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COSA SIGNIFICA SOGNARE UNA LAMPADINA?

ululato da Pralina alle ore 10:53 mercoledì, 03 gennaio 2007

Oggi lo spunto me lo offre involontariamente qualcuno (forse Marzullo in persona) che ha digitato questa frase “cosa significa sognare che si regala una lampadina” ed ha trovato il mio blog. cosa significa sognare che si regala una lampadina
* significa che abbiamo la capacità di regalare i nostri sogni agli altri per continuare a sognare, perché facciamo parte di un sogno collettivo, un immenso reve che dalla notte dei tempi fino alla fine del mondo non si esaurirà mai.
* significa che la nostra energia, il nostro amore, la nostra luce si possono trasmettere con l’atto del dono.
* significa che anche il blog è un dono.
* significa che a volte criticare duramente qualcuno o persino mandarlo affanculo può essere un gesto d’amore, se lo aiutiamo a rendersi conto, ad avere l’illuminazione che sta sbagliando (così come fanno gli altri con noi).
* significa che non dovremmo essere stupidamente, ottusamente egoisti per continuare a vivere al buio e far vivere al buio gli altri.
* significa che siamo innamorati di un elettricista (ma in tal caso è meglio farsi regalare un vibratore, lui saprà giocarci meglio di altri).
* significa che la bolletta dell’enel è in scadenza.
* significa che i concetti e le immagini che abbiamo ricevuto gratuitamente, senza copyright, sono un bene collettivo la cui circolazione libera ci arricchirà profondamente: solo lo scambio non mercantile fra le persone e la contaminazione di culture diverse può accendere la luce della Cultura.

dai, continuate voi…

“Regalare una lampadina significa che si è un po’ tirchi: gli si poteva regalare anche tutto il lampadario. 
E aggiungo, tirchi al quadrato, visto che invece di regalare almeno la lampadina, invece del lampadario completo, lo si sogna e basta.” (Maria Strofa)

“Ooooooooooooooooooh… sciabadaduuuuuuuu… ehi! ma checaaaasu… be-be oh didò oh didò! ma porcadiqueeeeeee… tumiregàunalampaduuuuuuu… ehimachemenefàsmuà… mavaaaaavaaaaavaaaaaavaaaaa…” (La Linea di Cavandoli)

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“Io avevo digitato proposte indecenti e scherzetti telefonici alla zia nuda per trovare il tuo blog” (spero che mi riconoscerai anche se mi camuffo da Mister Bean)

“significa darti qualcosa da pensare….non faresti altro che chiederti,,,”che cazzo avra’ voluto dire con una lampadina..???” (india03)

“sognare che si regala una lampadina… bella immagine. mi viene in mente regalare un’idea, regalare creatività come quella che aveva in testa archimede pitagorico di paperino quando ne inventava una…” (hidra)

“se regalata ad una amico antipatico significa:ti auguro di perdere tutti i capelli all’istante.. ad una bella donna significa:sei la luce che illumina il mio cammino..se a una ragazza con cui vorresti fare l’amore significa:mi piacerebbe farlo 220volt..se a un poliziotto significa:che le sue indagini brancolano nel buio..uèèè pralina va che io vado avanti nè…eh eh eh” (giannierre)

“eheheheheh io quoto il commento di Gianni!
Comunque a me ne hanno regalate una serie a basso consumo cosa vorrà dire???”  (monicamarghetti)

“che coincidenza…ho scritto pochi giorni fa anche io un post su una lampadina… il significato era un po’ diverso, però se vuoi puoi darci un occhiata…..si intitola L’AMORE E’ UNA LAMPADINA…(più chiaro di così… :-P)” (nate)

“Secondo me il tipo ha semplicemente abusato di ddroghe leggere…la peperonata ad esempio…” (freeriding)

“mah, la lampadina è un apostrofo acceso tra le parole buio pesto” (Decablog)

