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PRESENTAZIONE ROMANA DE LO STATUTO DEI GABBIANI * 14 FEBBRAIO

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LO STATUTO DEI GABBIANI AL CATTIVO FESTIVAL DI LIVORNO

cattivo festival

Dal 20 al 23 marzo presso il Teatro Officina Refugio si terrà il “Cattivo festival”, che si snoderà tra mostre, dibattiti, presentazioni di libri, concerti e spettacoli teatrali all’insegna del concetto “perchè cattivo non è il contrario di buono”. Per quattro giorni, dalle sei del pomeriggio in poi, si alterneranno tantissimi ospiti come Pardo Fornaciari, gli Omini, Gogmamog, Stato Brado e Les Anarchistes

Il programma:

MERCOLEDI’ 20 MARZO

ore 21.00 apertura e presentazione microfestival

ore 21.30 Black Mirror 2×02 White Bear v.o. sub ita

ore 22.30 Hunger (GB 2008) S.McQueen v.o. sub ita

GIOVEDI’ 21 MARZO

ore 19.00 lo statuto dei gabbiani [la vita e le opere del bandito gentile horst fantazzini] presentano il libro pralina diamante e pardo fornaciari

ore 22.00 io non sono lei. gli omini. di e con francesca sarteanesi

ore 23.45 suoni ribelli. dj crunch & dj clau

VENERDI’ 22 MARZO

ore 18.00 presentazione della campagna ‘liberi dall’ergastolo’ in coll.ne con sensibili alle foglie ed. e coll.vo a. artaud

ore 19.00 le ali dipinte di simona musolino [sensibili alle foglie] sarà presente l’autrice

ore 22.00 follia morale. gogmagog teatro

ore 23.45 suoni ribelli. dj crunch & dj clau

SABATO 23 MARZO

ore 19.00 muri. presentazione mostra fotografica e video del progetto teatrale MURI realizzato all’interno dell’ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo Fiorentino

ore 22.00 stato brado in concerto (opening act)

ore 23.00 les anarchistes in duo acustico live concert

ore 23.45 suoni ribelli. dj crunch & dj clau

21 MARZO HORST FANTAZZINI AL CATTIVO FESTIVAL, TEATROFFICINA REFUGIO LIVORNO

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La vita avventurosa di Horst Fantazzini sembra scritta per diventare leggenda. Nato in Germania nel 1939, ha fatto la sua prima rapina appena diciottenne nei dintorni di Bologna, armato di una pistola giocattolo. Un gesto che gli è valso presto l’etichetta di “bandito gentile” che, insieme ai soprannomi “primula rossa” e “rapinatore in bicicletta”, accompagneranno una vita in cui Horst ha svaligiato le banche di mezza Europa senza mai smettere, in qualità di militante anarchico, di lottare per la giustizia e l’uguaglianza sociale. Protagonista nel 1973 di un clamoroso tentativo di evasione dal carcere di Fossano, ha dedicato a quell’esperienza un famoso testo letterario, Ormai è fatta! (diventato un film con Stefano Accorsi), che testimonia anche della grande forza narrativa trasfusa da Fantazzini nei suoi scritti, raccolti per la prima volta in forma integrale in questo volume: saggi, lettere, poesie e racconti. Un omaggio a Horst Fantazzini a più di dieci anni della sua morte, avvenuta a Bologna nel Natale del 2001, a pochi giorni dall’arresto dopo un’ultima tentata rapina in bicicletta. Presenterà il libro “Pralina” Diamante, curatrice del volume, animatrice del comitato per la semilibertà di Horst Fantazzini, curatrice dell’archivio digitale delle sue opere (www.horstfantazzini.net) e sua compagna di vita. Pittrice e scrittrice, tra le sue opere il romanzo “L’ultimo colpo di Horst Fantazzini” (Stampa Alternativa 2003)

PRESENTAZIONE 21 MARZO ore 19 CATTIVO FESTIVAL TEATROFFICINA REFUGIO Scali del Refugio 8 LIVORNO – LO STATUTO DEI GABBIANI ed. Milieu – presenterà il libro ‘Pralina’ Diamante.

