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21 MARZO HORST FANTAZZINI AL CATTIVO FESTIVAL, TEATROFFICINA REFUGIO LIVORNO

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La vita avventurosa di Horst Fantazzini sembra scritta per diventare leggenda. Nato in Germania nel 1939, ha fatto la sua prima rapina appena diciottenne nei dintorni di Bologna, armato di una pistola giocattolo. Un gesto che gli è valso presto l’etichetta di “bandito gentile” che, insieme ai soprannomi “primula rossa” e “rapinatore in bicicletta”, accompagneranno una vita in cui Horst ha svaligiato le banche di mezza Europa senza mai smettere, in qualità di militante anarchico, di lottare per la giustizia e l’uguaglianza sociale. Protagonista nel 1973 di un clamoroso tentativo di evasione dal carcere di Fossano, ha dedicato a quell’esperienza un famoso testo letterario, Ormai è fatta! (diventato un film con Stefano Accorsi), che testimonia anche della grande forza narrativa trasfusa da Fantazzini nei suoi scritti, raccolti per la prima volta in forma integrale in questo volume: saggi, lettere, poesie e racconti. Un omaggio a Horst Fantazzini a più di dieci anni della sua morte, avvenuta a Bologna nel Natale del 2001, a pochi giorni dall’arresto dopo un’ultima tentata rapina in bicicletta. Presenterà il libro “Pralina” Diamante, curatrice del volume, animatrice del comitato per la semilibertà di Horst Fantazzini, curatrice dell’archivio digitale delle sue opere (www.horstfantazzini.net) e sua compagna di vita. Pittrice e scrittrice, tra le sue opere il romanzo “L’ultimo colpo di Horst Fantazzini” (Stampa Alternativa 2003)

PRESENTAZIONE 21 MARZO ore 19 CATTIVO FESTIVAL TEATROFFICINA REFUGIO Scali del Refugio 8 LIVORNO – LO STATUTO DEI GABBIANI ed. Milieu – presenterà il libro ‘Pralina’ Diamante.

OGGI SAREBBE IL COMPLEANNO DI HORST… UN PENSIERO DI SPERANZA E DI LOTTA PER IL MONDO NUOVO CHE LUI AVREBBE VOLUTO


Ma «crisi» non ha necessariamente questo significato. Non comporta necessariamente una corsa precipitosa verso l’escalation del controllo. Può invece indicare l’attimo della scelta, quel momento meraviglioso in cui la gente all’improvviso si rende conto delle gabbie nelle quali si è rinchiusa e della possibilità di vivere in maniera diversa. Ed è questa la crisi, nel senso appunto di scelta, di fronte alla quale si trova oggi il mondo intero.

[Ivan Illich]

 

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STRANI MA NORMALI PASSAGGI NEL NOSTRO SITO www.horstfantazzini.net

