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kevin calvo e il suo attico a soffiano

* il 30 gennaio 2011 si terrà la terza sfilata di bassa moda al CPA Firenze sud ideata e presentata da me, riporto un vecchio post del 2007 molto divertente ispirato a un mio modello… i Calvi Klein nel quartiere di Soffiano

giovedì, 18 gennaio 2007 | in : firenze 

 

Soffiano lane.
 
Sono tornato adesso dalla pausa caffé e a quanto pare la caffeina ha stimolato la sopita meninge facendo scaturire una domanda, chissà se nelle altre città esistono realtà equivalenti, in verità me lo chiedo spesso  quando mi capita di girare questo quartiere.
Il posto dove lavoro è nel quartiere di Soffiano, in verità è pure il quartiere dove sono nato e cresciuto ma per una sorta di dislocamento spazio temporale sembra essersi deformato fino a renderlo irriconoscibile. Intendiamoci, gli edifici sono pressappoco gli stessi, le vie anche, ma la gente si è trasformata. Quello che era un quartiere popolato da   famiglie di borghesia media, che spedivano i bimbi per strada a giocare è divenuto una sorta di “Beverly Hills de noattri” .
In linea con i temi socio culturali della manifestazione che si terrà il 22 gennaio al CPA Firenze sud, pubblicizzata da Pralina segue una breve descrizione dell’abitante tipo di Soffiano. 
 
Kevin calvo e il suo attico a Soffiano.
 