LO STATUTO DEI GABBIANI ALLA SCINTILLA DI MODENA

MODENA Strada Attiraglio, 66 (zona Mulini Nuovi uscita 8 tangenziale)

Giovedì 21 febbraio ore 21 proiezione del film “Ormai è fatta!” di Enzo Monteleone con Stefano Accorsi nella parte di Horst Fantazzini (1999)

Venerdì 22 febbraio ore 21.30 dopo la cena sociale presentazione de “Lo statuto dei gabbiani” ed. Milieu e dibattito sui ribelli degli anni 70 con la curatrice del libro Pralina Diamante + a termine serata pub autogestito

 

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2 – 3 – 4 novembre presentazioni dello statuto dei gabbiani in lombardia

Milano, Bergamo, Arcore.  Presentazioni libro di Horst Fantazzini

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VENERDÌ 2 NOVEMBRE 2012
ore 20.00

Milano, Libreria Calusca via Conchetta 18 (zona Navigli)

Aperitivo benefit per l’Archivio Primo Moroni

a seguire
presentazione di
Horst Fantazzini. Lo statuto dei gabbiani. Da ‘Ormai è fatta!’ alle poesie. Vita e opere del bandito gentile (Milieu, Milano, 2012)

* nella foto: Pralina con Arnaldo Gesmundo, detto Jess il Bandito della storica rapina di via Osoppo a Milano, 1958

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SABATO 3 NOVEMBRE 2012
dalle ore 18.00

Bergamo

Circolo Underground Spazio Anarchico
Via Furietti, 12/b (Bg) 24126 Bergamo (Malpensata)
ore 18 presentazione del libro con la curatrice, ore 20 cena vegana
proiezione del DVD con le opere di arte postale
“Bandito in bicicletta” 108 artisti di tutto il mondo ricordano Horst Fantazzini

***

DOMENICA 4 NOVEMBRE 2012
dalle ore 16.00

Arcore (Milano)

Circolo ARCI Blob, Via Casati 31, Arcore
dalle ore 16 aperitivo e presentazione del libro con l’autrice e Sabatino Catapano; proiezione del DVD con la mostra di arte postale “Bandito in bicicletta”

Nella sua vita avventurosa Horst Fantazzini ha svaligiato le banche di mezza Europa senza mai smettere di lottare per la giustizia e l’uguaglianza sociale. Protagonista nel 1973 di un clamoroso tentativo di evasione dal carcere di Fossano, lo narrò in Ormai è fatta!. Questo nuovo libro è un omaggio a Fantazzini a più di dieci anni dalla sua morte, avvenuta a Bologna nel 2001 dopo l’arresto seguìto a un’ultima tentata rapina in bicicletta.

USCITO FINALMENTE!

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lo statuto dei gabbiani

Quando scrissi il post che vi ripropongo era il Natale di un anno fa, siamo quasi a dieci anni dalla sua scomparsa, a maggio dell’anno prossimo uscirà la biografia completa + le opere di Horst Fantazzini. NdA editore.

ululato da Pralina alle ore 10:09 venerdì, 24 dicembre 2010

dedicato a Horst Fantazzini
(Altenkessel 4 marzo 1939 – Bologna 24 dicembre 2001)