“che hai mangiato la peperonata la sera prima?” (Lavorini)

“Significa che vorrei che tu me la mettessi lì… e anche là… lo sai che le lampadine mi eccitano moltissimo… sono stanca dei soliti sedani, carote, zucchine, topinambur infilati in ogni dove… la prossima volta tesoro, lampadina!”

maria strofa e il blog di splinder

* Nel 2007 Maria Strofa decise di chiudere il blog di Splinder (poi lo riaprì) qui sotto riporto le sue motivazioni, insieme a una riflessione amara e pungente dell’atteggiamento superficiale e complusivo di moltissimi blogger. Siccome gli risposi piccata nel mio blog, mi telefonò in quell’occasione (tu non la devi vivere con un tradimento Pralina, io non ce l’ho con te né con Monì che è deliziosa né con altri di cui ho un’immensa stima, ma con altre persone mi disse o forse un modo di intendere i blog che è deleterio in particolare la mania di passare a salutare e a metter decine di gif che non c’entrano un cazzo con il post) la sua scelta a suo dire era stata dettata da…

venerdì, 23 marzo 2007

amore e commenti

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 – Cioran dice che la prostituzione è la forma più onesta di amore che ci sia. Che cosa ne pensi?
 
– Ha ragione. Il rapporto è chiaro, mai equivoco. Paghi e ti viene fornito il servizio adeguato.
 
 – Ma il sentimento?
 
– Quale? Ogni sentimento è una forma di prostituzione: se non è monetaria è morale. Stai con qualcuno perché hai paura della solitudine o ci stai perché è bello, perché è ricco, perché genericamente soddisfa qualche tuo bisogno: chiami sentimento ciò che ti attrae verso lui. Gli dài il corpo perché appaga un tuo bisogno; se è bello compiace la tua vanità, se è ricco e potente ti è utile, se è intelligente colma il tuo complesso di inferiorità; allo stesso modo in cui il cliente paga la puttana o il puttano; cambia il pagamento ma il rapporto è uguale.
 
– Ma non esiste un rapporto disinteressato?
 
– Ci sono alcune persone che si impongono d’amare soggetti che in teoria non amerebbero mai soltanto per soddisfare il proprio ego e ritenersi moralmente superiori agli altri. Amano l’inusuale per snobismo. In tutti i casi ami sempre te stesso e le tue paranoie tramite un altro; l’altro è soltanto uno strumento. Ciò che più lusinga la tua vanità: questo è ciò che chiamano genericamente amore.
 
– E dei commenti che cosa mi dici?
 
– Che dovrebbero metterli a pagamento come la prostituzione. I commenti positivi, allora, sarebbero veramente positivi. Con i commenti negativi ti consoleresti sapendo che almeno hanno pagato per darti contro. Pagare è ciò che rende più chiaro e onesto il rapporto. Non c’è ambiguità. Nessuno resiste alla lusinga, nemmeno i soggetti che dichiarano di rifiutarla. Vai ovunque a dire bravo, stupendo, sei forte. Ti crederanno sempre. Ma se costasse cinquanta centesimi lusingare, nessuno lusingherebbe più facilmente nessuno. La gente apprezza soltanto ciò che è costretta a pagare.
 
– Ma pagare è sufficiente a stabilire un discrimine per l’onestà degli intenti?
 
– No di certo, ma che cosa vuoi che freghi a una puttana di essere ammirata o lodata? Basta che la paghi. Se poi la lodi, tanto meglio.
 
– Quindi niente commenti neanche stavolta?
 
– No: possono già leggere o non leggere gratis. Commentare gratis mi pare davvero un’esagerazione intollerabile.
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[Foto dal blog di DianaLove]
postato da: MariaStrofa alle ore 18:31 | link |
categorie: biscotti
 
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Qoeleth

Dopo circa quattro mesi di esperienza mi viene da dire che nonostante tra i portatori di blog ci siano persone splendide, la natura stessa del mezzo li trasforma in orribili mostri.

