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IL COMUNE DI FANO TEME LA SATIRA ANTICLERICALE E VIETA IL FUORISALONE LIBERTARIO

Dagli abusi di qualche piccolo funzionario in divisa, capotreno o altro, passiamo a chi amministra le nostre belle cittadine di provincia. Ormai gli esempi di arbitrarietà “capricciosa” (capricciosa soltanto all’apparenza) del potere si sprecano, insieme alla sua contorta arroganza e al divario sempre più ampliato che lo separa dai cittadini. Il Comune di Fano in queste ultime ore e con motivazioni pretestuose e cavillose,  impedisce lo svolgimento del Fuorisalone Libertario programmato da oggi 6 agosto fino a domenica 8, perché durante il suo svoglimento avrebbero potuto (udite udite!) esporre la satira anticlericale.

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<< Nonostante gli incontri effettuati in questi mesi per preparare il Fuorisalone, la data prenotata da oltre 4 mesi, le comunicazioni fatte alla Consulta per le Associazioni, le richieste di specifiche fatte per sapere se dovevamo fare altre richieste formali, ora l’Assessorato alla cultura del Comune di Fano, senza contattarci direttamente, ha dato oggi la comunicazione che la sala ci è preclusa perché a loro dire non siamo inclusi in un Verbale di marzo della Consulta che elencava le iniziative alla Amministrazione, questo anche se la riunione per decidere le date è stata fatta, noi presenti, a MAGGIO! Si tratta in tutta evidenza della ricerca di un cavillo per buttarci fuori dallo spazio a causa della notizia giunta all’orecchio di qualche politico/a che al Fuorisalone ci sarà esposto anche materiale anticlericale. Domani alle 18.30 è prevista la presentazione del libro su Joyce Lussu, scrittrice, poeta, medaglia d’oro della Resistenza, se non tornano indietro su questi vigliacchi tentativi di escluderci (l’Assessora Cucuzza tira il sasso e nasconde la mano dicendo che è un problema della consulta) pensate che la vostra presenza PACATA e FERMA, è richiesta, necessaria, per dire BASTA a questo schifo di gestione del potere che è dominio privo anche del coraggio di dirci le cose in faccia! Fate girare questo messaggio. Questa mattina facciamo una mediazione chiedendo – pur essendo nella ragione – un incontro con l’assessorato alla cultura – se persistono nel loro atteggiamento – pur avendo torto dovremo dimostrare con i fatti che le cose a Fano si fanno nel rispetto delle regole e con le persone reali, ieri eravamo già in 20 e siamo rimasti tutta la sera … oggi saremo molti di più, spero! >>

Monia Andreani

QUI https://www.facebook.com/events/532437300156254/

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Fuorisalone Libertario in Rimarchevole – http://rimarchevole.wordpress.com/2013/09/01/fuorisalone-libertario-comunicato-stampa/

AL C.P.A. FIRENZE SUD IL 30 GENNAIO LA SFILATA DI BASSA MODA

Lunedì 30 gennaio presso il CPA Firenze sud nella sala cinema “E.Signori” gremita e festante si è tenuta la terza attesissima sfilata di bassa moda E’ DI RIGORE L’ABITO DA PERA E BOICOTTA OMSA organizzata dal Partito Groucho-Marxista d’Italia e Officine Cinematografiche. Presentavano l’evento Pralina Tuttifrutti e Mario Cavallero con la valletta Urzula, insonorizzava l’ambient Freddie Villarosa protagonista anche di un’azione Novaradio Free. Meravigliosa la passerella finale con mascherata di Renzi in varie versioni. A seguire proiezione del film “Una notte a Casablanca” coi fratelli Marx a cura delle Officine Cinematografiche. All’entrata del cinema nel corridoio antistante, esposizione mercatino delle autoproduzioni a cura delle stiliste Enza maglieria e Yaya borse, gradita presenza di Vittoria bigiotteria con le pentole di alluminio riciclate. 

Qui sotto alcuni momenti della serata, la cena sociale…

Il backstage, ovvero cosa avveniva dietro le quinte. La presentatrice con uno dei modelli della sfilata, Modello Giuditta.

Il top dell’ambiente della moda, cocktails a cura di Brucaliffo Sara.

A questa sfilata non poteva mancare un tocco di classe, ecco a voi siniore i Cristiani di I.O.R. un po’ diavolo un po’ acquasanta (bestemmione in diretta) un applauso a un vero momento di pret a porter…

Break molto sobrio con la valletta Urzula.

Rocco D’Abbiocco, si indossa una sola volta e non si cambia mai.

Modello Dolce & Bottana… quest’anno la donna va di moda ironicamente sottomessa, con gioiosi ritorni al focolare, mentre la crisi incalza l’uomo le chiede di restare a casa, la uccide se necessario… una creazione fashion Dolce & Bottana e Oliviero Tarzanelli.

Modello Omsa Rapina, perché quando non sarà più possibile lavorare in Italia, saremo costretti a rapinare le banche, ecco un nuovo modo di indossare le calze, ammirate l’eleganza di questa modella meravigliosa… nella versione anche Golden Lady di Piombo e Si Si i gambaletti con il doppiofondo per il taccheggio facile.

 

da Fi-Renzi a Sbirul-Renzi con incredibile inserto Maya-Renzi, i nostri fantastici amici sfilano in passerella ballando e inneggiando al nostro beneamato leader maximo

il tabù del corpo

ululato da Pralina alle ore 14:03 domenica, 07 maggio 2006

Parole rubate dal meraviglioso Blog di Alderano, al post in data 23 aprile 2006… perché sono parole che condivido in pieno, ma non avrei saputo scriverle così pienamente… e allora siccome le condivido, le prendo anche per me!!!
 
Grazie Alderano.

 

“Noi siamo selvaggiamente religiosi, scriveva Bataille. 

Religioso è il corpo, è l’unione dei corpi che si amano, come in un romanzo di Henry Miller. E’ l’intimità delle coscienze che si produce in questa unione, questa fusione incandescente di esseri che si toccano, si contagiano, trapassano l’uno nell’altro. Gli esseri che escono dalla loro separatezza e si fanno Altro – Questo non è più il Mio corpo.
 
Le religioni hanno sempre avuto il tabù del corpo, della sessualità, perché in uno scambio erotico, in un corpo a corpo che è – immediatamente, senza mediazioni – anima ad anima, in quello scambio si produce un’intimità che sfugge al potere, a chi vuole il controllo sulle coscienze. Perché il contagio con l’Altro rende autonomi, e mostra la ricchezza della vita. Il tremito meraviglioso dell’essere si svela solo a chi si denuda, per tornare a Hegel attraverso Jean-Luc Nancy. Insegnava Spinoza, grande maestro di etica, ed etica profondamente, cosmicamente religiosa, eppure, allo stesso tempo, condannata come atea, eretica (dunque sfugge a quel reservatum ecclesiasticum: a quel potere temporale di chi ritiene lo spirito come propria riserva di caccia) – i corpi producono tante più idee, e tanta più verità, nel momento in cui entrano in contatto con gli altri, in cui escono dalla loro isolatezza, quando incontrano l’altro, e quando lo incontrano senza custode, in piena autonomia, quando escono dal recinto facendo esperienza, arrischiando il proprio essere, la propria esistenza nella meravigliosa immensità della vita, mettendosi in gioco nella vita che è sacra di per sé senza un sacer-dote (colui che dispensa il sacro) che indichi l’essenza, il bene, il giusto – tutte cose che occorre scoprire da sé.”