Archivi tag: firenze sudiciona

OGGI SGOMBERATI GLI ANARCHICI DI VIA DEI CONCIATORI A FIRENZE

* dal BLOG <<Asocial Network>> di Riccardo Venturi

giovedì 19 gennaio 2012

Speculazziò, speculazziò. Firenze: sgomberata via dei Conciatori.

 
 
Con preghiera di diffusione. 
 
Oggi 19 gennaio 2012, alle ore 6 del mattino e dopo che mezzo quartiere di Santa Croce era stato chiuso al traffico e transennato dal Comune con la dicitura “Chiuso per manifestazione” (sic!), un battaglione intero fra polizia, carabinieri e vigili urbani ha provveduto a sgomberare con la forza l’immobile di via dei Conciatori. Tale storico immobile, sede di antichissime concerie e di proprietà pubblica, ospitava da 31 anni tutta una serie di realtà sociali e associative fiorentine, dai Cobas al Circolo Anarchico Fiorentino, ed anche la prima associazione dei migranti senegalesi che si era costituita a Firenze. In tutti questi anni, letteralmente centinaia di iniziative per la popolazione vi sono state realizzate, in un quartiere che è stato progressivamente svuotato del suo tessuto sociale e dal quale la popolazione residente è stata espulsa a colpi di affitti e sfratti (attività nella quale Firenze detiene il record in Italia) per essere sostituita con prestigiosi appartamenti dati in affitto a stranieri “buoni”, quelli danarosi, che fanno guadagnare fior di soldoni alle cricche politiche e speculative fiorentine.
In via dei Conciatori la storia si è ripetuta. L’immobile è stato infatti messo all’asta, senza nessuna consultazione con le realtà sociali e politiche che vi operavano, e svenduto ad una società immobiliare, la “Toscotre”, che si è costituita “ad hoc” soltanto tre giorni prima dello svolgimento dell’asta. La “Toscotre” si è aggiudicata l’immobile (1700 m2) ad un prezzo stracciato: 1150 euro al m2. Praticamente un prezzo da casa popolare, per impiantarvi tutta una serie di facilities e appartamenti che verranno ovviamente rivenduti ad un prezzo almeno cinque volte maggiore. Stamani è stato proceduto allo sgombero forzato, con un dispiegamento di “forze dell’ordine” assolutamente esagerato. Praticamente mezzo quartiere è stato chiuso e presidiato da uomini armati fino ai denti. Le persone che si trovavano nell’immobile sono state allontanate a manganellate, anche se alcuni (facenti parte perlopiù del Circolo Anarchico Fiorentino, che fino all’ultimo ha proseguito la sua attività) hanno tentato un’estrema forma di resistenza salendo sul tetto, sul quale sono rimasti alcune ore. Nel frattempo, tutte le masserizie sono state rimosse e caricate su dei camion, mentre squadre di operai comunali provvedevano a murare porte e finestre. Il Comune di Firenze si fa quindi perfetto esecutore armato di interessi speculativi privati.
 
 
Come si vede dalle foto, l’intera via dei Conciatori è stata chiusa al traffico e occupata militarmente per operare lo sgombero; alle sue estremità, convocato letteralmente col tam tam della foresta, si è formato un presidio di militanti antagonisti fiorentini che, al termine, ha dato vita a un corteo fino al mercato e alla piazza di Sant’Ambrogio.
 

La giunta fascista e affaristica di Matteo Renzi, passata la sbornia mediatica, mostra ancora una volta il suo vero volto di braccio armato dei più loschi interessi affaristico-speculativi presenti in città. Con il pretesto del “bello”, del “decoro” e della “lotta al degrado”, Renzi sta distruggendo quel che resta della Firenze sociale e consegnando la città nelle mani della speculazione più smaccata e selvaggia. Privatizzazione dei trasporti pubblici, le bollette per l’acqua più care d’Italia nonostante il referendum del 12 e 13 giugno, sgomberi quotidiani, eliminazione del mercato di San Lorenzo: la faccia lurida di questo fascistello e dei suoi tirapiedi (come l’assessore al mercimonio, Fantoni, che sta espellendo tutto l’associativismo fiorentino per monetizzare gli immobili pubblici da svendere a speculatori di ogni tipo) è oramai pienamente smascherata.

