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i colori dei capelli

ululato da Pralina alle ore 23:24 giovedì, 03 settembre 2009

Ciau, sono tonnata dalla full immersion in ammore totale… mi rivolgo alle siniore (per usare un termine caro a Lefty) per scrivere un post sui colori dei capelli, questa sera mi voglio un po’ divertire… beh, l’ideuzza mi è venuta dopo avere letto sul mio mediablog alcuni commenti su come stavo bene da “mora” e che quel colore mi dona molto di più, in effetti stare bene 24 anni fa era come vincere a mani basse, a 22 anni abbiamo la “bellezza dell’asino” è a 46 anni che solitamente inizia a diventare un tantinello più difficile, comunque non volevo parlare di ciò, ma solo del colore dei capelli.
 
 
Io sono nata biondo miele, sono diventata biondo rossa (in romagna diciamo gagina), castano chiara sul rosso, però i miei capelli non sono mai stati completamente di un colore solo, ma un po’ più rossi davanti e un po’ più cenere dietro, quindi, stanca di sentirmi chiedere ma di che colore sono veramente i tuoi capelli? e di spiegare ai miei increduli amici che i peli laggiù ce li avevo color ruggine (tipo volpe) ma quelli delle ascelle mi crescevano grigio argento,  e perché e percome sei naturale o sei tinta o sei cosa, ci sei o ci fai, non lo farai mica apposta… a 16 anni ho preso tre etti di henné mogano scuro e me li sono spalmati in testa. Risultato: da quel momento i capelli ce li ho avuti color mogano, con riflessi prugna. Un bel cazzotto di colore nella nebbia della pianura padana. E ci sono passata anche davanti al bar. Così imparano. Ooooooooh.
Mi sono lasciata crescere i capelli. Tanto lunghi e tanto belli che era una gioia pettinarseli e pastrocchiarseli con l’henné, e sentirsi dire “Bella mora, come mai hai la pelle così chiara?”. “Perché non sono mora, guarda le mie sopracciglia” “Sono scure” “Sono chiare, sotto” “Sono rosse, vorrai dire” “Un po’ meno di quello che sembrano” “Perché non ti lasci tutto al naturale? Avresti un viso molto più dolce e delicato” “Uff…” “Lo sai che sembri russa, sembri una polacca, sembri Karol Woytila?”  “Aribestemmiagliène”. Dicevo i capelli, mogano, con riflessi cangianti nella luce. In tutte le foto, però, non si vedeva una cicca di questi meravigliosissimi riflessi,  di queste fantastiche venature mogano prugna ruggine spaziali, che risaltavano gli occhi celesti (verdi, turchesi, grigi cerulei… difficile dirlo!) e la pelle bianca come la neve, ma guardando le foto  dove i capelli ondulati e lunghi fino al culo risultavano rovinosamente come una massa scura indistinta, tipo manto della Madonna dei Sette Baffoni Addolorati. Mi davano un’aria da tedesca convertita all’Islam. E per di più l’henné con il contatto dell’aria si ossida e dopo vari passaggi diventa veramente marrone scuro, come i fondi di caffè. Ecco la domandona più ricorrente: “Ma sei mora? Hai i capelli neri? Sei bruna, di’ la verità!”. Dio Groucho, no. Non ho nemmeno i baffi e le sopracciglia alla Frida Kahlo. “E allora perché hai le sopracciglia scure?” “Perché me le tingo, fava!” “E se ti facessi bionda?” “Idem, le sopracciglia più scure, perché mi affeziono tantissimo alle mie stronzate, anzi, adesso me lo segno”
Un bel giorno, armata di pazienza e di coraggio, sconsigliata dal parrucchiere di grido (aaaaAaaaaaaaaargh!!!!) che affermava “Nuuu, caraaa, l’henné non è possibile toglierlo! Tessoro, è una pazzia! Si fissa al capello e con l’assigeno si assida!” con quel coraggio che solo le dive del cinema muto  e i trans possiedono, ho iniziato con l’acqua ossigenata e le tinte bionde a togliere la tinta scura e a farmeli tipo spiga di grano. Dopo vari passaggi che mi videro pel di carota tipo Pippi Calzelunghe,  infine  bionda profonda come Mae West o Gabriella Ferri, iniziai ad attirare tanti sguardi maschili nuovi. Siccome l’umanità al maschile è divisa, come per la tifoseria calcistica, tra quelli che amano le more e quelli che amano le bionde, perché bisogna schierarsi da una parte o dall’altra, era gioco forza che cambiassi clientela. Praticamente tutti quelli che amano le bionde, mi avrebbero guardato di qui in poi. Stavo benissimo, per un semplice motivo: ho i tratti del viso da bionda. Naso piccolo, tratti infantili e delicati, occhi a mandorla tipo siberiana, per non parlare del colore degli occhi e della pelle, tutto da bionda.  Perché sono bionda? Perché mi sento bionda dentro. Il biondo mi ricorda la mia infanzia, mia madre, i campi di grano, Asterix, gli anni 60, Federico Fellini, le pupe del gangster di Fred Buscaglione, il giorno in cui il mio povero amore rapinatore uscì di galera, le evasioni barbariche. Harpo Marx. A dire la verità sono ancora più slavata e luminosa di come appaio con il trucco, però questo è un retaggio dei miei tempi da mora. Come a dire, il lupo perde il pelo, ma non il pollo!
Beh, che dire, sono una perfetta morabionda o una biondamora un po’ imprecisa. O sono una rossa che non si è mai rossegnata?
Boh. Il fatto è che noi donne con la nostra immagine, a forza di ascoltare questo e quel parere, ci pasticciamo un po’ e non sempre si scelgono le cose giuste… ma di sicuro, un monte di cazzinostri con tanta autostima sarebbe saggio farceli, almeno ogni tanto.