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COSA SIGNIFICA SOGNARE UNA LAMPADINA?

ululato da Pralina alle ore 10:53 mercoledì, 03 gennaio 2007

Oggi lo spunto me lo offre involontariamente qualcuno (forse Marzullo in persona) che ha digitato questa frase “cosa significa sognare che si regala una lampadina” ed ha trovato il mio blog. cosa significa sognare che si regala una lampadina
* significa che abbiamo la capacità di regalare i nostri sogni agli altri per continuare a sognare, perché facciamo parte di un sogno collettivo, un immenso reve che dalla notte dei tempi fino alla fine del mondo non si esaurirà mai.
* significa che la nostra energia, il nostro amore, la nostra luce si possono trasmettere con l’atto del dono.
* significa che anche il blog è un dono.
* significa che a volte criticare duramente qualcuno o persino mandarlo affanculo può essere un gesto d’amore, se lo aiutiamo a rendersi conto, ad avere l’illuminazione che sta sbagliando (così come fanno gli altri con noi).
* significa che non dovremmo essere stupidamente, ottusamente egoisti per continuare a vivere al buio e far vivere al buio gli altri.
* significa che siamo innamorati di un elettricista (ma in tal caso è meglio farsi regalare un vibratore, lui saprà giocarci meglio di altri).
* significa che la bolletta dell’enel è in scadenza.
* significa che i concetti e le immagini che abbiamo ricevuto gratuitamente, senza copyright, sono un bene collettivo la cui circolazione libera ci arricchirà profondamente: solo lo scambio non mercantile fra le persone e la contaminazione di culture diverse può accendere la luce della Cultura.

dai, continuate voi…

“Regalare una lampadina significa che si è un po’ tirchi: gli si poteva regalare anche tutto il lampadario. 
E aggiungo, tirchi al quadrato, visto che invece di regalare almeno la lampadina, invece del lampadario completo, lo si sogna e basta.” (Maria Strofa)

“Ooooooooooooooooooh… sciabadaduuuuuuuu… ehi! ma checaaaasu… be-be oh didò oh didò! ma porcadiqueeeeeee… tumiregàunalampaduuuuuuu… ehimachemenefàsmuà… mavaaaaavaaaaavaaaaaavaaaaa…” (La Linea di Cavandoli)

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“Io avevo digitato proposte indecenti e scherzetti telefonici alla zia nuda per trovare il tuo blog” (spero che mi riconoscerai anche se mi camuffo da Mister Bean)

“significa darti qualcosa da pensare….non faresti altro che chiederti,,,”che cazzo avra’ voluto dire con una lampadina..???” (india03)

“sognare che si regala una lampadina… bella immagine. mi viene in mente regalare un’idea, regalare creatività come quella che aveva in testa archimede pitagorico di paperino quando ne inventava una…” (hidra)

“se regalata ad una amico antipatico significa:ti auguro di perdere tutti i capelli all’istante.. ad una bella donna significa:sei la luce che illumina il mio cammino..se a una ragazza con cui vorresti fare l’amore significa:mi piacerebbe farlo 220volt..se a un poliziotto significa:che le sue indagini brancolano nel buio..uèèè pralina va che io vado avanti nè…eh eh eh” (giannierre)

“eheheheheh io quoto il commento di Gianni!
Comunque a me ne hanno regalate una serie a basso consumo cosa vorrà dire???”  (monicamarghetti)

“che coincidenza…ho scritto pochi giorni fa anche io un post su una lampadina… il significato era un po’ diverso, però se vuoi puoi darci un occhiata…..si intitola L’AMORE E’ UNA LAMPADINA…(più chiaro di così… :-P)” (nate)

“Secondo me il tipo ha semplicemente abusato di ddroghe leggere…la peperonata ad esempio…” (freeriding)

“mah, la lampadina è un apostrofo acceso tra le parole buio pesto” (Decablog)

“che hai mangiato la peperonata la sera prima?” (Lavorini)

“Significa che vorrei che tu me la mettessi lì… e anche là… lo sai che le lampadine mi eccitano moltissimo… sono stanca dei soliti sedani, carote, zucchine, topinambur infilati in ogni dove… la prossima volta tesoro, lampadina!”

