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FERROVIE ITALIANE… DEBOLI COI FORTI, FORTI COI DEBOLI

So che a chi di “dovere” non fregherà una beneamata cippa se scrivo un post sul mio blog. A nessuno frega niente di niente. L’Italia è un paese di scrittori, e aggiungo anche, di scrittori rosiconi e frustrati, ma siccome è anche un paese di mancati lettori, le due cose insieme hanno un loro infinito perché. Ieri il postino mi ha inseguita per consegnarmi una raccomandata di tale sig. Gianluca Scarpellini della “Direzione Passeggeri Regionale Toscana” strana tutta questa ampollosità nel titolo quando sappiamo che a loro dei passeggeri proprio non importa nulla, stando così le cose con questi treni sovente sporchi, polverosi, con toilette rotte o mal funzionanti, perennemente in ritardo, non di rado soppressi, spostati… rotti. Ma questo è davvero nulla in confronto agli scempi complessivi, alle tangenti che si intascano, ai buchi di bilancio che fanno (il caso Moretti ma non solo). La raccomandata, in risposta alla lettera dell’Avvocato dell’Associazione Consumatori, mi arriva dopo 7 mesi che i lor signori hanno “preso in esame” il caso da me descritto (vedi link qui sotto) e ritengono però che tutti gli elementi siano contro di me, quindi mi “ordinano” e mi “ingiungono” di pagare entro 30 giorni, non solo l’importo della multa, ma anche le tasse e le spese amministrative. Insomma, quale morale ricavare da tutto ciò? che se fossi stata nel torto, ovvero che se avessi viaggiato sprovvista di titolo di viaggio per me e per il cane, mi avrebbero fatto solo una piccola sanzione pecuniaria, ma siccome potrei avere ragione, almeno nel rivendicare un trattamento migliore da parte della capotreno che è stata veramente sgarbata e mi ha aggredita con pregiudizio, allora con me si deve applicare il massimo della severità. Infatti la capotreno mi ha multato solo perché ho “osato” raccontare la mia versione, insomma le mie gentili rimostranze le ha prese come uno sgarro personale e mi ha risposto con un dispetto pesante. Questo è un paese per gente che vuole comandare o essere comandata, oppure di furbi e furbetti di ogni risma che – perdonate il francesismo – lo buttano in culo al prossimo, scegliete voi quale strategia adottare. Ma ricordate: in Italia non c’è posto per le persone oneste, di quell’onestà che è cara anche ai delinquenti delle classi sociali povere. Qui la parola onesta non è presa nemmeno in considerazione, a loro non balza nemmeno nell’anticamera del cervello che una persona che si dà pena prima per rifiutare e poi per contestare una multa rischiando di tasca propria, possa avere vagamente ragione; la risposta di Trenitalia parla chiaro: se quel giorno fossi salita senza biglietti per me e per il cane, adesso non mi troverei con 88 euro di multa  (ex 44 poi 50 + tasse e le spese amministrative), perché essendo dalla parte del torto me ne sarei stata zitta senza protestare. Insomma, in un certo senso e implicitamente è un invito all’evasione totale.

PER CAPIRE DI COSA STO PARLANDO CLICCA QUI https://superpralinix.wordpress.com/2013/09/02/sulla-linea-faentina/