Kevin calvo dorme tranquillamente nel suo letto di legno bubinga. Il bubinga è un rarissimo ciliegio africano, rarissimo perché nel deserto Sahariano è difficile trovar acqua per annaffiare i ciliegi, ci vogliono almeno una ventina di negretti disposti a farsi 120 chilometri a piedi ogni giorno camminando sotto il sole a picco con sopra la testa una tanica da 25 litri piena di acqua, tutto per annaffiare un ciliegio che servirà a fare un bel letto.  Il ciliegio Africano è reso raro pure dal fatto che spesso questi negri hanno la brutta abitudine di crepare  durante il tragitto rendendo così poco probabile che il ciliegio possa crescere abbastanza da poterci ricavare un bel letto per tipi come il nostro Kevin calvo. Ma Kevin calvo non se ne preoccupa, lui dorme beato avvolto dal piumone di penne di dodo nel suo letto di bubinga.
Kevin calvo è un tipo esclusivo, deve avere il meglio, per lui, per la sua famiglia e per i suoi figli, e non sarà certo la morte di qualche migliaio di sporchi negri a contrastarlo.
Suona la sveglia di Kevin, la sveglia proietta l’ora sul soffitto, sono le 7,30.. Kevin deve sbrigarsi perché deve accompagnare la bimba a scuola, oggi tocca a lui e le suore della scuola privata puniscono il ritardo delle alunne in modo severo e lui padre premuroso non vuol far soffrire la sua piccina.
Kevin si rade in bagno mentre sul televisore da 64 pollici plasma scorrono le ultime quotazioni delle sue azioni  Iraq Oil. Le azioni  dopo l’invasione dell’Iraq denunciano un utile netto del 26 %, Kevin è felice, nel suo mondo è un bel giorno. Kevin guarda con orgoglio il panorama della collina di Bellosguardo attraverso la  finestra del suo bagno. Una passata di dopobarba “acqua belva” il dopobarba di chi “non deve chiedere mai”,ed è pronto.
La scuola privata della figlia di Kevin dista 300 metri da casa ma Kevin naturalmente non la accompagna a piedi, lui non può perdere tempo, lavora lui, i suoi attimi sono preziosi.
Kevin per accompagnare la piccina a scuola usa un SUV biturbo dodicimila di cilindrata, solo per accenderlo e riscaldarlo se ne vanno 6 pozzi in Iraq e due tonnellate di ghiaccio ai poli. Ma Kevin è felice perché oggi c’è il sole, anzi, stranamente in questo Gennaio c’è sempre il sole, Kevin per questo è felice.
Kevin parcheggia il suo SUV rigorosamente e soltanto in terza fila, perché si sa, a Soffiano non si trova mai parcheggio e poi il suo SUV è bello da far notare..
Kevin ha una bella, brava e bionda moglie, ma oggi è giovedì, e il giovedì la moglie non può proprio occuparsi della famiglia. La moglie di Kevin tutti i giovedì ha appuntamento con l’estetista, ci passa tutto il giorno, Kevin non ha mai capito però perché la moglie si depili prima di andare dall’estetista, o forse lo ha capito ma non gli importa. La sua vita và bene così, senza troppe complicazioni. Kevin è felice.
Kevin bacia sulla fronte la bambina e poi la guarda correre verso la scuola, dalle pinguine ammaestrate. Kevin è convinto che quella sia la scelta migliore per sua figlia. Kevin mette in moto il suo dodicimila turbo e si avvia verso il lavoro, la bimba di Kevin  saluta Kevin con la manina, si volta verso la scuola e inizia a piangere.
Kevin fa l’avvocato penalista, in questo periodo le cose vanno straordinariamente bene perché il suo studio legale ha acquisito la difesa di una coppia di coniugi che ha sterminato una famiglia di vicini  di casa. Kevin è felice di aver ottenuto questo importante caso. Il caso è ben pubblicizzato da tutti i media e questo darà una straordinaria visibilità al suo studio. Kevin pensa già agli introiti che gli porterà questa causa, Kevin  pensa di comprarsi una villa in campagna con gli utili derivanti da tutta quella pubblicità gratuita. Questo pensiero rende felice Kevin.
Kevin nel pomeriggio ha un appuntamento, lo ha sempre il Giovedì, lui lavora duro, è un lavoratore instancabile e si spacca la schiena 12 ore al giorno per il bene della sua famiglia. Kevin ha diritto a una distrazione, la distrazione del Giovedì. La  distrazione di Kevin si chiama  Jolanda.  Jolanda è magnifica perchè fa stare bene Kevin, Jolanda rende felice Kevin, poco importa se ha 17 anni, viene dalla città di San Paolo e sul passaporto di fianco alla voce  nome c’è scritto Edoardo.
Kevin è tornato tardi anche stasera, la sua bimba dorme già, la colf gli ha preparato la cena e la moglie gli ha scritto un SMS in cui dice di cenare pure perché ritarderà un po’ poichè l’estetista deve finire il suo lavoro. 
Kevin mangia da solo, dà uno sguardo sfuggente ai canali per adulti di SKY, bacia sua figlia mentre dorme e và a letto.
Va a letto… stanco, ma felice.
 
 
Utente: Lavorini
Nome: Leonardo Lavorini
Il mio profilo?? naaa… vengo meglio da dietro!
 
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* si può fare un film su un lampredottaio? si può, anzi si deve…
 
mercoledì, 24 maggio 2006 | in : ab qualcosa
 

The tripparist

 
The Tripparist.
 
Keano Reeves è “The Tripparist”.
In un futuro prossimo e sconvolgente in una New York infestata di spacciatori di Malox, un eroe semplice  tenta di far emergere l’umanità dal baratro oscuro dei pasti a base di pillole di Happy Meal.  Con il suo banchino di lampredotto e centopelli, dietro  una salsa verde e una di peperoncino si cela il profeta della gastroribellione. The tripparist !!! Fra un pane bagnato e l’atro, si batte per  diffondere il Verbo del pasto a misura d’uomo, ma un  personaggio malvagio, senza scrupoli , e senza registratore di cassa, affiliato alla setta “ bilancio creativo”  tenta di sgominare il nostro eroe, a colpi di offerte speciali e di improbabili tre per due.
Stefano Accorsi è il malvagio “Parmy-San” giapponese di origine romagnola mistificatore dei gusti del belpaese, ninja esperto di arti marziali come il lancio dei micidiali mac toast rotanti. A fianco a lui “ Nasanaka-Kata” cultore del bifidus acti regularis e della crusca che ammorba i nemici con pestilenziali deiezioni.
Il malvagio Parmy-San ha catturato “sexy papilla” bella e conturbante eroina che combatte a fianco di  ” The tripparist ” con il nome di “Trippany”, riuscirà il nostro eroe a liberarla?
Dal primo giugno nei cinema, niente sarà più come prima. THE TRIPPARIST, the movie ! A cento fortunati spettatori estratti a caso durante la serata di gala in anteprima andranno in premio 15 (?) kit promozionali del merchandaising del film comprensivi di: salviette al limone con il logo “ The tripparist” in oro zecchino, bavagli per lui e per lei in spugna unta del brodo di lampredotto usato durante la lavorazione del film, 2 stuzzicadenti ricavati ognuno da una sequoia sintetica secolare, e una bottiglietta mignon de “ l’Amaro del carabiniere”.
Buona digestione a tutti.
 
