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le donne invisibili

ululato da Pralina alle ore 11:51 domenica, 14 agosto 2011

Si nasce donna come se fosse un difetto, e difetto lo è, senza dubbio, se tutto quello che facciamo ci costa il doppio (di fatica, di passione, di volontà, di intelligenza, di qualità, di bellezza) e vale la metà.
Il lavoro delle donne è indispensabile, insostituibile e addirittura mitico, ma non verrà mai valutato e monetizzato come quello di un uomo. Sono i lavori di cura che non valgono nulla.
Noi donne dobbiamo lottare tutta la vita per uscire dall’invisibilità, dopo qualche anno di relazione per il tuo compagno sei perfettamente mimetizzabile con la tappezzeria, passa un culetto fresco di ragazzina in un paio di jeans attillati, e lui guarda quello, non ti ascolta nemmeno, lo segue con gli occhi bassi facendo finta di essere assorto e studia manovre furbette per non passare da porco (quando sarebbe più simpatico dirlo ad alta voce, magari lasciando un commento positivo anche per TE), mentre tu hai passato il tempo a farti la doccia, a darti creme per il viso, a stirarti i capelli, a truccarti, a guardare sempre in alto pensando a come far quadrare il bilancio familiare, a cosa mettere in tavola, a come aiutare i tuoi figli, a quali acrobazie fare per vivere, a come renderti sempre bella e gradevole. E se tu gli dici qualcosa, se hai notato questa “disattenzione” nei tuoi confronti, sei solo una rompicoglioni. Una che dovrebbe farsi bastare i complimenti ricevuti all’inizio della relazione… dopo, è tutto scontato.
Sì, perché noi donne dobbiamo stare zitte, e mentre stiamo zitte, infilare i panni nella lavatrice, rispondere alla porta (anche se hanno le chiavi, c’è una donna in casa vuoi mettere la comodità), e poi c’è la nonna da accudire, la festa di compleanno, la pappa per il cane, il colloquio con la maestra, le cose belle da fare per gli altri e tante e tante altre cose che alla fine della sera vorresti avere ancora un giorno intero per “mettere tutto a posto”. E oltre alla cura, devi avere una gran memoria, devi ricordarti sempre dove gli altri dimenticano le mutande, dimenticano le chiavi, dimenticano le date, dimenticano la strada di casa e le buone maniere.
E devi avere pure il fisico perfetto, che significa solo rientrare in uno standard che magari non ti rappresenta per niente ma che accontenta gli altri e ti fa sentire “giusta”. E fotografarti sempre con un sorriso, coi tacchi alti, mandando baci via facebook.
Si nasce donna e ci si accorge che gli sforzi richiesti saranno addirittura eroici, ma perfettamente invisibili. Difatti non esiste nemmeno un termine per una donna eroica, che non sia lo spregiativo “eroina” che rimanda alla famosa droga.
E siamo talmente stupide e talmente masochiste, da passare la vita ad autofustigarci invece di pensare a quanto siamo MERAVIGLIOSE e troviamo piccole inezie (cazzate) per autodistruggerci e per distruggerci a vicenda. E’ l’abitudine a considerarsi ZERO.
Perché poi esistono le madri che sono le guardiane e le vestali della vita dei loro figli maschi, gli trasmettono quel non so che di disprezzo nei confronti delle donne, come se donne non fossero anche loro e non fossero state nuore prima ancora che suocere.

Poi la prospettiva cambia, dallo zoom si passa al grandangolo.

Ed ecco che i tagli imposti dai potenti della terra, i tagli che risparmiano il Vaticano beninteso (loro non hanno mai pagato nulla), colpiscono il welfare con inaudita violenza, in particolare in Italia giacché manca da sempre uno stato sociale valido e una politica demografica seria, tutto è sempre e solo sulle nostre spalle. E mentre i potenti se la spassano con le loro troie, scialacquando senza vergogna le risorse in mille rivoli improduttivi, appalti di grandi opere inutili come la TAV e spese folli per mantenere il parcheggio dei loro culi sulle poltrone di velluto, e sperperano le risorse nella guerra contro altri popoli, le donne invisibili stringono i denti e vanno avanti come possono, facendo doppi lavori, lavori precari, a nero, a domicilio, a tempo determinato, in cassa integrazione, licenziate in tronco, mai pagate il giusto, con tanti straordinari che non passano nemmeno in busta paga, e ancora peggio, lavoro casalingo completamente gratuito. Perché non c’è riconoscenza, la donna per sua natura è madre, sacrificio, rinuncia, invisibilità. E se rompe i coglioni è una pazza. E’ una macchina straordinariamente energica, le cui energie però servono solo a tirare avanti la carretta degli altri, e qui gli altri diventano una nazione, uno stato in gran parte parassitario sulla fatica delle donne.
Come diceva Valerie Solanas, sarà l’automazione a liberarci dalla schiavitù, ma qui ci vuole molto di più, in una società che dovrebbe divenire sostenibile e attenta alle risorse energetiche, dovremmo imporre la nostra presenza per non rischiare di venire utilizzate d’ora in poi come fonte di energia animale inesauribile, proponendo nuove strategie di lotta e nuovi stili di vita a misura di uomo… ma anche di donna. 

 

#10  20 Agosto 2011 – 09:10
 
E’ inutile, noi donne abbiamo una marcia in più e siamo già al di là di una certa soglia. Non c’è possibilità di competizione con noi.
Post bellissimo, struggente e accusatore. Sono d’accordo con te. Che “loro” leggano e si facciano un esame di coscienza, se ci riescono.
Baci
Utente: SuzieQ Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. SuzieQ