MINUETTO SULLA LINEA FAENTINA… UN POMERIGGIO DEL MESE DI AGOSTO NELL’IMMENSO MARE DEI DISAGI

Eh sì, diciamo la verità questi treni regionali nonostante qualche miglioria abbastanza significativa ma non ancora sufficiente, viaggiano spesso in ritardo, partono e arrivano da binari improbabili e lontani che per arrivarci devi percorrere centinaia di metri a passo di corsa, qualche volta se i convogli sono vecchi si fermano in mezzo alla campagna o in galleria, si guastano, sono sporchi e con disservizi vari, maleodoranti, caldi o freddi mai a posto con la temperatura, ovviamente nessuno ti da informazioni soprattutto nei momenti critici vedi questo articolo de “La Repubblica” di alcuni anni fa e anche se la situazione è un po’ migliorata, per varie cose è sempre quella perché il business grosso si fa solo con l’alta velocità: http://firenze.repubblica.it/cronaca/2011/06/06/news/treni_lumaca_ed_affollati_la_faentina_ancora_maglia_nera-17299602/ … nelle stazioni ci sono file lentissime alle biglietterie per mancanza di personale quando straripano di turisti di ogni parte del mondo, e se fai il biglietto dal tabaccaio con fascia chilometrica non è detto che vada bene, com’è successo a me sabato 31 agosto quando per un problema di fila alla biglietteria e trovandomi a viaggiare con la mia bassottona meticcia (Taiga) sceglievo proprio di fare il biglietto in un sali tabacchi alla Stazione di Santa Maria Novella che eroga biglietti di Trenitalia con formula “fascia chilometrica”… avrei dovuto scendere poco dopo Marradi, ho chiesto un biglietto per me e uno per Taiga, il ragazzo mi ha dato uno da 70 e uno da 30 km., perché secondo il suo ragionamento “a metà prezzo” e quindi idoneo per la mia cagnolina… appena seduta in treno la controllora, con fare severo e modi non propriamente garbati mi si parava improvvisamente davanti senza salutarmi e mi diceva in maniera sbrigativa “Ah, lei viaggia con il cane! allora vediamo se ha il titolo di viaggio a posto!” mostrando immediatamente una certa ostilità per la mia povera bestiolina così docile e simpatica tenuta saldamente al guinzaglio che non dava fastidio proprio a nessuno e una qualche diffidenza o prevenzione nei miei confronti forse a causa dei miei vestiti un po’ hippy e dello zaino, dei capelli spettinati, non so… il mio “titolo di viaggio” ovviamente non andava bene… ovviamente dato il tono iniziale… infatti la solerte e maleducatissima controllora si attaccava al fatto che secondo lei la fascia chilometrica per il cane era ridotta della metà, ridotta per forza dico io, se il cane paga la metà non può pagare un biglietto intero come me… mi guardava come se fossi imbecille, lei aveva ragione in quanto controllora e io torto in quanto passeggera, affermava che esiste un biglietto a fascia chilometrica “ridotto” ma che differenza fa dico io se ho pagato la stessa cifra per quello a metà percorrenza e in ogni caso perché queste cose le dice a me e non va a dirle a chi mi ha venduto il biglietto che io sono in buona fede perché non lo sapevo e non l’ho fatto apposta, no diceva lei perché deve saperlo già in partenza – i viaggiatori DEVONO essere già informati – che deve esigere un biglietto a fascia chilometrica intera ma ridotto del 50%… nel frattempo è salita una ragazza che si è seduta di fronte a me e che era allibita per la scena e che ha pure tentato di difendermi pacatamente e con belle argomentazioni ma con tono fermo e deciso (ma restando pure lei “macinata” dalla verve immarcescibile del personaggio che esibiva una sicumera fuori dal comune), e in ogni caso la controllora è tornata 4 volte per rompermi i coglioni e invece a altri viaggiatori presenti nello scompartimento non ha controllato il biglietto ma solo a me perché non facevo più parte della tappezzeria ma avevo osato contraddirla, evidentemente si preoccupava solo di riscuotere i soldi e non le interessava vedere il certificato dell’anagrafe canina e le sue vaccinazioni (che porto sempre con me in viaggio) per accertarsi che gli altri passeggeri e l’animale stesso viaggiassero in sicurezza, oltretutto la “signora” non teneva conto della mia buona fede anzi mi trattava da furbetta, alla fine le ho detto “io questo sovrapprezzo non lo pago, io faccio ricorso, i documenti glieli do ma lei mi dica come si chiama nome e cognome” per ogni evenienza ho chiesto il numero di telefono della mia gentilissima testimone, a questo punto la tipa è ritornata di nuovo tutta tronfia e soddisfatta per consegnarmi la multa da 44,27 euro e poi non contenta (dopo avermi fatto firmare la multa) mi ha intimato di scendere prima della mia stazione prescelta come meta “VEDIAMO!” le ho risposto… avevo le sberle che mi friggevano sul palmo delle mani e il cuore che mi batteva troppo veloce per la rabbia, mi sono dovuta trattenere perché se no arrivava la POLFER e temevo che poi mi separassero dalla mia bassotta per portarmi dentro per accertamenti (maledetti questi ricatti affettivi, a Taiga tengo come alla mia vita), però non è finita qui e la “signora” avrà una segnalazione da parte mia per iscritto e molto presto, e non solo… magari iniziamo a non abbassare più la testa sui diritti dei pendolari e di chi utilizza i treni a bassa velocità.

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