Scritto a quattro mani e dù piedi da : Littlelombards & Lavorini.
L&Lsd production.
 
Lavorini @
 

mariopesceafore

* ripropongo questo articolo del 2006 (seguito da lunga intervista radiofonica) perché ritengo che sia più che mai attuale, molto azzeccata l’equazione gallerie = galere per ciò che concerne la reale libertà dell’artista di creare e proporsi e anche vendere, la sua reale autonomia. Una formula molto semplice: riprendiamoci gli spazi anche le abitazioni private e facciamoci “artisti per casa”.

ululato da Pralina alle ore 23:31 domenica, 19 marzo 2006  

Navigando, ho avvistato sulla mia rotta artistica mariopesceafore… che cos’è? mi sono chiesta, un tentativo di sfondare il muro di gomma mass-mediologico, un percorso innovativo  provocatorio in un contesto (arte) nel quale la parola “provocazione” ha perso progressivamente forza e significato quanto ha acquistato in valore monetario, una desacralizzazione del tempio che sancisce tout court la Verità dell’Arte (la galleria), la morte dell’individualismo egoistico dell’artista e quindi un ritorno all’arte collettiva… o cos’altro? e cosa propone? e si può uscire dalle gallerie galere senza diventare anarco liberisti? dopo avere letto che una delle sue attività è quella di fare mostre gratuite a domicilio, non ho più avuto dubbi… ho telefonato al vulcanico Mimmo Di Caterino e abbiamo fissato un’intervista martedì 21 marzo, durante la doppia trasmissione Jazz Line*Fedeli alla Linea (17.15 – 19) sulle frequenze fiorentine di Novaradio 101.5 – per chi non abita a Firenze tutte le info sullo streaming http://www.novaradio.fol.it 

Non esiste artista che non abbia assegnato degli obiettivi al suo fare artistico, o meglio, non esisteva, dato che ultimamente la gran parte degli artisti cerca il proprio obiettivo delegando curatori, critici o galleristi nell’indicarglielo, questo è però un fenomeno di costume recente, legato alla scarsa autonomia dell’arte contemporanea sistemica.

L’arte e l’artista dovrebbero educare lo spettatore alla visione, l’arte dovrebbe guidare lo spettatore verso uno scopo.
L’arte muove al vero, al bello ed al bene, non importa se questo avviene in maniera idealista o relativista, importante è preservare l’intenzione dell’artista senza la quale l’arte scompare.
Deplorevole che un numero non trascurabile di artisti di superficie sistemica oggi faccia arte senza preoccuparsi minimamente dei fini perseguiti, che non siano quelli del mercato omologante e totalitario anarco liberista.
Il regime sistemico dell’arte imperiale privatizzata serve gli interessi esclusivi di una minoranza, minoranza sistemica condotta da funzionari specialisti incaricati unicamente di definire strategie transnazionali di marketing artistico, di imporle e di farle rispettare.
Bisogna riesaminare criticamente il rapporto tra arte e società e lavorare per fare riacquistare all’arte delle finalità chiare.
Quanti artisti oggi sono in grado di definire gli obiettivi della propria ricerca artistica?
Non è irragionevole pensare che un artista scartato di produzione, consapevole di cosa stia facendo con la propria arte, abbia maggiore probabilità di raggiungerei propri obiettivi artistici, piuttosto che un artista di superficie iper protetto inconsapevole di cosa faccia.
L’artista in autonomia deve costruire la propria attività secondo obiettivi definiti, poi deve anche portare a conoscenza della propria ricerca il proprio pubblico, senza ambiguità o mistero.
Esporre per esporre in un tour di gallerie galere private transnazionali potrebbe essere una attività senza scopo alcuno, che non sia quello di creare una bolla speculativa attorno ad un artista.
(Mimmo Di Caterino) 