Non mi vengono in mente altre forme di comunicazione o di spettacolo in cui la rappresentazione costringa a un movimento circolare e altrettanto pietoso di do ut des.

Come se uno scrittore fosse costretto per continuare a vendere libri a leggere e a comprare quelli dei suoi lettori. O che un attore dovesse andare da ognuno dei suoi spettatori per assistere alle recite di condominio. In caso contrario, la prossima volta, il teatro sarà vuoto o il libro non venderà nemmeno una copia.

La presunta democratizzazione della rete dà l’illusione a tutti di essere protagonisti, ma è un protagonismo ben triste visto che alla fine la popolarità da condominio la si misura in numero di commenti ricevuti.

La natura stessa del blog, poi, non è affatto dialogica né dialettica. Nel post si lasciano santini come a San Gennaro, o corone di fiori come all’oracolo di Delfi. Il blog non è dialettico: è votivo.

I due blog che preferisco in assoluto (e che non cito per non mettere in difficoltà nessuno) hanno una media di due, tre, quattro commenti al giorno: e il motivo di questo non si riferisce alla scarsa qualità. Si riferisce alla decisione dei portatori di blog di non sollecitare commenti tramite la logica del do ut des.

Qualche mattina, facendo esperimenti da laboratorio, ho commentato un centinaio di blog dicendo stronzate assurde; dopo due o tre ore avevo ricevuto in risposta un ottanta percento di commenti.

Il commento, poi, o il mancato commento diventa una specie di arma punitiva. Ci sono i cagarotti e le cagarotte che non commentano i blog con molti commenti perché non vogliono mescolarsi alla massa: quei tristissimi blog dove i titolari sembrano avere inventato loro la lettura dei libri così come si dice che ogni donna che se la tira ha inventato la figa in quel momento.

Blog pseudo elitari, circoli bocciofile di lettori o lettrici di libri, che celebrano i loro misteri eleusini alla stregua delle signore bene che per il loro tè rancido invitano soltanto pensionati e pensionate d’élite.

Del tutto comici poi quei portatori di blog che si vantano di avere pochi commenti; magari ne hanno uno o due ma nemmeno loro hanno la forza di cancellare il commento plastificato: bel blog, brava, bravo.

Tragici invece quegli sfigati che non se li caga nessuno e vomitano ogni giorno la loro bile a commento zero.

La logica di scambio all’interno dei blog non mi interessa più, né so se mi interessi scrivere ancora per mandare qualche messaggio in bottiglia: per divertire e intrattenere anonimi che nemmeno conosco. Sentimentalmente e sessualmente sono a posto sin da quando ho cominciato: non ho bisogno di tenere un blog per cuccare.

Il blog è uno strumento dittatoriale frazionato e moltiplicato in centinaia di migliaia di unità. Una popolazione di anonimi diventati star, editori e protagonisti che, senza nessun talento, si sentono artisticamente uguali a chiunque. La letteratura e lo spettacolo non sono mai stati democratici; ma il blog è riuscito a creare l’oscenità di passare direttamente dalla poca democrazia alla dittatura dei tutti.

I molti commenti che ho ricevuto non dipendono dalla qualità del mio blog: dipendono dal fatto che, volutamente, ho fatto centinaia di migliaia di pisciatine in giro che mi sono ritornate.

Dice Samuel Johnson: Solo uno sciocco scriverebbe se non per denaro.

Aggiungo io: solo uno sciocco scrive gratis o per ricevere un commento a condizione di avere fatto un commento a chi ti commenta.

Non scrivetemi in email perché non rispondo a nessuno.

scrivi nel blog? no: faccio il rigattiere

martedì, 27 marzo 2007

Premessa:

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ala sinistra del mio garage.