La memoria di Horst Fantazzini non dovrebbe fare più paura. Dimenticata dalla maggior parte dei giornalisti, i quali sono troppo impegnati a fare copia incolla in giornali fotocopia… relegata in spazi marginali anche per “merito” di molti compagni che anziché favorirsi a livello locale si fanno competizioni stupide e a volte sovrappongono le date delle iniziative senza battere ciglio…  circondata dal silenzio e dall’oblio dopo il momento di notorietà, post uscita del film “Ormai è fatta!” di Enzo Monteleone con Stefano Accorsi, film tecnicamente valido e diciamo pure, bello, per certi versi intenso, che ha molti meriti specialmente quello di avere favorito la sua quasi liberazione dopo una detenzione che durava dall’inizio degli anni 60 ma che comunque era già stato reso “innocuo” da una decontestualizzazione spinta del personaggio (a mio parere Horst in quel film pare un alieno, un matto fuori dal tempo spinto dall’unico desiderio di uscire ma proprio incomprensibile e senza motivazioni politiche legate all’attualità delle lotte e dello scenario internazionale negli anni 70 percarità, infine un simpatico pasticcione iper emotivo che cerca di catturare le simpatie del pubblico)… insomma, ripeto, la memoria di Horst non dovrebbe far più paura, gestita com’è stata gestita proprio da giornalisti che volta per volta lo condannavano, poi lo riabilitavano, poi ne inneggiavano la liberazione mettendo in luce l’umanità sfolgorante ma negli aspetti superficiali e patinati da cronaca rosa, poi lo dipingevano come un coglione che si è messo nei guai volontariamente, come titolava il Resto del Carlino all’indomani dell’ultimo arresto avvenuto il 19 dicembre 2001 “il gentleman ci ricasca”… ma insomma, si sa, i giornalisti così pulitini e perbene sono ragazzi intelligenti e qualche volta persino simpatici, ma nella loro vita hanno qualche privilegio (diciamo tanti privilegi) rispetto a tanti che devono solo mangiare della polvere, quindi mancano di esperienza di vita, voglio dire mica hanno vissuto per strada o in situazioni estreme come il carcere dove si capisce immediatamente dove stare, e poi, come diceva Horst hanno spesso semplicemente paura di affermare le cose come stanno perché se no, nessun direttore gli pubblicherebbe un solo articolo!… una memoria così, dopo il flop del film nelle sale (mentre su Sky e in RAI è stato abbastanza seguito, così come nei circuiti alternativi e in rete) e il suo arresto, e soprattutto della sua morte, a chi vuoi che interessi, e poi, sono passati tanti anni, quanti… undici no?

E’ quindi sorprendente ma in fondo normale trovare la scia di tanti passaggi nel nostro sito http://www.horstfantazzini.net da parte delle forze dell’ordine o del ministero dell’interno. Mi chiedo, ma che cosa stanno cercando o che cosa credono di trovare, visto che ormai la storia di Horst è stata sedimentata in armadi di documenti, scartafacci, dimenticati nelle questure e negli archivi. Sono passati undici anni dalla sua morte, e di lui è stato già detto tutto e il contrario di tutto, sono stati seguiti i suoi spostamenti, analizzate le sue frequentazioni, ascoltati i suoi dialoghi, dato che la nostra casa di Bologna era piena di cimici, secondo “La Gazzetta di Modena” che ne parlò nel 2005 (e quindi sapevano tutto di noi). Riguardo a me, credo di condurre una vita limpida, sono come un libro aperto.

