Archivi tag: diete

LIBERARSI DALLA NECESSITA’ DELLE DIETE

Non sono una professionista dell’alimentazione, la mia esperienza è piuttosto quella di una persona molto sensuale (ovvero coi sensi molto sviluppati), che ha cercato di mettersi in discussione e di cambiare in meglio la propria vita a cominciare dalle abitudini quotidiane. Vedo la “dieta” come una penitenza religiosa, che ci monda dai peccati della gola. Una volta si andava dal prete, ora dal naturopata, ma la sostanza non cambia. In realtà le diete sono una sorta di espiazione, perché il cibo viene percepito non per ciò che semplicemente è, ma per il significato che gli viene dato e per il rapporto negativo che la maggior parte della gente ha con il proprio corpo. Il mio rapporto con il cibo è godurioso. Non ho detto che amo mangiare, ho solo detto che amo ciò che mangio, e in effetti è proprio questa la faccenda. Credo che non sia una differenza da poco. Essendo molto versatile, sono passata da un modo compulsivo di alimentarmi a un’alimentazione sana, cucinata, molto variata, molto ricca, ma di quantità modesta. Il motivo che mi ha portato a scoprire un modo più bello di mangiare risiede in un lunghissimo e faticoso lavoro su me stessa. In pratica ho capito che non stavo per niente gustando ciò che mangiavo, ma mi lasciavo cannibalizzare dal cibo. Mi sono accorta che i sapori che mi procuravano attrazione erano falsati da additivi alimentari e grassi idrogenati, rendevano il cibo irresistibile ma in realtà del tutto insipido, uno stupido riempitivo molto semplice da capire per lo stomaco ma assolutamente inadeguato per la testa. Ho buttato la mayonese industriale e tante altre cose, ho cominciato cucinare prima di tutto (anziché accettare passivamente il cibo “da fame chimica” prodotto in serie), ho iniziato a sostituire gradualmente lo zucchero raffinato con quello di canna integrale, il sale bianco con quello integrale grezzo, il pane bianco con quello integrale e coi semi. Sono diventata più critica riguardo al cibo, ma anche più sperimentale. Vado a fare la spesa a stomaco pieno, per evitare di stipare il carrello in modo compulsivo. Fare la spesa con me è abbastanza divertente, perché commento ad alta voce i prodotti, spesso li ripongo negli scaffali dopo averli esaminati, dicendo: “bocciato”. Non mi lascio condizionare dalla pubblicità, ma dai miei gusti personali o da cose che condivido con amici, la voglia ad esempio di provare una nuova ricetta, una salsa fatta in casa, un abbinamento carino. In natura esistono miliardi di sapori (risultato anche degli abbinamenti) talmente gustosi che vale la pena di provare. Senza esagerare.

IMG_1597

Non è indispensabile mangiare due foglie di lattuga per fare una sana alimentazione, le insalate sono buonissime arricchite con erbe di campo, olive, pomodori, frutta secca e tante altre cose, si possono usare anche certi fiori. Come snack si possono sgranocchiare mandorle, uvetta, bacche di goji. Assaporare un thè verde con il succo del lime, oppure andare giù di centrifughe (e qui si apre un mondo). La cioccolata può assumere un posto d’onore nelle nostre tavole, specialmente se abbinata a spezie, peperoncino, arance, ribes rosso. La grande fortuna è che oggi possiamo coltivare orti, preferire il cibo a km. zero ma avere a disposizione anche prodotti di altre regioni e nazioni; la varietà di cibo è talmente grande che se è giusto comunque contenersi sulla quantità, è assolutamente stupido mortificarsi sul sapore. E’ proprio questo il succo del discorso: la dieta che è imposta da altri (alla fine, per quanto la si voglia raccontare, il “piacersi” non è mai una storia così personale, è sempre il frutto di un condizionamento poiché sono gli altri a tenere in “ostaggio” la tua immagine); la dieta dicevo, viene percepita come una mortificazione. Le parole d’ordine di una dieta sono: attenzione! così come sei non vai bene, devi restringere il tuo corpo, devi ottenere risultati velocemente. In un regime alimentare non puoi mangiare a seconda dei tuoi ritmi ma di una tabella impersonale che ricorda per certi versi i tempi di produzione della fabbrica, ma soprattutto non puoi godere del cibo, non puoi amarlo voluttuosamente, devi privarti anche dei sapori, questo è l’aspetto massimo della penitenza, e poi devi dimostrare al mondo intero che hai volontà e carattere, che “ce l’hai fatta”, e così giudicandoti per il tuo aspetto esteriore (ovvero la magrezza conquistata a suon di sacrifici) gli altri ti alzeranno il punteggio. Le mie parole d’ordine invece sono: me ne frego dei punteggi, voglio liberarmi dalle diete, voglio essere me stessa anche a costo di contraddirmi, voglio fare le cose che mi piacciono, non solo mangiare ma anche muovermi, curare me stessa, creare bellezza con il mio lavoro, e perché no dormire. Voglio ricavare piacere dalle cose che mi circondano e dalle relazioni affettive, professionali e sociali, ma non avere la pretesa di piacere a tutti. Sono convinta che se ci rendiamo indipendenti dagli altri calerà anche la nostra dipendenza dal cibo… 😉

Piedi Pralina