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sex and the cita

* da sola o in coppia? questo è il dilemma… sono passati anni ho incontrato di nuovo l’amore ma ancora, a volte, me lo chiedo…
 
 
ululato da Pralina alle ore 23:57 domenica, 28 ottobre 2007 
Da molto tempo ormai, dormo abbracciata al cuscino e penso che sia bene così.
 
Non vorrei mai sommare i problemi di un altro ai miei (o viceversa), sono convinta che l’amore non serva affatto a riempire i vuoti esistenziali e a non sentire la solitudine. Quante volte, anche recentemente, ho conosciuto o reincontrato coppie insoddisfatte, mal assortite, annoiate, con certi sguardi spenti e malinconici, con dei rimpianti grandi.
Coppie che non sopravvivono al primo grosso litigio o che vanno avanti senza entusiasmo negli anni. Non li invidio! E quei pochi che invece stanno bene in amore, non li invidio lo stesso, perché so quanti compromessi a volte si fanno per continuare a stare assieme dopo i primi fuochi. 
Semplicemente penso che non sia arrivato il mio momento, o forse non arriverà mai più.
 
 
Tuttavia, essendo un essere vivente (animale), di genere femminile… sento di avere degli istinti, sento di desiderare un uomo. Bene, bando ai preamboli, questo è ciò che sento quando desidero un uomo. Perché non sono ancora morta!
 
A volte sento un bisogno irrefrenabile di carezzare e baciare il corpo di un uomo.
Le mie mani non hanno dimenticato niente, delle sensazioni provate in passato… Mi piace tantissimo carezzare, dolcemente, lievemente. Le carezze, e l’abbraccio, sono tutt’uno col mio modo di sentire, primitivo, istintivo, dolce, passionale. Le cose che amo di più quando ho la fortuna d’avere un amore, un compagno, sono di guardarlo negli occhi e di carezzare il suo viso e le sue labbra. Con teneri sorrisi e piccoli morsi.
Mi piace essere presa fra le braccia, lo scrivo anche se mi fa un po’ (o tanto) male ricordarlo, perché fa ancora parte di me.
Ricordo d’essere stata tanto felice quando dormivo con il mio amore o con uno dei tanti che ha attraversato la mia vita senza preoccuparsi di proseguire con me il cammino.
Ricordo che al risveglio avevo tutti i capelli arruffati e la pelle liscia e certi occhietti splendenti come attraversati da centinaia di stelle, che non importava nemmeno che mi truccassi perché risaltassero così tanto. Avevo un visetto buffo e liscio come quello di una bimba e le labbra dischiuse in un sorriso dolcissimo.

Ricordo che andavo a fare la pipì e la facevo davanti a lui e sorridevo timida e felice, vergognandomi un po’ della mia animalità.
Ricordo le colazioni e i pranzi e le cene insieme all’amato, un tripudio di sensi, e non soltanto il gusto. Ricordo che mi riusciva tutto benissimo come se il mestolo fosse una bacchetta magica, che sembravo una cuoca sopraffina, ricordo del cibo imboccato reciprocamente, dei brindisi col vino rosso, degli sguardi saettanti da un paio di occhi all’altro. Ricordo che un amante paragonò i miei denti a una collana di piccole perle.
Ricordo le lacrime reciproche, le parole, i silenzi per cercare di ascoltarci, e il suono delle risate che a volte continuava a rimbalzare sulle pareti per una notte intera.


E poi i baci… quelli, sono meravigliosi… un arcobaleno di baci che copre tutto il suo corpo, ed il mio.
Lo so… parlare dell’amore senza l’amato è come parlare di acqua nel deserto, ma a volte qualcosa si risveglia, non si può sempre insabbiare tutto.
Allora i baci… mi piace darli e riceverli… e la mia lingua è deliziosa ovunque. Si insinua, osa, senza reticenze.
Adoro essere presa fra le braccia e tenuta così, mi piace dormire abbracciata a un uomo e voltargli la schiena, per sentire il contatto della mia parte posteriore con quella sua anteriore, la pienezza della mia schiena e le rotondità sode del mio culo contro un ventre maschile che si sveglia anche nel cuore della notte.
Adoro il tocco leggero o insistente delle sue dita che cercano il mio seno e non faticano a trovarlo, coi capezzoli protesi sporgenti e duri come sassi pronti per essere succhiati o risucchiati nel gorgo della sua bocca… mi sento morire quando le sue labbra si posano sul mio collo, quando mi succhiano la nuca dopo averla denudata dal mare di capelli. Dio potrei fare qualunque cosa per un uomo che mi sussurra nell’orecchio parole d’amore e che mi bacia il collo.
Mi bacia il collo ed io non riesco più a pensare, vado in corto circuito… balbetto… mi cadono gli oggetti dalle mani… mi sento indifesa… mi sento così femmina!

