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MEGLIO LIBRI CHE MALE ACCOMPAGNATI. MILIEU A SCIGHERA MILANO 29 NOVEMBRE – 1 DICEMBRE

Meglio libri che male accompagnati. Milieu a Scighera MILANO 29 novembre – 1 dicembre

Cosa c’è meglio di un libro?
In Scighera, con la collaborazione di Edizioni Elèuthera, si apre la prima edizione di una fiera per incontrare il meglio degli editori indipendenti, case editrici che si muovono fuori dalla logica dello stretto guadagno commerciale e scelgono i titoli da pubblicare rispettando quello in cui credono e che reputano bello e importante.
Si comincia venerdì sera 29 novembre con un concerto di DJ Malatesta e Drowning Dog, per proseguire sabato 30 novembre e domenica 1 dicembre (dalle 14.00 in poi) con l’esposizione delle case editrici insieme a presentazioni, readings e musica. E naturalmente i vini della Scighera e incursioni culinarie della Locanda dell’Assurdo.
Sabato 30 novembre e domenica 1 dicembre sarà possibile acquistare tessera arci 2013 al prezzo di costo (5,00 €) e quella 2014 con un buono di 2,00€ per l’acquisto di un libro in Fiera.
Meglio libri insomma (che male accompagnati!).


PROGRAMMA
ANTICIPO EDITORIA INDIPENDENTE
Venerdì 29 novembre
  • ore 19.00 presentazione: Trasatti, Filippi, Crimini in tempo di pace (Elèuthera). Presenta Paolo Finzi
  • ore 21.30 concerto DJ MALATESTA
FIERA EDITORIA INDIPENDENTE CON BANCHETTI LIBRI
Agenzia X, Ambiente, Baronata, BePress, BFS, DeriveApprodi, :duepunti, ek records, Elèuthera, Fiaccola, Galzerano, Henry Beyle, Milieu, Nautilus, NDA Press, Mimesis, Nova Delphi, ObarraO, Ortica, Quodlibet, Sensibili alle foglie, Sicilia Libertaria, Spartaco, Stampa Alternativa, Zero in condotta.
Sabato 30 novembre
  • ore 15.00 apertura fiera
  • ore 16.30 merenda bambini
  • ore 15.30 presentazione: Carlo Ghezzi, Francesco Ghezzi, Un anarchico nella nebbia (Zero in Condotta Edizioni). Presenta Edy Zarro
  • ore 17.00 presentazione: Il Duka, Il tacco del Duka (Agenzia X). Presenta Andrea “Giucas” Morando
  • ore 18.30 presentazione: Gianluigi Gherzi, Atlante della città fragile (Sensibili alle foglie) e Piero Cipriano, La fabbrica della cura mentale (Elèuthera). Presenta Andrea Molteni
  • ore 20.00 cena buffet
  • ore 21.30 radiocrochet la libertà di pensiero
domenica 1 dicembre
  • ore 15.00 apertura fiera
  • ore 16.00 Laboratorio Fumetti per bambini
  • ore 17.00 merenda bambini
  • ore 15.30 presentazione: Pippo Gurrieri, NO MUOS ora e sempre. I percorsi del movimento (Sicilia Punto L). Presentano Marco Faillo e Daniele Scalia, ospite Ylenia D’Alessandro (comitato NOMUOS)
  • ore 17.00 presentazione: Matteo Lunardini, Il fantasma dell’Arena (Milieu). Presenta Andrea Perin
  • ore 18.30 presentazione (in collaborazione con NAGA): Davide Cadeddu, CIE e complicità delle organizzazioni umanitarie (Sensibili alle Foglie). Presenta Andrea Staid, ospiti Pietro Massarotto (NAGA) e Ilaria Sesana (giornalista)
  • ore 20.00 cena buffet
  • ore 21.30 presentazione: Felice Accame, Rossori, (:duepunti Edizioni)
Ingresso libero con tessera Arci.