Mario Pesce a Fore è una posse d’artisti nata nel 1997 a Napoli tra l’Accademia di Belle Arti di Napoli, Officina 99 ed il Laboratorio Okkupato S.k.a. ora è un nodo di comunicazione transnazionale per gli artisti locali esclusi dal nuovo ordine globale dell’arte dell’Impero Transnazionale.
 

 

i sette peccati capitali

* un vecchio divertissement per parlare dei propri peccati, e chi è senza peccato scagli un cono gelato!

Il partecipante a questo gioco pubblica un nuovo post nel proprio blog intitolandolo “i 7 peccati capitali” e scrivendo il proprio pensiero riguardante ognuno dei vizi. I bloggers invitati a partecipare, riporteranno questo regolamento nominando altri 7 giocatori ai quali passare il test. Non bisogna dimenticare di avvertire i prescelti tramite il commento obbligatorio “Vieni a leggermi… e a confessare i tuoi peccati”.

Accidia: Rispondo con un motto di Jerome K. Jerome “Il lavoro mi piace, mi affascina. Potrei starmene seduto per ore a guardarlo.” … che altro dire di più vero?
Lussuria: Onestamente non so che rispondere. Non me la ricordo. Cioè, ricordo me stessa quando ho avuto la possibilità di essere lussuriosa, ricordo che gli uomini scappavano terrorizzati davanti alla richiesta non tanto e non solo di farne una quarta di fila, ma di avere conferme e attenzioni tutte per me… ricordo segreterie telefoniche sempre inserite, lettere d’addio con frasi del tipo “sei una creatura meravigliosa, ma ho sbagliato a concedermi ed ora ne pagherò le conseguenze” e cose del genere.
Ira: Non mi altero quasi mai, tranne quando mi fanno veramente incazzare. Sono portata al perdono, ma se mi fanno perdere divento vendicativa, e crudele. Ma la mia cattiveria (quasi sempre) si esaurisce in una serie di fantasie su come ammazzare la persona che mi ha ferito. O su come questa possa accidentalmente morire per cause indipendenti dalla mia volontà (è il risultato di ira e pigrizia insieme).
Invidia: Provo molta invidia delle donne che hanno la fortuna d’avere un compagno e si permettono pure il lusso di disprezzarlo, snobbarlo, tradirlo e mandarlo a cagare.
Gola: Quale sapore devo sputare per primo? Va bene: dolce. Amo i dolci, ma che non siano troppo dolci ma un po’ amari o acidi. Marmellata di limone, torta di ricotta, yogurth. Ma soprattutto amo il sapore piccante. E la summa della mia perdizione potrebbe chiamarsi cioccolato fondente amaro con il peperoncino.
Avarizia: Non ne ho mai sofferto, non so che cosa sia. Ho talmente le mani bucate, che devo stare attenta a lavarmi le mani per non sprecare troppa acqua.
Superbia: Superba? No, se vuol dire anche arrogante. Non pretendo che gli altri ammirino i miei difetti, perderei proprio di dignità. Di uomini (e donne) pallone gonfiato ne ho conosciuti tanti, l’unica voglia che ho è quella di prendere un ago e di fargli fare un botto. No, piuttosto sono orgogliosa. E tenace. E cogliona. E così da queste tre prerogative, nasce il termine… tergogliona, che mi sta benissimo.
Grazie a un ipotetico dio che non ha ancora manifestato agli umani la sua grandezza, così da non potersi dimenticare che siamo tanto piccoli, c’è inoltre un ottavo peccato capitale: Ironia.

