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io e mio figlio

ululato da Pralina alle ore 21:27 mercoledì, 09 gennaio 2008

 


Io e mio figlio ci abbiamo un vizio. A una cert’ora della sera, ma non sempre, ci mettiamo sul divano davanti alla televisione a commentare, no, anzi, a distruggere i fatti del giorno. Praticamente una prolunga di BLOB.
Non so perché è nata questa tradizione, a metà strada fra il cazzeggio anglosassone alla Monty Python e il détournement alla Guy Debord, ma di sicuro è divertente.
Il mio bambino, alto un metro e ottantasei, piede numero 46, fisichino da pilone di rugby, mi appoggia le sue gambe lunghe e grosse addosso… la nostra cagna con fatica bestiale (è una bassottona con zampe corte e un torace possente, tipo basso labrador), sale sulla piramide umana e mi mette le sue zampotte palmate sullo stomaco… ed io mi sento felice, perché anche se schiacciata, assolvo ancora ai miei doveri di mamma.

Non siamo come la Gialappa’s, siamo molto peggio. In confronto al noi, la Gialappa’s è un modesto insetticida… perché noi usiamo direttamente il napalm.
E ci divertiamo anche a fare le imitazioni, con qualsiasi accento. Mio figlio è un drago a imitare le voci. Aveva imparato da piccolissimo a spacciarsi per “mamma” al telefono.

Pierferdinando Casini è un uomo molto desiderato per la sua bocca (la bacca, detta alla bolognese) e tralascio altri commenti, la Realacci è una brutta donna, Gasparri è uno dei re magi ma non trova le parole per dirlo, Milingo è il nome di un nuovo gelato al cioccolato, Harry Potter diventa Harry Fotter, Ilary Blasy era il nome da ragazza di Hillary Clinton, la Nannini si cimenta in “SUDICIO d’amore”, la Moratti lotta per la sua paternità consapevole, gli albanesi usano le labbra siliconate della Parietti per venire in Italia, le Gemelle Kessler diedero alla luce il Papa. Dicasi incidente probatorio l’azione di due avvocati che si affrontano a testate. Di tutto quanto, e perché e percome, sparizioni, particolari macabri della donna segata in due, nozze dei vips, Pitti Potta, quanto spenderanno gli italiani nei saldi quest’anno, alla fine vince il motto: ecchi se ne frega. Si salvano solo i Simpson e Futurama.
Il tutto condito da rutti così solenni e di esecuzione così impeccabile, che sembrano la colonna sonora della traversata degli Ebrei del Mar Morto, quando Mosè divise le acque (in gassate e naturali).
Poi mi alzo e sento la voce di mio figlio “Ce la fai con quel culone a metterti in piedi, o dobbiamo chiamare i vigili del fuoco?”
Rispondo “Ha parlato la mezza sega, ascolta Carla Fracci, domani ricordati che dovresti andare a scuola”.
“Altrimenti?”
“Altrimenti… Barry Lyndon” (quando nomino Barry Lyndon, il famoso film di Stanley Kubrik, mio figlio finge di cadere in catalessi, e lo fa per farmi dispetto perché sa quanto amo Stanley Kubrik).

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