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Ala destra (c’è un po’ di casino perché sto traslocando in questi giorni; mi hanno dato lo sfratto ma si è liberato un appartamento due piani sopra, stessa rampa di scale cum ascensore: libri ringraziant!)

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Parte centrale (con libreria – rigorosamente in doppia fila – modello Artemide se a qualcuno interessasse un giorno scrivere la mia biografia…)

Avendo il garage pieno di troppe cianfrusaglie, che anche una cosa utile come l’auto deve dormire fuori, mi dite dove posso stivare tutto il bendidìo che mi è arrivato durante la mia attività bloggante?

Ritratto tutto ciò che ho detto nei due post incriminati prima della chiusura: ecco perché ho dovuto prendere seri provvedimenti.

Indove la stivavo tutta ‘sta meraviglia, secondo voi? E potevo rischiare di riceverne ancora? Molto a malincuore ho dovuto interrompere le donazioni trovando il primo pretesto che mi è venuto in mente.

Image Hosted by ImageShack.us

Photobucket - Video and Image Hosting

 

 

Questi sono gli oggetti raccolti nei commenti di dieci post,  e siccome di post ne ho fatti 130 circa fate un po’ il conto voi di quanta roba ciò in casa.

P.S. Se a qualcuno/a venisse in mente di commentare: ben ti sta, deficiente, così impari a trasformare tutti i blog in succursali di Sanremo: perché se non sollecitavi tu l’invio di tOtta questa roba con i tuoi aneliti da compulsivo commentator fioraio… nessuno te la mandava… ecco… se qualcuno pensa ciò, può esimersi dallo scriverlo visto che l’ho già scritto io!

Adesso, con calma, non è vero (detto con tono e voce di Sandro Pertini), mi indicherete gli articoli che intendete acquistare. Oneri e onori di chi partecipa.

3 euri l’uno, 7 euri se ne prendete 4.

500 euri tutto lo stock: vale di più perché è una serie di 10 post completa.

Nel caso ci fossero delle liti su un particolare oggetto, si procederà a un’asta per l’assegnazione dello stesso.

Potete anche comprarli per conto terzi: per esempio che cosa regalereste a Paolo Tacchinator Ferrucci? Quale oggettino vi sembra meglio per Gaja viperina?

Non si fa credito. Astenersi perditempo. Offerta speciale: chi deciderà di sostituire il suo avatar con uno degli oggetti di cui sopra, per la durata di giorni ventidue, lo avrà in regalo.

 

ungattaretti

ungattaretti

Il poeta dei gatti! Tre sue poesie:

IIl Maestro ci porta sempre fuori

 IIMe la dai? Ciclo?...

 Vergine al matrimonio???.. III

Ho quasi finito..

 Il resto e molto altro, qui. Da aiciciu.

lo strano caso degli avatar sequestrati

ululato da Pralina alle ore 18:05 venerdì, 05 gennaio 2007

Utente: entusiasmo Utente: MariaStrofaUtente: sgnapisvirgolaUtente: xdanisxUtente: lefty333boyUtente: trianaUtente: patrizio_clownUtente: SENZAQUALITAUtente: 365albe Utente: silyoungUtente: paolocevoliUtente: MasterTardUtente: AlexdiavolettoUtente: alex321Utente: giannierreUtente: erostratosUtente: L0STANGELUtente: JohanUtente: LavoriniUtente: AWomanAManUtente: GiselleBUtente: sevensistersUtente: williamnessunoUtente: albatros900Utente: ilgattosilverUtente: NonSoCosaDireAvendoTantoDaDireUtente: contenebbiaUtente: SoulboarderUtente: ma55Utente: PadreMarioYUtente: squittoUtente: undulantUtente: isadeeUtente: TirabarallaUtente: TonyRucolaUtente: alidipannaUtente: OUTTAKEUtente: lacolfUtente: elena1966  

 