Passo il testimone a

Lavorini * NgawiD * Eliselle * Tinapika * Hobbs * Tony Rucola * Decablog

 

intervista di monì a pralina

era il 2006 (la data non c’è) 01:30monicamarghettiamiche, edicola, il giornalino settimanale 

Terza uscita del giornalino “Ditelo a me”

Questa settimana parla/scrive Pralina: http://superpralinix.splinder.com 

1 Signora Pralina, che cosa è per lei l’amicizia?
E’ tutto.
 
2 Dopo una storia d’amore finita cosa secondo lei bisogna fare ?
Bisogna avere la forza di imparare dai propri sbagli. Ad esempio, nel caso di un certo mio ex, considerata la sua stronzaggine, mi sono accorta di non avergli messo abbastanza corna.
 
3 La sua vita possiamo definirla quasi spericolata?
Nel senso cha anche se non faccio niente, mi metto sempre nei guai, esatto! Credo di essere l’unica donna al mondo, che se c’è una macchia di sugo nel giro di un chilometro, se la prende lei sul vestito, io non so come possa succedere, ma succede e va contro le leggi della fisica. Si entra nei fenomeni paranormali.
 
4 Come si veste per andare a letto (sola) e come in compagnia di un uomo?
Da sola, maglietta e pantaloni da tuta come se andassi a fare jogging… in compagnia di un uomo, come se fossi andata a fare jogging e stessi entrando nella doccia.
 
5 si descriva in 7 parole
Soda e caustica, quindi Soda Caustica, sarebbero già sufficienti.
Per aggiungerne altre 5, un ossimoro: Fragile e Forte. E un trio: Libertè, Feminitè, Creativitè.
 
6 Meglio un uovo oggi…oppure mi dica lei cosa le piace da pazzi mangiare
Farei prima a dire cosa non mi piace mangiare, comunque impazzisco per il salmone affumicato, per i ribes rossi e per il frullato di latte e banana. Il mio sapore preferito in assoluto è quello piccante, e la mia libidine è la roba cremosa ma non troppo dolce. Uno scoop forse irrilevante per i lettori del tuo blog: non mi piace per niente la nutella.
 
7 Pralina mamma ecco mi racconti di Enrico
Enrico in poche parole: è la cosa più bella che ho fatto, e l’unica che mi ha dato forza nei momenti di crisi. E’ un ragazzo bellissimo, molto intelligente, riflessivo, raffinato e possiede un raro senso dello humor. Non so come possa essere accaduto, mia mamma dice che assomiglia tantissimo a suo padre.
 
8 Le chiedo di dirmi con tutta onestà come le è sembrata questa mini intervista.
Ti voglio molto bene, Monica, tesoro, ricordatelo sempre. Sei una forza della natura. Forse il prossimo uragano in America lo battezzeranno “Monica”. Ma sarà un uragano a fin di bene: spazzerà via il risentimento e porterà soltanto amore nei cuori delle persone.
 

Grazie Pralina di aver partecipato

 

In Redazione:

Marghetti giornalista da strapazzo 

Brigant fotoreporter d’assalto  

Settimanale  gratuito“Ditelo a me” 

Capitale sociale,interamente versato in contanti (in pizzeria )5 euro

COSA SIGNIFICA SOGNARE UNA LAMPADINA?