Caro Horst, l’Italia che ti aveva accolto nel dopoguerra sotto le bombe, non è più l’Italia della pacificazione nella quale anche il fascismo peggiore si è potuto riciclare e pitturare a nuovo e gli ex gerarchi che incarceravano i poveracci diventare miti burocrati democristiani, e nemmeno l’Italia che “regalava” un posto in fabbrica ai suoi figli proletari, ai ragazzi del sud “saliti” al nord con la valigia di cartone, mentre quelli ricchi e figli di papà li faceva diventare avvocati, ingegneri… l’Italia che hai conosciuto tu, non è più quella, non è quella che abbiamo visto nelle foto, delle macerie sotto le bombe tedesche, delle persone misere ma dignitose che si rimboccavano le maniche per la ricostruzione, e nemmeno quella che odiava i tedeschi come te, che non avevano fatto niente di male, che erano in Italia come immigrati, operai… l’Italia, Horst mio caro, non è più quella che avevi visto tu, delle persone come tuo padre anarchico “Libero” che ancora credevano che la rivoluzione fosse imminente, ma a forza di braccia, di lavoro, di sacrifici, persino di galera, perché la rivoluzione è una cosa importante che non va presa sottogamba e invece tu Horst la tua rivoluzione la facevi a suon di rapine in banca, per prenderti ciò che ti spettava al momento… l’Italia, caro e sfortunato Horst, non è più quella di chi si è sacrificato tanto, da una parte gli operai dall’altra i padroni, oggi le classi hanno incluso anche una classe fuoriconcorso, quella dei disoccupati e dei precari permanenti, quelli che il lavoro non lo troveranno mai o che non lo terranno mai più di tre mesi prima di una lunga pausa, quella dei giovani laureati senza futuro. Quelli che il lavoro non lo troveranno mai, perché non sono ricchi di famiglia, perché alla fine chi è figlio di avvocato farà l’avvocato, chi è figlio di barone avrà un posto come medico, e chi invece, come mio figlio, non ha un patrimonio da investire, soldi da spendere per comprare un fondo, una fabbrichetta, studiare all’Università ma nelle facoltà più prestigiose, resterà invece a casa a guardare svogliatamente gli annunci del lavoro o ancora peggio, a non guardarli affatto perché ogni volta che si presenta ad un concorso  pubblico troverà almeno un migliaio di altri disperati. Perché vedi Horst, i ragazzi e le ragazze spesso perdono anche la volontà di trovarsi un lavoro, si trovano costretti a emigrare. A emigrare, come facesti tu, straniero da sempre, troppo tedesco e troppo largo e troppo bianco per abitare in questa nostra penisola di gente diversa che non ama troppo la diversità altrui. Troppo terrone (in quanto bolognese) per emigrare in Germania, dove eri costretto a scappare perché ricercato dalla polizia come latitante. Migrante, come lo sono milioni di profughi di guerra o scappati dalla miseria dalla fame e dalle pandemie, ai quali tu hai dedicato uno dei tuoi racconti più belli “Il cammino della speranza”. Tu che leggevi “Lo straniero” di Camus potevi capire. Eppure vedi, mio carissimo povero compagno di vita, che moristi in carcere la sera di Natale senza aspettare che il direttore ti facesse gli auguri ipocriti di “Buon Natale” con il panettone della Caritas e la concessione di un bicchiere di plastica di spumante, sono certa che non ti stupiresti. I giovani oggi sono gli stessi di ieri, i ragazzi del sud non hanno ancora lavoro, “salgono” al nord con la vana speranza di cambiare la loro vita, l’unica differenza è che oggi sono già disillusi, sono già grandi e hanno già capito tutto. C’è una grande confusione e smarrimento, oggi non hanno più ideologie forti in cui credere, e questo se vuoi è un bene, perché non credendo nel leader forte, nel “padre” come lo sono stati Stalin, Mao e altri, rifiutano il patriarcato, l’autoritarismo, e si aprono a un nuovo modo di fare politica dal basso, più vicino al nostro ideale, l’anarchia. Peccato che il nodo cruciale, fondamentale, del potere non si è mai sciolto, e che dopo Mussolini moltissimi italiani a destra come a sinistra (per ciò che rimane di sinistra oramai) abbiano scelto non solo in politica, ma nei modi, nei vezzi, nella corruzione e nel maschilismo, altri leader, altri gerarchi, magari delle amministrazioni locali, delle giunte comunali, nei “furbetti del quartierino” e non solo al Governo. Questa nostra Italia l’abbiamo ormai svenduta pezzo dopo pezzo, del nostro patrimonio culturale, artistico, che è unico al mondo, il più grande al mondo per quantità e importanza, rimane ben poco, che i teatri debbano chiudere per i tagli alla cultura… che i cinema storici siano costretti a tirare giù il bandone… che abbiano fatto l’ennesimo taglio all’editoria “povera”… e soprattutto che Pompei crolli pare che non importi nulla a nessuno, si seppellirà sotto un cumulo di immondizia! Meglio stare a rimirare le tette finte della bistecca di plastica Belen, meglio regalarsi un intervento di liposuzione, meglio stare in fila un giorno per comprarsi l’I-PAD, meglio giocare tutto il giorno con la Playstation3, meglio andare in massa a vedere i film dei Vanzina, meglio rincretinirsi il cervello con il Grande Fratello, meglio scordare la grammatica e la sintassi, meglio non informarsi per “gnente”. Eppure caro Horst, sono sicura che, se tu avessi potuto vedere l’Italia com’è ora, non ti saresti stupito affatto, ti saresti anzi rallegrato perché nonostante quest’impoverimento generale e depauperamento della cultura e dell’arte, gli studenti hanno ancora la voglia di manifestare, gli operai di salire sui tetti, gli immigrati sulla gru e le donne di non essere completamente succubi ma anzi sempre più ribelli rispetto la loro condizione. E come dicevi tu “un essere umano che non si rassegna è ancora recuperabile“. Era questo che ti saresti aspettato, e in ciò riesci ancora a vivere e a sorridere. Buon Natale Horst, anche se per noi è soltanto la festa del solstizio d’inverno.