Che fine hanno fatto gli avatar che Splinder ha sequestrato? e perché Splinder quando è in manutenzione, ci sequestra gli avatar? ne ha bisogno? è vero che esiste un racket di avatar? è vero che la mafia per ogni avatar lasciata al suo posto, taglia un orecchio ai redattori di Splinder? oppure, come ipotizza qualcuno, verrà fatto un album delle figurine degli avatar (come quelli mitici Panini) per incrementare le entrate di Splinder? e allora, è fantascienza ipotizzare mercatini dei doppioni delle avatar di Splinder… tipo “io ho tre monicamarghetti, sto cercando un patrizio_clown” “posso offrirti un rarissimo Fendin, è come un Gronchi rosa”. Ciò potrebbe spiegare anche se non giustificare, la ragione della sparizione degli avatar.

Il seguito qui sul blog della Sesta Sorella Marx. Particolari scabrosi  anche qui >  didolasplendida

grazie Maria Strofa per questi bellissimi avatar che ho preso in prestito dal tuo armadio… è di Decablog la locandina su idea di Pralina Tuttifrutti

Rassegna Tampax

pagherò qualsiasi cifra…

RIVOGLIO IL MIO AVATAR!!

Pianto di dolore della bloggheressa hidra-marina morganmarina occhialuta

un omaggio di l0stangel

lo stato dello shiny – 3

ululato da Pralina alle ore 01:40 giovedì, 19 luglio 2007

 

A quando le cozze?

Volete sapere le voci più divertenti con le quali mi trovano su questo blog? Le voilà il rapporto di luglio dello Sciaini Statte… (per farsi due risate)

foto sexy anni 50 …adesso non esageriamo, 50 anni, pfui!
“succhiare le dita dei     …dei cosa?
antonia fregola foto nude …ma pensa a tua moglie, che sono vent’anni che non te la da    
cabaret d’animazione irish coffee …si può fare tutt’uno, quando il caffè si rovescia tutto sulla tovaglia dopo un tuo maldestro tentativo di versarlo come un perfetto barman alla faccia delle tue ultime parole famose <<io sì che so fare l’irish coffee, l’ho imparato all’alberghiera>>, bella figura di merda davanti agli amici
cartone tuttifrutti …e casse verdurix
cibo e bevande tube psp …nocciolineeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!!!!!!!!
collane hawaiane fiori veri …qui, fiori veri solo qui
collezionismi  …io colleziono unghie dei piedi tagliate, interessa?
come curare l’episiotomia post-partum …con un bel fracasso di randellate sulla schiena del primario dell’ospedale
come dipingere facilmente i fiori e alberi con il painting …una pennellata unica di un unico colore, il verde, dicono che doni agli alberi
come fanno a fare le collane hawaiane? …eeeeeeeeeeeeeeeeeeeh! sapessi!!!!!
contraccettivo diaframma e tazza …coraggio, potrebbe anche andare peggio… potrebbe piovereeeee!!!!      
cortometraggi totalmente gratis …sono corti proprio per questo: così la SIAE non fa a tempo a sgamarli      
cosa significa sognare delle zucchine …questo dev’essere lo stesso scemo che si è chiesto cosa significa sognare delle lampadine, un anno fa
dov’è nata la panzanella …fuochino…          
fettine culo …fuoco!!!!!!!!!
forlimpopoli tette -forli -forlì …proprio così, senza appello              
foto di ragazze con peli sotto le ascelle …guarda, io non ne ho molti, e sono pure rossicci, biondicci, non credo che possano eccitare   
foto ile de bréhat …guarda, io non ne ho molti, e sono pure rossicci, biondicci, non credo che possano eccitare (che poi detto fra parentesi, non è che scrivendo ile de bréhat o Ile de Bréhat usando maiuscole e minuscole ma anche isola di Bréhat o bréhat o Brehat o Bréhat o infine Enez Vriad che è il nome bretone di Bréhat eccito invece i motori di ricerca? n’est pas?)
foto nuda sorella di antonio …e io che c’entro?
infermiera di notte è una maiala …ma saranno cazzi suoi oppure no?      
lana nuda con figa fuori …è una pecora transgender
maiala come sono bravo al computer de     …poi ti hanno sgamato e hai dovuto interrompere, pischello di terza media!!!!
mi riempie di ceffoni per educare …e fa bene, visto quello che digiti           
perchè gli uomini non chiedono informazioni e le donne non sanno leggere le cartine …ecco
perchè le donne non sanno leggere le cartine e gli uomini non chiedono mai informazioni …diciamolo     
pesanella ciucciamenta …tuttifrutti   
poesie sulle mutande …dipende in che stato, dipende
profumo di zagara sarto campagna …poesia   
sadonaso donna uomo …dai, un po’ di trasgressione rinoplastica      
si puo fare la doccia con una ferita …sì, con un bel chirurgone biondo nella doccia anche meglio
simpsons cacciata dal paradiso affresco …storia dell’arte vera      
tette dalla quinta misura in su’ …ascensoreeeeeeeeeeeeeeee!!!!!!!!!!
un frigorifero pieno di terzo mondo …e un terzo mondo pieno di frigoriferi no?
venditori di chioschi di piadina …mitici
woody allen ospedale “morte” …per chiudere in letizia e allegria!!!!