Voglio dire due parole su questo sito. Non c’è nulla di nascosto o di nascondibile, nulla che sia stato taciuto oppure omesso, tranne le storie che riguardano altre persone che non volevano apparire o essere ricordate. E’ stato fatto con il massimo rispetto e purtroppo è incompleto, perché si tratta di frammenti. Va da sé che ciò che non si trova, è proprio perché non è stato trovato. Infatti è un progetto in itinere. E’ nato proprio perché Horst Fantazzini non venisse dimenticato, abbiamo raccolto gli articoli che lo riguardavano, “Ormai è fatta!” il libro e la settimana rossa il capitolo sull’Asinara, qualche immagine, alcuni ricordi, le sue poesie e i suoi scritti, almeno quelli che restavano dopo tante distruzioni, sequestri, appropriazioni e abbandoni, sì perché dovete sapere che nella sua sciagurata esistenza Horst ne ha subiti di furti, furti di scritti, di foto, di libri, di oggetti affettivi, va da sé che lo sciacallaggio post mortem a opera di qualche borderline era quasi una condizione fisiologica. Nessuno si è curato del nostro dolore, delle nostre difficoltà materiali, e del fatto che una persona dopo avere subito quasi 40 anni di carcere (più o meno, 36 o 37), con un fine pena segnato al febbraio 2017, dopo essere stata trascinata da una parte all’altra della Penisola come un pacco postale in maniera illegale, desaparecido per mesi, pestato, torturato, vessato, ricattato sui sentimenti, ridotto in coma per ben due volte in carcere, e infine ucciso per plotone d’esecuzione ma con morte dolce e in “ritardo” di quasi trent’anni (per carità, italiani brava gente). Un “uomo cancellato” così, come un cristo in croce, sbranato, ridotto in polvere, abbandonato persino dai figli nell’urna cineraria del cimitero della Certosa di Bologna, può fare ancora paura? può essere attenzionato? può essere persino nominato a vanvera, accostato superficialmente alle Brigate Rosse (alle quali non ha mai aderito), eletto leader di qualche ipotetica e inesistente formazione armata quando è già fantasma, essere oggetto di citazioni ministeriali post mortem nel vano tentativo di rispolverare una lotta armata che non esiste più, ma che a tanti piacerebbe soltanto per la repressione che potrebbe scatenare? sì, tutto si può, del resto questo nostro disgraziato Paese in eterna lotta per placare i movimenti intestinali: “Franza o Spagna purché si magna” che è stato messo in ginocchio dall’egoismo di tanti, è un paese senza memoria, che ragiona soltanto con la pancia, e se da una parte dimentica con una facilità estrema, dall’altra ha paura di ricordare e teme come la peste persone, esseri umani, come Horst e come altri che pur nelle loro contraddizioni hanno tentato di essere liberi, di essere immediatamente liberi, liberi per sé stessi e per gli altri nel sogno di una giustizia sociale, senza attendere i teorici di una rivoluzione futura, senza seguire le farneticazioni di un leader, e soprattutto senza rinunciare alla propria UMANITA’ e alla propria TENEREZZA, tratti questi sì rivoluzionari in una società che pratica normalmente la prevaricazione e la violenza sui più deboli e per la quale il reato più grande è quello del libero pensiero.

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LO SPIRITO DELL’ALLODOLA di BOBBY SANDS

LO SPIRITO DELL’ALLODOLA
di Bobby Sands

Mio nonno una volta mi disse che imprigionare un’allodola è un delitto fra i più crudeli, perché è uno dei simboli più alti della libertà e felicità. Parlava spesso dello spirito dell’allodola, quando raccontava la storia di un uomo che ne aveva rinchiusa una in una piccola gabbia.
L’allodola, soffrendo per la perdita della sua libertà, non cantava più, non aveva più nulla di cui essere felice. L’uomo che aveva commesso questa atrocità, come la chiamava mio nonno, voleva che l’allodola facesse quello che lui desiderava. Voleva che cantasse, che cantasse con tutto il cuore, che esaudisse i suoi desideri, che cambiasse il suo modo di essere per adattarsi ai suoi piaceri.
L’allodola si rifiutò e l’uomo si arrabbiò e divenne violento. Egli cominciò a fare pressioni sull’allodola perché cantasse, ma non raggiunse alcun risultato. Allora fece di più. Coprì la gabbietta con uno straccio nero e le tolse la luce del sole. La fece soffrire di fame e la lasciò marcire in una sudicia gabbia, ma lei ancora rifiutò di sottomettersi.
L’uomo l’ammazzò.
L’allodola, come giustamente diceva mio nonno, aveva uno spirito: lo spirito della libertà e della resistenza.
Voleva essere libera, e morì prima di sottomettersi al tiranno che aveva tentato di cambiarla con la tortura e la prigionia.
Sento di avere qualcosa in comune con quell’allodola e con la sua tortura, la prigionia e alla fine l’assassinio. Lei aveva uno spirito che non si trova comunemente, nemmeno in mezzo a noi umani, cosiddetti esseri superiori.
Prendi un prigioniero comune, il suo scopo principale è di rendere il suo periodo di prigionia il più facile e comodo possibile. Alcuni arrivano ad umiliarsi, strisciare, vendere altri prigionieri, per proteggere se stessi e affrettare la propria scarcerazione. Si conformano ai desideri dei loro carcerieri e, a differenza dell’allodola, cantano quando gli dicono di cantare e saltano quando gli dicono di muoversi.
Sebbene il prigioniero comune abbia perso la libertà, non è preparato ad arrivare alle estreme conseguenze per riconquistarla, né per proteggere la propria umanità. Costui si organizza in vista di un rilascio a breve scadenza. Ma, se incarcerato per un periodo abbastanza lungo, diventa istituzionalizzato, diventa una specie di macchina, incapace di pensare, controllato e dominato dai suoi carcerieri.
Nella storia di mio nonno era questo il destino dell’allodola, ma lei non aveva bisogno di cambiare, né voleva farlo, e morì per questo.