L’esperienza di via dei Conciatori non finisce però qui, con l’espulsione e la consegna dell’immobile nelle mani sporche di chi sta trasformando sempre di più Firenze in una Disneyland a carissimo prezzo per le tasche di pochi, a spese sia delle realtà sociali e realmente antagoniste, sia della popolazione. Da sottolineare particolarmente il fatto che via dei Conciatori, come già detto prima, era sede anche di un’associazione di migranti senegalesi: la “solidarietà” falsamente sbandierata da Renzi dopo i fatti del 13 dicembre trova qui la sua perfetta e logica applicazione. I senegalesi vengono sgomberati e i loro assassini rimangono indisturbati, persino con l’annuale spettacolino della “manifestazione sulle foibe”.

Non finisce qui, e nei prossimi mesi le realtà antagoniste e resistenti fiorentine saranno chiamate ad un’attività ancora maggiore e a una lotta ancora più dura e pericolosa per sconfiggere ogni tentativo di trasformare definitivamente Firenze (e non soltanto il suo centro storico) in un contenitore bello lustro, in un grazioso e pittoresco barattolo che sotto la patina del “bello” nasconde qualcosa di molto simile allo Zyklon B. 

Pubblicato da a 14:04:00
 
alcune foto da Quotidiano.net

Lo sgombero del complesso occupato in via dei Conciatori
 
Lo sgombero del complesso occupato in via dei Conciatori
 

io amo firenze

ululato da Pralina alle ore 10:01 sabato, 04 novembre 2006

 

Firenze non ti ho mai dedicato un post, allora ciucciati questo.
 
Firenze sei la Città della Cultura dove non trovi una dico una mostra decente, sei carissima, sporca e incasinata, venduta ai giapponesi e agli americani, svenduta a un manipolo di speculatori edilizi che fanno degli edifici orrendi, bella in centro e brutta in periferia (dormitorio, ghetto, morta) con tutti quei cantieri aperti e quelle deviazioni di percorso eterne che se prendi un mezzo non sai mai quando potrai arrivare tanto tutte le strade sono chiuse (ma nessuno ti informa prima) dovrai per forza cambiare percorso almeno una volta nella giornata… senza percorsi ciclabili, che se vai in bicicletta rischi la vita come minimo ti arrotano… senza panchine in centro ma con un assessore pronto a multare chi si siede sui gradini di una chiesa e non sta al bar a consumare… con le strade sempre piene di buche che se vai in autobus ti sembra di stare sopra un martello pneumatico non parliamo di motorini dove sobbalzi come una pallina da flipper per ore, con il traffico che ad ogni ora è sempre in ora di punta, con le poche e scarse segnaletiche (sbagliate) che sono fatte per deviare i percorsi dei poveri forestieri, e del resto città di antiche fazioni avversarie di risse e di congiure, dove se passeggiavi in centro finivi per essere accoltellato (e oggi borseggiato, ma dai bottegai) dove volevano arrostire persino lo stesso Dante, cosa si può aspettare, di sicuro non di trovare qualche ristorante aperto la domenica (fosse mai! chissenefrega!), perché i fiorentini non sanno aspettare nemmeno gli ospiti tanto sanno che gli ospiti ci saranno sempre senza fare troppa fatica… i fiorentini sono quelli che quando attendi alla cassa che la commessa ti dia il resto, si sono già fatti avanti per chiedere d’essere serviti e se non stai attento nelle file ti passano sempre davanti al posto tuo, come se tu non esistessi proprio… sono quelli che salutano per opscionàlle se gli va bene, se gli va bene ti guardano in faccia quando ti rispondono, e ancora quelli che dicono di parlare l’italiano perfetto ma poi parlano un idioma strano fatto di parole risucchiate con il Folletto, in realtà gli è tutta pigrizia, perché al fiorentino non va bene di pronunciare per intero tutta la parola: gli è troppo fati-oso. Allora i suoni li fa appoggiare e poi rimbalzare, le frasi le catapulta fuori dalla bocca. E le fiorentine (non nel senso di bistecche) sono ancora peggio dei fiorentini, non possono sporcarsi a darti troppa confidenza proprio no. Ti guarderanno sempre un po’ di sbieco, dall’alto in basso.E adesso, prima di trovare qualche commentatore che come per la festa di Halloween mi dirà che sono partigiana e a senso unico perché siccome sto con un Gallo allora mi piacciono solo i pollai, o come per l’Ikea che se la critico un po’ per celiare, è perché non so montare i mobili. Perché non capite quanto amore e quanta ironia metto nei miei post.