ululato da Pralina alle ore 10:53 mercoledì, 03 gennaio 2007

Oggi lo spunto me lo offre involontariamente qualcuno (forse Marzullo in persona) che ha digitato questa frase “cosa significa sognare che si regala una lampadina” ed ha trovato il mio blog. cosa significa sognare che si regala una lampadina
* significa che abbiamo la capacità di regalare i nostri sogni agli altri per continuare a sognare, perché facciamo parte di un sogno collettivo, un immenso reve che dalla notte dei tempi fino alla fine del mondo non si esaurirà mai.
* significa che la nostra energia, il nostro amore, la nostra luce si possono trasmettere con l’atto del dono.
* significa che anche il blog è un dono.
* significa che a volte criticare duramente qualcuno o persino mandarlo affanculo può essere un gesto d’amore, se lo aiutiamo a rendersi conto, ad avere l’illuminazione che sta sbagliando (così come fanno gli altri con noi).
* significa che non dovremmo essere stupidamente, ottusamente egoisti per continuare a vivere al buio e far vivere al buio gli altri.
* significa che siamo innamorati di un elettricista (ma in tal caso è meglio farsi regalare un vibratore, lui saprà giocarci meglio di altri).
* significa che la bolletta dell’enel è in scadenza.
* significa che i concetti e le immagini che abbiamo ricevuto gratuitamente, senza copyright, sono un bene collettivo la cui circolazione libera ci arricchirà profondamente: solo lo scambio non mercantile fra le persone e la contaminazione di culture diverse può accendere la luce della Cultura.

dai, continuate voi…

“Regalare una lampadina significa che si è un po’ tirchi: gli si poteva regalare anche tutto il lampadario. 
E aggiungo, tirchi al quadrato, visto che invece di regalare almeno la lampadina, invece del lampadario completo, lo si sogna e basta.” (Maria Strofa)

“Ooooooooooooooooooh… sciabadaduuuuuuuu… ehi! ma checaaaasu… be-be oh didò oh didò! ma porcadiqueeeeeee… tumiregàunalampaduuuuuuu… ehimachemenefàsmuà… mavaaaaavaaaaavaaaaaavaaaaa…” (La Linea di Cavandoli)

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“Io avevo digitato proposte indecenti e scherzetti telefonici alla zia nuda per trovare il tuo blog” (spero che mi riconoscerai anche se mi camuffo da Mister Bean)

“significa darti qualcosa da pensare….non faresti altro che chiederti,,,”che cazzo avra’ voluto dire con una lampadina..???” (india03)

“sognare che si regala una lampadina… bella immagine. mi viene in mente regalare un’idea, regalare creatività come quella che aveva in testa archimede pitagorico di paperino quando ne inventava una…” (hidra)

“se regalata ad una amico antipatico significa:ti auguro di perdere tutti i capelli all’istante.. ad una bella donna significa:sei la luce che illumina il mio cammino..se a una ragazza con cui vorresti fare l’amore significa:mi piacerebbe farlo 220volt..se a un poliziotto significa:che le sue indagini brancolano nel buio..uèèè pralina va che io vado avanti nè…eh eh eh” (giannierre)

“eheheheheh io quoto il commento di Gianni!
Comunque a me ne hanno regalate una serie a basso consumo cosa vorrà dire???”  (monicamarghetti)

“che coincidenza…ho scritto pochi giorni fa anche io un post su una lampadina… il significato era un po’ diverso, però se vuoi puoi darci un occhiata…..si intitola L’AMORE E’ UNA LAMPADINA…(più chiaro di così… :-P)” (nate)

“Secondo me il tipo ha semplicemente abusato di ddroghe leggere…la peperonata ad esempio…” (freeriding)

“mah, la lampadina è un apostrofo acceso tra le parole buio pesto” (Decablog)

“che hai mangiato la peperonata la sera prima?” (Lavorini)

“Significa che vorrei che tu me la mettessi lì… e anche là… lo sai che le lampadine mi eccitano moltissimo… sono stanca dei soliti sedani, carote, zucchine, topinambur infilati in ogni dove… la prossima volta tesoro, lampadina!”

gli orologi di gabryella senzaqualità

mercoledì, 16 maggio 2007

orologica

Per la serie separati alla nascita, in regalo tre orologi SENZAQUALITA a chi indovinerà il nick della foto nr 2.

[Quiz già risolto]

 

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Blogger:  La mia homepage: http://lefty333boy.splinder.comContattamiGuarda il medialog (foto, audio e video) di questo utente.Blocca questo utente lefty333boy

[Vince i tre orologi Lefty333boy che mi ha comunicato in PVT di essere proprio lui nella foto 2]

 

 

Nella prestigiosa collezione orologica SENZAQUALITA di Gabryella Blogger: SENZAQUALITA (così chiamata la collezione, non gabryella, perché gli orologi hanno una loro logica) il primo modello, imperdibile, si chiama appunto imperdibile.