Bobby Sands, detenuto politico irlandese, morto in carcere dopo sessantasei giorni di digiuno, il 5 maggio 1981
Testo trascritto, impaginato e diffuso da Horst Fantazzini

lo statuto dei gabbiani alla scintilla di modena

lo statuto dei gabbiani alla scintilla di modena.

LO STATUTO DEI GABBIANI ALLA SCINTILLA DI MODENA

MODENA Strada Attiraglio, 66 (zona Mulini Nuovi uscita 8 tangenziale)

Giovedì 21 febbraio ore 21 proiezione del film “Ormai è fatta!” di Enzo Monteleone con Stefano Accorsi nella parte di Horst Fantazzini (1999)

Venerdì 22 febbraio ore 21.30 dopo la cena sociale presentazione de “Lo statuto dei gabbiani” ed. Milieu e dibattito sui ribelli degli anni 70 con la curatrice del libro Pralina Diamante + a termine serata pub autogestito

 

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IL 14 FEBBRAIO INAUGURAZIONE ROMANA DEL B.A.M. CON LO STATUTO DEI GABBIANI DI HORST FANTAZZINI

Biblioteca Abusiva Metropolitana, via dei Castani 42, Quartiere Centocelle ROMA

Ore 17: inaugurazione e presentazione BAM + incontro con Pralina Diamante curatrice del libro “Lo statuto dei gabbiani” di Horst Fantazzini ed. Milieu, con prefazione di Pino Cacucci 

Ore 19: proiezione dell’intervista a Horst Fantazzini nel carcere di Alessandria dicembre 1998

Ore 21: apericena anche vegan con proiezione del film “Ormai è fatta!” di Enzo Monteleone 1999

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Cos’è la B.(A).M.

BIBLIOTECA: perché se esistono i templi del sapere… vogliamo profanarli! Con un’idea aperta e diffusa di cultura e informazione libera e disponibile a tutt*, abbiamo deciso di partire dai libri, luoghi d’inizio di ogni possibile percorso, e costruire intorno ad essi uno spazio che metta al centro l’incontro, lo scambio ed ogni altra iniziativa che ci faccia conoscere e accogliere reciprocamente; possiamo farlo scegliendo il modo che più ci piace! Una biblioteca dunque, ma non solo. Uno spazio collettivo dove non si perde mai tempo. Al massimo si trova!

ABUSIVA: perché è uno spazio sottratto alla rendita e alla speculazione con un azione collettiva diretta (ormai da 5 anni), che non ha chiesto alle istituzioni alcuna autorizzazione. Siamo uno spazio occupato, autogestito e autofinanziato. Libero.

METROPOLITANA: perchè siamo a Roma, ma al lato e in basso rispetto al centro, curato e profumato, dello spazio e del potere. Siamo a Centocelle, quartiere dove la cultura è popolare e meticcia e gli incroci di idee e di colori sono imprevedibili e vitali, come il ”letame” di De Andrè.
Siamo li dove non c’è posto per la rassegnazione al ritmo urbano del produci-consuma-crepa e lo sguardo non va oltre il rosso di un semaforo. Siamo li dove il cemento di muri e strade scrostate non riesce a spegnere la bellezza di occhi limpidi e sinceri…

MARKUS STEFFEN