Allora dirò anche questo. Io amo Firenze. Amo i tetti rossi di cotto di Firenze, che mi hanno ispirata quando ho studiato all’Accademia, e quelle finestre dalle persiane socchiuse che dopo anni di mancanza di verniciatura hanno un colore indefinibile ma che fanno tanto romanzi di Vasco Pratolini… amo i cieli di Firenze, o quel poco che si vede da un condominio casermone o da un giardino pubblico a pagamento (qui solo potevano inaugurarli i giardini pubblici a pagamento con la scusa che quei pochi sono storici), amo quella luce particolare, dorata e azzurra, che è solo di Firenze e quando è tempo sereno ti mozza il fiato.
Amo i centri sociali e le occupazioni, i posti liberati dove tantissimi transitano, dove è ancora possibile vedersi un film introvabile con due euro, amo il Circolo Anarchico di via de’ Conciatori, i posti così, dove ci si può ritrovare la sera davanti a una stufa a mangiare le caldarroste, senza dover per forza uscire col portafoglio imbottito di carte di credito.
Amo il cibo della Toscana, i mangiarini che sono i più sani d’Italia, l’olio fantastico, il pane senza sale, il vino denso e corposo dall’aroma di violetta, la schiacciata con l’uva, la bella usanza di cucinare tanta verdura (per ogni carne ci vogliono sette verdure di contorno), e le tutte le cosine buone che hanno solo qui.
Amo la gente di Firenze, gli uomini e le donne, quelli veri, che non ti guardano troppo dall’alto in basso ma che ti accolgono, dopo una battuta al vetriolo, con il dono dell’amicizia autentica la più profonda, perché il fiorentino non ha mezze misure: ama oppure odia, può essere veramente sgarbato o gentilissimo, e dopo averti fatto sudare sette camicie per farti accettare (non nel senso di accetta) sa essere amico, amico vero, fedele per tutta la vita.
Amo lo spirito dei fiorentini e delle fiorentine anche, la loro sagacia, la loro capacità di capire al volo le situazioni e di non farne mai tesoro per cambiare, la loro ironia fulminante, la loro insofferenza per l’autorità prostituita, il loro anticlericalismo di fondo e il loro rispetto per le differenze altrui aldilà dell’insofferenza di facciata (come diceva mio suocero “A due dita dal culo mio, mi sta bene tutto!”)… ho imparato un sacco di cose stando qui, più che in vent’anni di università, e non mi importa una sega se ho preso tanti calci sui denti. In fondo m’è servito a crescere.
Firenze mi piange il cuore per l’alluvione di 40 anni fa, ma in fondo te la sei un po’ cercata e non dirmi di no, lo vedi in che troiaio ti trovi ancora oggi, che hai imparato da allora? soltanto una decina d’anni fa debordò non l’Arno ma un torrentello insignificante e la colpa è solo dell’incuria e della gente che utilizza i letti dei fiumi come discariche. Ma come si fa a buttare le lavatrici nel letto dei fiumi.

Firenze sudiciona, ti amo tanto lo stesso.