CARTONI ANIMATI CHE PASSIONE

ululato da Pralina alle ore 18:21 venerdì, 22 gennaio 2010

I cartoni animati sono sempre stati la mia passione, non parlo di quelli seriali giapponesi (qualche lungometraggio del Sol Levante degli anni 50, però, è pregevolissimo),  ma delle animazioni pionieristiche, dai primi Disney (tipo Skeleton dance, i primi Topolino, Paperino fino a Fantasia che è il mio cartone animato preferito in assoluto) a Felix the Cat, Betty Boop, Braccio di Ferro, gli anni 70 di Supergulp, di Gustavo, Mr. Magoo, la Pantera Rosa, per arrivare agli psichedelici Yellow SubmarineFritz the Cat dalla fervida fantasia malata del mio adorato Robert Crumb, per concludere in bellezza con gli scintillanti Simpson di Matt Groening che rappresentano l’evoluzione negli anni 90 della caricatura delle famiglie americane, tipo Flinstone ecc., passando per la Linea di Cavandoli, le animazioni dello Studio Armando Testa, Bruno Bozzetto & Guido Manuli studio e concludendo coi Pixar, ieri l’altro mi sono guardata un dvd dei corti Pixar degli anni 84-89, quando ancora l’azienda non era stata fagocitata dalla Disney, era uno studio di pochi animatori, pochi e indebitati allora, ma veramente affiatati e motivati, ho avuto molte emozioni, davvero molte… sarà perché me li sono visti tutti al cinema, da Toy Story a Bugs Life, sarà perché l’animazione mi ha sempre incantata, dalle prime sortite al cinema, di Asterix il gallico, sarà perché ho sempre amato i fumetti, un tempo mi piacevano tanto, dai Puffi a Nonna Abelarda, da Lucky Luke a Poldino, da Sturmtruppen ai Peanuts, fino a Geppo il diavoletto, Lupo Alberto, ecc. per concludere con quelli bellissimi, straordinari di Grazia Nidasio, Jacovitti, Serre, la mitica Brétecher dei Frustrati, il grande Reiser con il suo fantastico Porcone, Chumy Chumez, Sergio Toppi, Andrea Pazienza, ecc. con qualche “puntatina” (da adolescente) per i fumetti porno (erano gli anno 70 e non c’era internet ehehehehehe!) ma leggevo, praticamente divoravo di tutto, Peynet, il Signor Bonaventura, come facessi a conoscere Arcibaldo e Petronilla dio solo lo sa, ma ero riuscita a scovare pure quelli, e ancora Valentina Melaverde, gli album di Asterix, quelle deliziose strisce di Addison sull’Arca di Noè,  B.C., il Corriere dei Ragazzi, Linus, Alter Alter, Strix, il Male, Cannibale, Frigidaire, Blue e non so quale diavolo altro. Non ho mai capito perché in Italia il fumetto e il cartone animato sono sempre stati declassati e considerati arte e letteratura minore, e perché -di conseguenza- non si è mai investito abbastanza in questi settori, forse perché il nostro Paese è condizionato così pesantemente da sempre dal moralismo cattolico per cui tutto ciò che diverte e accende la fantasia è il male, e comunque esiste un’età infantile per divertirsi (non troppo, però!) e un’età adulta per stare seri, e la serietà, come si sa, viene spesso scambiata per seriosità che è soltanto la facciata, l’atteggiamento, la parvenza, la tristezza, la pesantezza, la mancanza di fantasia, in fin dei conti la mancanza di argomenti di una serietà che spesso non esiste nemmeno. Vi lascio alla visione di questa chicca dei corti della Pixar, siamo già in epoca Disney ma non hanno perso di freschezza. Buona visione!

cavandoli a novaradio

 ululato da Pralina alle ore 01:12 martedì, 06 marzo 2007

Oggi martedì 6 marzo su Novaradio Firenze 101.5 per la trasmissione Avanzi di Balera, alle ore 17.20 cliccate qui per l’ascolto in diretta dal vostro computer, intervista a Monica Marghetti autrice del libro “Voglio urlare” edizioni Fuori dalle Rotte. 
 
E’ morto Osvaldo Cavandoli, Cava così lo chiamavano tutti, il papà della Linea, aveva 87 anni… ricordo l’intervista che gli facemmo il 26 aprile 2005 per la trasmissione Fedeli alla Linea di Novaradio, che giustamente si chiamava così in onore suo. Ricordo la mia grande emozione, il cuore mi batteva a mille e la voce mi tremava un pochino: non capita tutti i giorni d’intervistare un simile personaggio. 
Eppure Cavandoli, d’una simpatia travolgente, accettò di essere intervistato da me e Freddie con una grandissima umiltà, divertendosi pure quando, fra risate e gargarismi, imitai per lui la vocina stralunata della sua Linea… che poi non mancò mai (l’imitazione) nelle trasmissioni seguenti.
Vi rendete conto? Ho avuto il privilegio di imitare la vocina della Linea in diretta radiofonica con il grande Cava.

Un uomo conosciuto in tutto il mondo, le sue animazioni vanno in onda in ogni Paese, non soltanto a Natale. Tranne che da noi.

Siamo in Italia, così ci disse il Cava, qui i cartoni animati non vengono apprezzati, la televisione li censura, bisogna andare all’estero.

Guardate me, ci disse il Cava, ho lavorato una vita, lavoro duro come in fabbrica per fare questi disegni, e la tivù italiana non li ha mai trasmessi e sono già passati vent’anni dall’ultima apparizione, perché negli anni sessanta per Carosello pubblicizzavo una nota pentola. Ma che gli frega della pentola ancora? I disegni sono belli sì o no? e allora!

Quando ho saputo della sua scomparsa, ho provato tristezza e poi rabbia.

Ma i disegni animati, nonostante l’ottusità dei nostri dirigenti televisivi, non sono un sottoprodotto culturale e non sono dedicati soltanto ai bambini. Fanno parte del nostro patrimonio, della nostra cultura, del nostro immaginario collettivo per usare una frase di Jung, fanno parte infine dei nostri sogni e della nostra memoria, dei bambini che eravamo e che siamo rimasti, di quelli che abbiamo fatto nascere e di quelli che nasceranno in futuro. Checché ne pensino i burocrati della scatola catodica, i visipallidi dal doppiopetto grigio, gli spargitori di muffa, i killer d’aquiloni, i dimenticatori dell’infanzia.


Ciao Cava, sarai vendicato.