le mogli dei grandi scrittori

sabato, 30 dicembre 2006
 

erostratos 5

Che storia hanno le mogli dei grandi scrittori? Dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna? E dietro una grande donna c’è sempre un grande uomo? (non nel senso di quando lo fa alla pecorina, s’intende…)
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Si vorrebbe dare inizio con questo post di erostratos alla rubrica Mogli dei grandi scrittori o anche Mariti delle grandi scrittrici (o fidanzati o morosi – la parola compagno mi fa venire l’orticaria): anime morte alla gloria ma resuscitate nei limb(r)i delle biografie: larve ipostatiche che assurgono allo status di farfalle virtuali soltanto se accompagnano, obtortobbediènti, il volo di Madame Butterfly (Madame Butterfly c’est moi! dice lo scrittore)…
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Anime che si sono sacrificate, che hanno oppresso la loro metà con l’ab-negazione, con il ricatto psicologico di un’esistenza vissuta all’ombra del Grande: ricatto sottaciuto o urlato ma sempre ricatto. No, non è facile essere l’altra metà del cielo di un genio. Terribili possono essere le conseguenze…
 
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La moglie di Tolstòj
         di erostratos
Sof
  
Tutte le mogli felici si assomigliano fra loro, ogni moglie infelice finisce per assomigliare al marito.
 
Per alcuni anni ancora, dopo la sua morte, i bifolchi di Jàsnaja Poljana videro il conte Lev Nikolàevič Tolstòj, il grande scrittore – sguardo vacuo e una soffice matassina di capelli posata in cima al cranio –, attraversare il cortile trottando nella guazza con le sottane tirate.
 
Non era lui.
 
Quella sinistra palingenesi rispondeva sibbene al nome di Sof’ja Andrèevna Tolstàja, nata Bers, secondogenita del medico di corte Bers: sua moglieSof 
Lui la conobbe che era un bijou.                                                                                    
Leggiadra.
Venusta.
Che figa!, si disse il conte (se lo disse in russo, con un’unica emissione di suono, una specie di muggito alcolico che s’impastava nel finale). Me la sposo! (altro muggito)
 
La piccola aveva tuttavia, come si suol dire, un temperamento tragico.
Col tempo peggiorò. Isterica, lagnosa (oh, quanto!) non che incline al battibecco, affetta da una gelosia tenace e disperante, grufolava fra le carte del marito, lo guatava nel sonno, lo concupiva.
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Giunse financo a sospettare che pendesse dall’altra parte, e che, ogni qual volta il di lui discepolo Čertkòv passava a trovarlo a Jàsnaja Poljana, i due si appartassero per ingropparsi. Avrebbe voluto possederlo solo lei, interamente e senza remissione, tutto per sé, sgnapparselo tutto, scofanarselo dalla testa ai piedi, ciucciargli l’anima insieme con l’uccello. Talora vagheggiava di accopparlo per poi rifarlo esattamente uguale(parole sue).
 
