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DIVA DELLE CURVE CONTRO STRISCIA LA NOTIZIA

http://www.divadellecurve.com/2014/02/striscia-la-notizia-ridicolizza-il.html

 

le persone normali

ululato da Pralina alle ore 00:27 mercoledì, 26 dicembre 2007  

Spesso mi capita di parlare con mio figlio, che è un ragazzo molto sveglio e perspicace, di fatti che capitano e che vengono riportati dai mass media… recentemente abbiamo parlato dell’insistenza dei mass media a definire certi assassini persone normali.
 
Il ragioniere irreprensibile che taglia gli zii e li butta nella scarpata, la bella faccia pulita di quel ragazzo che solo saltuariamente aveva il vizietto di andare sui siti pedofili, il laureando fuori corso che abita coi genitori ottantenni, il fidanzato che si nasconde dietro al papà, quello che “tutto casa e famiglia” ma poi si scopre che ha una collezione di armi in garage (ma era tutto in regola), l’ingegnere che mette l’esplosivo negli ovini kinder, la mammina che ama i suoi figli e quasi quasi si fa mettere di nuovo incinta dopo averne ammazzato uno a padellate in testa.
 
Ma irreprensibile perché, mi domando! Ma i criteri di “irreprensibilità” da chi e da cosa sono stabiliti? Dal colore della pelle e dei capelli? Dal numero di volte che una persona si lava? Dal modello della macchina? Dal conto in banca? Dal fatto che frequenta una parrocchia, che va a messa la domenica? Dal fatto che non parla con nessuno?
Cioè, secondo voi, una persona che non parla con nessuno, che si veste in un modo anonimo, che ha una vita affettiva sterile e che conduce una “vita riservata” (una non-vita, una morte vivente) o che addirittura ha dato segni di squilibrio mentale in passato, è una persona irreprensibile?
 
L’altra sera mi capita di sentire con rabbia e con sgomento la notizia di quella povera figliola uccisa e tagliata a pezzi. Lo speaker dice “era un uomo normale…” tranne che per alcuni piccoli particolari insignificanti, teneva la casa in un ordine maniacale e aveva partecipato a un sequestro a scopo sessuale.
 
Aveva partecipato a un sequestro a scopo sessuale… normalissimo direi no?

Mio figlio ha detto “Eeeeeeeh, come no! Certo, un fiore di normalità”.
“Ma che cosa significa essere una persona normale secondo te?”
“Mamma, tu ad esempio NON sei una persona normale”
“Vorresti dire che non potrei mai fare schifezze del genere?”
“Esattamente, lo escludo nel modo più assoluto”.

 

meglio dimenticati che digeriti

ululato da Pralina alle ore 18:28 mercoledì, 23 marzo 2011

Quand’ero giovane, sono stata un personaggio “al limite di una certa notorietà”, nel senso che avrebbero voluto che mi esibissi in televisione in cambio di una manciata di noccioline. Ci sono persone che pur di diventare “personaggi” farebbero qualsiasi cosa, io non ho mai voluto fare una “qualsiasi cosa” di niente pur di ottenere un po’ di visibilità in più. Se le persone come me (che sono pittrice, scrittrice, poetessa, dicono molto valida, conduttrice radiofonica, geniale comica e regista di video) non hanno “visibilità” non è perché non se la meritano, ma perché, a causa della loro posizione sociale e delle loro idee politiche cioè della loro naturale avversione all’autorità, non possono occupare dei posti di prestigio ma al massimo servire come comparse. Questa società dello spettacolo mi fa spavento. Mi fa orrore la sua capacità di prendere la carne e di macinarla dentro un video, di macinare con la carne e i quarti di carne, cosce e culi (guardate come le donne vengono conciate), anche i sentimenti e le emozioni, di banalizzare ogni cosa di un certo spessore per ridurla “alla portata di tutti”… ho avuto amici che sono stati in un programma televisivo “per portare le loro idee”, ma nessuno ha chiesto loro cose intelligenti, ma solo ovvietà e folklore purché fossero conformi agli standard del pensiero di tutti… si sono accorti presto che erano soltanto le scimmiette di un circo dove al massimo avrebbero potuto considerarli come “fenomeni da baraccone”. Non è che odio tutta la televisione, intendiamoci, alcune cose mi piacciono tanto e stimo immensamente chi (quei pochissimi) la fa con rispetto dei telespettatori, ma odio quel tritacarne che rende “notori” i personaggi. Ecco perché non ho mai accettato i pochi inviti che mi sono stati offerti. Ecco perché il mio essere timida, impacciata, imbranata, per una volta è una condizione di forza e non di debolezza. Ecco perché me ne frego di non essere nota, notoria o notabile, avrei paura di essere depredata dei miei tesori più cari, di non potermi difendere dagli sguardi giudicanti di una banalità senza fine, di poter ottenere sì maggiore “visibilità” ma in cambio di compromessi che non ho mai accettato.

Sotto il regista John Waters, che definiva i suoi film “politici”.
Meglio dimenticati che digeriti!