2 – 3 – 4 novembre presentazioni dello statuto dei gabbiani in lombardia

Milano, Bergamo, Arcore.  Presentazioni libro di Horst Fantazzini

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VENERDÌ 2 NOVEMBRE 2012
ore 20.00

Milano, Libreria Calusca via Conchetta 18 (zona Navigli)

Aperitivo benefit per l’Archivio Primo Moroni

a seguire
presentazione di
Horst Fantazzini. Lo statuto dei gabbiani. Da ‘Ormai è fatta!’ alle poesie. Vita e opere del bandito gentile (Milieu, Milano, 2012)

* nella foto: Pralina con Arnaldo Gesmundo, detto Jess il Bandito della storica rapina di via Osoppo a Milano, 1958

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SABATO 3 NOVEMBRE 2012
dalle ore 18.00

Bergamo

Circolo Underground Spazio Anarchico
Via Furietti, 12/b (Bg) 24126 Bergamo (Malpensata)
ore 18 presentazione del libro con la curatrice, ore 20 cena vegana
proiezione del DVD con le opere di arte postale
“Bandito in bicicletta” 108 artisti di tutto il mondo ricordano Horst Fantazzini

***

DOMENICA 4 NOVEMBRE 2012
dalle ore 16.00

Arcore (Milano)

Circolo ARCI Blob, Via Casati 31, Arcore
dalle ore 16 aperitivo e presentazione del libro con l’autrice e Sabatino Catapano; proiezione del DVD con la mostra di arte postale “Bandito in bicicletta”

Nella sua vita avventurosa Horst Fantazzini ha svaligiato le banche di mezza Europa senza mai smettere di lottare per la giustizia e l’uguaglianza sociale. Protagonista nel 1973 di un clamoroso tentativo di evasione dal carcere di Fossano, lo narrò in Ormai è fatta!. Questo nuovo libro è un omaggio a Fantazzini a più di dieci anni dalla sua morte, avvenuta a Bologna nel 2001 dopo l’arresto seguìto a un’ultima tentata rapina in bicicletta.

MILIEU, BANDITI SENZA TEMPO

Milieu è una parola carica di fascino e mistero, un termine di origine francese adottato in italiano con il significato di “ambito, ambiente, contesto”, usato per indicare la cornice sociale e culturale in cui opera un gruppo di persone o in cui si evolve una corrente di pensiero.

In diversi ambiti di ricerca il concetto di milieu è utilizzato per indicare le caratteristiche più profonde dei luoghi, la relazione inscindibile che si creano tra spazio, evoluzione e società. Il milieu è visto come l’insieme di condizioni naturali e socio-culturali che si stratificano in un determinato luogo nel tempo, dando vita a identità spesso sommerse o fuori dai circuiti omologati e convenzionali. Nella tradizione originale francese può anche indicare un ambiente malavitoso, come testimonia la definizione “Le Milieu” (o mutant) attribuita alle organizzazioni criminali marsigliesi nella prima metà del Novecento.

Un vocabolo che da quando ha preso piede per identificare l’influenza dei luoghi e delle aggregazioni sociali sulle trasformazioni si è concretizzato nella realtà urbana del XX secolo, creando suggestioni letterarie, cinematografiche e giornalistiche. Il milieu si manifesta come realtà metastorica, sempre mutevole, irregolare e incerta che scorre nel tempo, in territori cittadini in continuo cambiamento sociale.

Un luogo dell’immaginario sospeso tra storia, mito, ricerca e narrazione che ben si adatta a descrivere un progetto di ricerca che mira a raccontare le trasformazioni attraverso le storie e i suoi protagonisti. È per questo che il nostro progetto editoriale si fonda su un principio marchiato a fuoco. I protagonisti delle nostre pubblicazioni dovranno essere il più possibile la fonte primaria delle stesse, ponendosi a metà strada fra narrativa e storia. Lo faremo partendo proprio da una collana che attraverso testi e ricerche inedite si occupa di trasformazioni attraverso un punto di osservazione particolare: quello delle aggregazioni criminali.