Gli scodellò tredici marmocchi.
 
Lo interiorizzò morbosamente.
 
Poi, non paga, cominciò pure a esteriorizzarloSof
 
Il volto le si rincagnò tutto. Mise fuori una lana intricata, fioccosa, e un nappone con cui si avanzava sopra la spalla del marito intento alla scrittura e ne annusava ingordamente i pensieri.
 
Lui – e si capisce – prese a fuggirla. Ricusò perfino di dormire con lei nello stesso letto.
Solo a toccarla, gli pareva di indulgere a una sorta di onanismo indecoroso e puerile.
Che cazzo, sua moglie era un marito! E poi quel cipiglio, quella barbaccia da pope, quelle fattezze senza grazia… Sì, insomma… gli ripugnavano (non osava approfondire).
 
Per un attimo, colto dalla disperazione, fu addirittura tentato di venirle incontro: di effeminarsi lui. Ma come? Poteva mica fiondarsi a Casablanca… I serpenti! Sì, sì, i serpenti, come coso, lì… l’indovino. Ma che mese era? Quando cazzo si accoppiano i serpenti?? Ma porc… Serate innumere a lessarsi le ciuffole con Hegel, invece di studiare zoologia!   
 
Ma poi no, non avrebbe funzionato comunque: di sicuro l’avrebbe tradita.
Cornificata.
Senza scampo.
Ma certo! Già si vedeva darla a qualche musicista, di quelli con le mani diafane, sottili… Mica ‘sti badili terrosi da mugìco. Quel Taneev, per esempio. O a un ufficiale… Un elegantone coi bottoni dorati e la passamaneria. Sì, meglio un ufficiale.
 
Oppure, più correttamente, si sarebbe gettato sotto un treno.
 
No: era la fine. La diuturna, l’estenuante, la mortificante intimità con se stesso che sua moglie gli infliggeva lo persuase che non si sopportava. La vena gli si inaridì. Tutti quei libri, quel fottio di personaggi sollevati come un muro fra sé e la propria faccia… Tutto inutile.
 
Non fa meraviglia che, la notte del 28 ottobre 1910, il conte Tolstòj uscisse definitivamente di cotenna e, braghe alla mano, si slanciasse in un galoppo belluino lungo le campagne, e poi in carrozza, su! più su! per le nevose salpingi della Santa Madre Russia fino all’ultima stazione di Astàpovo – il suo utero atro -, dove tirò le cuoia (sì, fu un finale circolare).
 
L’infelice Sof’ja Andrèevna sopravvisse al marito ancora nove anni.
Quando morì, era tutta la buonanima.
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Sof
 
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Questo post è gemellato con letturalenta Luca Tassinari, qui, (trafiletto a destra).
 
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in effetti, Sof’ja Bers fu la vera ispiratrice dell’Anna Karenina, controverso personaggio cui l’Autore assegnerà, tra perle e trine, il marchio del “diverso” e che ebbe poi ad ispirargli la celeberrima frase, dedicata alla consorte: “anna karenina c’est moi et, tout fois, toi aussi!”
(qui, una rivelatoria ma ormai introvabile rappresentazione di Anna mentre, davanti allo specchio, s’immerge nel duplice transfert Sof’ja/Lev)
 
[SENZAQUALITA ]
 