L’orologio indica che ora era un’ora prima!

 

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Ecco adesso un modello molto adatto agli internettuali: il modello orologin:

ove la consultazione dell’ora è soggetta a preventiva e riservata procedura d’accesso.

 

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Molto apprezzabile per la sua veste grafica e pro-grafica, l’olorologio orologo: modello con sponsor a tutte l’ore – a richiesta, è possibile inserire piccoli annunci ai minuti – opzionale: 24ore di jingle (al posto del tic-tac)

 

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Proseguiamo con il modello orolost: orologio a lancette multiple – consente 4 diverse letture dell’ora, a piacere – ideale per pressappochisti e perditempo 

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Un altro prezioso modello è l’ oromogio: modello “collassato” della linea oroplagio – ideale per dadaisti dal temperamento fragile, melanconico e maniacodepressivo – disponibile anche nella versione “a lacrima”, liquefattibile in concordanza con le fasi d’abbacchiamento umorale.

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Un modello rarissimo è l’orològoro (fine serie): modello il categorico, a monolancetta fissa (stabilizzata sull’ora di finirla)

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Un prezzo famosissimo della collezione è l’ovologio:

stvumento con cui è possibile misuvave (con una cevta appvossimazione, s'intende) l’ova.

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Per gli amanti delle sensazioni forti, si consiglia l’ orrorogio:

imperdibile modello della linea “la cosa”, in oro e smalto escrementato (a richiesta, è possibile personalizzarne la nuance) – particolarmente consigliato a collezionisti di cose destinate a capovolgimenti immanenti (cfr. baudrillard), deperibili e/o vocate all’estinzione

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Molto raffinato, l’oroloco:

modello “circa” della linea mahboh – particolarmente indicato per amanti della divina vaghezza e cultori dell’approssimazione spazio-temporale
disponibile anche con lancette trasparenti (o ton-sur-ton)
 
 
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p.s. si noti il nome dell’orologo: donquuote con le le sanciolanzette! [NdM = Nota di me o di Maria]
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Ecco ora il modello rondeau:
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in questa lingua nuda e in nessun luogo se non qui ti vorrei, altalenante sopra alle parole / buffe parole e tante ti direi, ché tutto attorno a noi monta tempesta e io e te mare fermo, sebbene in nessun luogo se non questo – solo qui parlerei, mio navigante, in questa lingua nuda e in nessun luogo
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[nell’immagine (un dono ricevuto) l’orondeau.]
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Il mio pezzo preferito è il norologio (nonvedolora): modello notevolmente sobrio della collezione rien de rien – senza quadrante, del tutto privo della meccanica, non segna le ore – non ha cassa, né lancette – funziona sempre – non si ferma mai – si porta su tutto – costa un nulla

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E per finire la collezione dei dodici, il modello orolozac: modello “drastico”, della collezione lospaccone: spacca il secondo, e anche il primo – se molto, molto (troppo) caricato, spacca tutto.

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.Gabryella Blogger: SENZAQUALITA

http://senzaqualita.splinder.com/

 

 
 
 
 
[Detto anche Neurologio!]
Blogger: La mia homepage: http://l0stangel.splinder.com Contattami Guarda il medialog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente L0STANGEL

 [Sua anche la gif che apre il post]

era il blog di donnafranca

ululato da Pralina alle ore 20:53 giovedì, 20 aprile 2006

Questa non è una donna, è semplicemente un mito…  donnafranca.splinder.com  

Donna Franca è stato uno dei blog più carini di Splinder, un fake d’autore, fantastico e freschissimo nei suoi “consigli per le amiche” di questa signora elegante e di classe ma un po’ troppo spregiudicata per la sua età, fra una innaffiatura alle rose e un doppiosenso sessuale ma senza mai perdere il bon ton.