Faremo rivivere disparati contesti storici con una prospettiva inedita, intrecciando testimonianze orali di differenti epoche storiche: dalla mala romantica del passato remoto rispettosa di un antico codice d’onore e in cui componenti si sentono tutt’ora dei sopravvissuti, degli highlander di un’epoca d’oro, ai banditi degli anni Settanta, indiani metropolitani all’assalto di “diligenze” furgoni portavalori, banche, gioiellerie, esaltati e incoraggiati dal rifiuto totale del lavoro/fabbrica.

Con queste premesse daremo spazio a donne e uomini protagonisti di storie avvincenti, ma spesso relegati ai margini del mondo culturale, con l’obiettivo di farli diventare finalmente degni di essere interpreti e registi della propria esperienza di vita.

 

la vita agra

ululato da Pralina alle ore 16:10 sabato, 20 dicembre 2008

Ho riletto La vita agra di Luciano Bianciardi, un libro aspro di sapore e ruvido al tatto, il racconto autobiografico che parte dalla Maremma grossetana del dopoguerra martoriata da uno scoppio in miniera per approdare a Milano dove la gente corre dalla mattina alla sera per i dané, una scrittura colta, intelligente, duttile, raffinata, ma anche sgangherata all’occorrenza, che indugia nella macchietta qualche volta, e che si fa beffe di un certo intellettualismo che vorrebbe dimenticare le radici popolari, ma sempre spietata,  lucidissima, capace di sintesi estreme (caricaturali) e nello stesso tempo di descrizioni che entrano nei più piccoli reconditi spazi fra le cose e nelle idee; dove il “miracolo italiano” dei primi anni 60 è trattato per quello che è sotto la superfice dorata: il sacrificio di tanti uomini e donne per il “progresso”, questo mostro moderno al quale le nostre vite sono subordinate. Morti sul lavoro, morti per le strade, vite parziali per i ritmi di lavoro, sonni spezzati mai fatti per intero,  nessun diritto all’ozio, alla lentezza, alla sessualità “lenta” e ripetuta, alla diversità, alla libertà di muoversi e d’essere come si vuole, nei nostri corpi, nessun diritto a “strascicare i piedi”, ad ammalarsi o ad essere grassi (un esempio che mi piace: a grassezza femminile, l’opulenza di tette e di corpo di donna, per Bianciardi, amante della vera bellezza femminile, è una benedizione e non una cosa da correggere nel nome dell’efficienza aziendale, lui la chiama a più riprese e in numerose pagine, in termini spregiativi la “secchezza terrea” delle “segretariette” che richiama l’automatismo, l’infertilità e la morte), relazioni umane falsate perché interessate totalmente al denaro e al “fare”. E tutto (tutta la corsa, come la chiama Bianciardi “il sollevare polvere” perché s’alzano i piedi per marciare, quel “andare camminare lavorare” di cui parla mirabilmente Piero Ciampi) che gira intorno ai soldi, intorno agli oggetti, al consumo, alla produttività. Ci spiega perché le stesse persone che da vicini di casa ti sparerebbero se ascolti la musica classica dall’altra parte del muro, poi non protestano, non dicono nulla quando le strade sono martoriate dai rumori dai trapani degli stradini che aprono “buche” continuamente e ovunque. Un uomo che nel 1962 aveva visto in avanti, aveva capito tutto, fino a spingersi a sognare l’anarco-primitivismo di cui parlerà Zerzan in altri anni, in un altro contesto. Una descrizione cronaca analisi che oggi di tempi di recessione, di “calo della produttività”, pare ancora più lucida e beffarda. Chi siamo stati e cosa abbiamo prodotto? E’ questa la nostra vita?

A chi provasse curiosità, glielo consiglio vivamente, con gli altri suoi scritti, così come consiglio “La vita agra di un anarchico” di Pino Corrias, che parla della sua vita, che si legge d’un soffio, e ti rimane una traccia d’una importanza epocale.

<B>Libri, storie di vita in trincea</B>

Luciano Bianciardi