 

oblomov e maria strofa

ululato da Pralina alle ore 10:25 mercoledì, 11 giugno 2008

Circa 10 giorni fa andai a cercare dei libri per l’esame di mio figlio, in una libreria presi il romanzo Oblomov di Ivan Aleksandrovic Goncarov fra le mani, lo sfogliai velocemente ma con grande curiosità, volevo acquistarlo ma avevo i soldi contati in tasca, sentii una voce dentro il mio cuore che mi diceva “Devi assolutamente leggerlo, Pralina, è il tuo stile, è un romanzo giusto per te”.
Lo posai titubante nello scaffale, e la voce continuò “Davvero sai, ti faresti delle risate, è ironico, intendiamoci, sottilmente ironico, un capolavoro”. Forse avrei dovuto rubarlo, ma dico così per scherzo la pigrizia mi bloccò.

Oggi dopo avere appreso la notizia della scomparsa da questa dimensione del nostro polemico, sanguigno, umorale, schietto, permaloso, corrosivo, sarcastico, chirurgico, tagliente, spietato (ma tenerissimo), coltissimo, geniale, fantastico e fantasmagorico Carlo Berselli alias Maria Strofa, sono assolutamente sicura che la voce nel mio cuore fosse proprio la sua.
Sono molto triste, no anzi, sono davvero affranta, ma sono certa che ha lasciato un tesoro al mondo. Quel libro dovrò proprio leggerlo, lui me l’ha chiesto!
  

Maria Strofa
 
 


gif di Oyrad e di L0stangel

il mitico cineblog

mercoledì, 27 dicembre 2006
 
il racconto del riconto di Ridley Scott

L

L’astronave Nostromo sbarca su un pianeta da cui proviene uno strano SOS…

In una stanza ce una strana macchina incubatrice

Sul pianeta c’è una strana macchina incubatrice. Improvvisamente la macchina si apre e esce il primo alieno.Dalla macchina incubatrice salta fuori il primo alieno

Ma-non-far-ridere,-non-spav

Ma non farci ridere, ciccio… non spaventi nessuno tu!ho-idea-che-gli-alieni-non-

Temo però che i prossimi alieni non saranno tutti come quel puffo, dice Ripley. Ecco… la macchina si sta aprendo ancora. Ne esce un altro…In una stanza ce una strana macchina incubatrice

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LL’orrore e il panico si diffondono a bordo! ho-idea-che-gli-alieni-non-

Credo che non sia finita…

In una stanza ce una strana macchina incubatrice

guzzanti

L

Si salvi chi può… In una stanza ce una strana macchina incubatrice

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L

Mai visto un orrore simile… Eccone altri due, tutti insieme…

In una stanza ce una strana macchina incubatrice

Elio vitoGardini

L

C’è Vito sul pianeta… Non sopravviveremo a questo orrore…

ho-idea-che-gli-alieni-non-

Non è ancora finita, dice Ripley, manca la madre di tutti gli alieni!

In una stanza ce una strana macchina incubatrice

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L

Togliamoci la vita, tutto questo è insopportabile…ho-idea-che-gli-alieni-non-

Devo sconfiggere questi alieni, dice Ripley (rimasta sola accanto all’ultimo uomo che si sta facendo harakiri per la disperazione), ma come?…

mi-cambio-e-vado-a-votare..

Mi cambio e vado a votare sul pianeta Elezioni.

L

ripley-dorme

Ripley dorme sonni tranquilli. Ha votato: ha sconfitto gli alieni.

IT-ALIEN (gli alieni d’Italia)

NEI MIGLIORI CINEBLOG!

[La possibilità di fare questo il gioco di parole italieni mi è venuta leggendo il divertente blog di pralinatuttifrutti]

P.S. (scendere per cortesia con lo scroll)

berlusconi-bandana-713865

Riconteggiamo i voti anche nello spazio interstellare!

[Fine ?…]

dimenticasti questo (il nome? maddai..è 3Monty Python)

trem

[gabryella – Senzaqualita]

____________

[ventodipolente]

postato da: StrofaMaria alle ore 21:15
categorie: dialoghi platonici