 
 
Mi sento femmina al 100%, anche quando faccio la clown in radio, la giornalista, la scrittrice, la pittrice… anche quando ho delle responsabilità di mamma così forti che conciliare la passione per un uomo con la vita familiare non è facile… anche quando sono in crisi con me stessa e divento un po’ (o forse tanto) orsa… quando non so dire cosa provo e non so fare la “carina” con gli uomini solo perché sono tanto timida e non conosco le tecniche e le tattiche e non so fare nient’altro che cercare di assecondare i miei desideri in un modo semplice e genuino… mi sento femmina anche quando non “sembra” che sotto a questo guscio c’è… una creatura con così tanta voglia di amare, di un amore vero, grandissimo, passionale, dolce, pulito, e senza difese.
 
Ho voglia di abbandonarmi senza riserve fra le braccia di chi.
 

 

 

CARTONI ANIMATI CHE PASSIONE

ululato da Pralina alle ore 18:21 venerdì, 22 gennaio 2010

I cartoni animati sono sempre stati la mia passione, non parlo di quelli seriali giapponesi (qualche lungometraggio del Sol Levante degli anni 50, però, è pregevolissimo),  ma delle animazioni pionieristiche, dai primi Disney (tipo Skeleton dance, i primi Topolino, Paperino fino a Fantasia che è il mio cartone animato preferito in assoluto) a Felix the Cat, Betty Boop, Braccio di Ferro, gli anni 70 di Supergulp, di Gustavo, Mr. Magoo, la Pantera Rosa, per arrivare agli psichedelici Yellow SubmarineFritz the Cat dalla fervida fantasia malata del mio adorato Robert Crumb, per concludere in bellezza con gli scintillanti Simpson di Matt Groening che rappresentano l’evoluzione negli anni 90 della caricatura delle famiglie americane, tipo Flinstone ecc., passando per la Linea di Cavandoli, le animazioni dello Studio Armando Testa, Bruno Bozzetto & Guido Manuli studio e concludendo coi Pixar, ieri l’altro mi sono guardata un dvd dei corti Pixar degli anni 84-89, quando ancora l’azienda non era stata fagocitata dalla Disney, era uno studio di pochi animatori, pochi e indebitati allora, ma veramente affiatati e motivati, ho avuto molte emozioni, davvero molte… sarà perché me li sono visti tutti al cinema, da Toy Story a Bugs Life, sarà perché l’animazione mi ha sempre incantata, dalle prime sortite al cinema, di Asterix il gallico, sarà perché ho sempre amato i fumetti, un tempo mi piacevano tanto, dai Puffi a Nonna Abelarda, da Lucky Luke a Poldino, da Sturmtruppen ai Peanuts, fino a Geppo il diavoletto, Lupo Alberto, ecc. per concludere con quelli bellissimi, straordinari di Grazia Nidasio, Jacovitti, Serre, la mitica Brétecher dei Frustrati, il grande Reiser con il suo fantastico Porcone, Chumy Chumez, Sergio Toppi, Andrea Pazienza, ecc. con qualche “puntatina” (da adolescente) per i fumetti porno (erano gli anno 70 e non c’era internet ehehehehehe!) ma leggevo, praticamente divoravo di tutto, Peynet, il Signor Bonaventura, come facessi a conoscere Arcibaldo e Petronilla dio solo lo sa, ma ero riuscita a scovare pure quelli, e ancora Valentina Melaverde, gli album di Asterix, quelle deliziose strisce di Addison sull’Arca di Noè,  B.C., il Corriere dei Ragazzi, Linus, Alter Alter, Strix, il Male, Cannibale, Frigidaire, Blue e non so quale diavolo altro. Non ho mai capito perché in Italia il fumetto e il cartone animato sono sempre stati declassati e considerati arte e letteratura minore, e perché -di conseguenza- non si è mai investito abbastanza in questi settori, forse perché il nostro Paese è condizionato così pesantemente da sempre dal moralismo cattolico per cui tutto ciò che diverte e accende la fantasia è il male, e comunque esiste un’età infantile per divertirsi (non troppo, però!) e un’età adulta per stare seri, e la serietà, come si sa, viene spesso scambiata per seriosità che è soltanto la facciata, l’atteggiamento, la parvenza, la tristezza, la pesantezza, la mancanza di fantasia, in fin dei conti la mancanza di argomenti di una serietà che spesso non esiste nemmeno. Vi lascio alla visione di questa chicca dei corti della Pixar, siamo già in epoca Disney ma non hanno perso di freschezza. Buona visione!