Macdonald’s, patatine fritte dei sacchetti, merendine, bevande gassate, chewingum e altre porcherie) e dai surrogati dietetici, tipo Dietor WW o peggio che andar di notte coke light, aspartame e delinquame vario cancerogeno. Del resto non fumo, bevo pochissimo (solo vino buono) e ho rimasto tutte le papille gustative intatte. Ma non sono nemmeno una che si è votata al sacrificio estremo. Insomma, io mi voglio bene a tavola. Non vedo perché no.
Mi dicono che sono rotondetta e suppongono che soffra per questo. Io soffro soltanto per i pregiudizi degli altri, casomai, quando mi dicono cosa dovrei fare o cosa sarebbe bene che facessi per me stessa. Ma poi c’è l’altra faccia della medaglia e chi disprezza, vorrebbe avere le rotondità che ho io. Le donne parlano sempre di dieta e poi ti dicono che però vorrebbero avere le tette. Gli uomini guardano le modelle e vanno a letto con le donne normali. Meglio ancora se in carne. E allora mi dico che viviamo in un mondo schizofrenico sul rapporto con il piacere. Ma il senso di colpa non può cambiare nulla di ciò che siamo.
E di sicuro, non mi metterò la coscienza a posto se dico che al posto della Nutella uso il cioccolato (e pure il caffè) equo e solidale, ma quantomeno è la cosa migliore per il mio gusto. Preferisco l’olio extravergine d’oliva con spremitura a freddo a quello fatto diversamente, la pasta biologica della cooperativa a quella di una marca famosa, le uova d’allevamento a terra a quelle di batteria, lo zucchero di canna a quello raffinato, le marmellate fatte in casa a quelle industriali, e così il latte (meglio bio) e un sacco di altre cose, fino alla decisione di utilizzare il minimo del sale, perché rovina il sapore di un bel piatto d’insalata o di pomodori crudi… ma le rare volte che mi fermo a comprare un gelato, naturalmente artigianale (a proposito il mio gusto preferito è cioccolato fondente col peperoncino, in alternativa crema pasticcera al limone), aderisco a questa decisione come la mia lingua può aderire al gelato, cioé in un modo totale, libidinoso e assolutamente imbarazzante per chiunque decida di venire a mangiare il gelato con me.
Sì perché per me il gelato è una di quelle cose, di quegli ambiti “sacri”, magici, fiabeschi, dove ritorno bambina e mi ripenso mentre facevo sculture con la lingua (avete presente i pinnacoli e le guglie?) al gelato al limone, assorbita al 100% da quell’atmosfera tutta  mia.
Oggi se mangio il gelato voglio poter mostrare la gioia degli occhi e della lingua, e non sentirmi ipocrita nel farlo in modo colpevole, falsamente disgustato, ovvero compiacente delle fobie degli altri (come ahimé spesso succede a molte di noi).
Insomma, non so se il mio rapporto con il cibo sia veramente equilibrato, non so nemmeno se inseguire questo “equilibrio” sia il massimo… io inseguo il MIO equilibrio fra il rispetto della mia salute e la mia infinita libidine, ed è il massimo che possa fare.