Archivi categoria: anarchici

PER VIVERE CON ONORE…

Per vivere con onore bisogna struggersi, battersi, sbagliare e ricominciare da capo e buttare via tutto, e di nuovo ricominciare e lottare e perdere eternamente. [Lev Nikolaevic Tolstoj]

 

 

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LA GRANDE BELLEZZA DI HORST FANTAZZINI

La grande bellezza di Horst Fantazzini. Acclamato (dagli ermellini da guardia) vincitore di 57 anni nelle patrie galere italiane, per avere rubato qualche milione di lire, a fronte dei miliardi rubati da presidenti di banche e istituzioni. Nel 1999 uscì il film sulla sua vita, ma non fu distribuito – dalla stessa produzione – come avrebbe meritato. Tutti si ricordarono di lui dopo l’uscita del film e molti lo abbandonarono quando uscì in semilibertà. Morì nel 2001 prima di avere scontato tutta la condanna (fino al 2017 e oltre) e le sue ceneri si trovano al cimitero della Certosa di Bologna, abbandonate dai figli e dai parenti. Domani sarebbe stato il suo compleanno, era nato il 4 marzo 1939 da madre tedesca e padre italiano. Non era propriamente il rappresentante del made in Italy nel mondo, ma un dito puntato contro le ingiustizie sociali e l’istituzione del carcere. Ti amo Horst, ti amerò sempre. I perdenti in questo paese sono distrutti così come sono applauditi i vincitori, ma in realtà chi ha più possibilità di venire amato veramente è proprio il perdente, e tu lo sapevi.

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GLI ANNI DI PONGO

<< Appartengo a un frammento di generazione colpevole di un eccesso di sensibilitá, in un’epoca dalla quale ogni sensibilitá é bandita…..>> Pino Cacucci

Prima che qualcun* mi bacchetti di nuovo sulle dita perché ho pubblicato qualcosa che non era di mia proprietà, dirò subito che ho trovato questa foto in rete, non c’erano attribuzioni, e visto che sono una ladra per amore (sono stata adolescente in anni nei quali l’esproprio proletario faceva tendenza), l’ho ridistribuita. Ma sono sempre pronta a renderla, con tante scuse. Come quella volta che rubai un fiore enorme, bellissimo, esposto fuori dal negozio, e il commerciante fiorentino mi rincorse per tutta via de’ Neri. Roberto “Freak” Antoni non l’ho conosciuto personalmente, ma impersonalmente, in quanto pubblico di merda durante uno spettacolo che lo vedeva protagonista insieme alla banda di “Lupo Solitario”, ovvero Maurizia Giusti al secolo Syusy Blady, Patrizio Roversi, Vito, i Gemelli Ruggeri. Non ricordo in quale teatro fossimo né l’anno, ma doveva essere più o meno il 1986. La cassiera del bar scambiò me che allora avevo i capelli più scuri per Syusy Blady e mio marito (impomatato e coi baffetti) per Eraldo Turra dei Gemelli Ruggeri, fu un equivoco molto divertente. Freak Antoni fece il suo show di poesie demenziali e poi al termine di una poesia con il finale a sorpresa “ce l’hai centomila lire da prestarmi?” mi guardò intensamente e notando il mio imbarazzo mi fece il segno di “caghetta” con la mano. Non dimenticherò mai i suoi occhi, il suo sguardo magnetico, il suo ghigno meraviglioso, l’espressione sarcastica ma al contempo buona. Era un grande. Un signore. Umile, come tutti i grandi. E’ proverbiale, la spiga piena guarda sempre in basso. Ora non voglio dire troppe sciocchezze come mio solito, ma ormai sono in ballo e devo ballare. Magari una blogstar l’avrebbe raccontato meglio, io sono della schiera degli imbecilli e degli scarsamente impegnati che hanno sempre amato il genere demenziale, che si mettevano a ballare quando ascoltavano “Fagioli” o “Karabigniere blues”. Ho risentito proprio ieri Roberto in un’intervista per una web tv. Diceva cose sacrosante. Nei cosiddetti “anni di piombo” che lui ribattezza “anni di pongo” non esisteva solo la lotta armata, ma anche la lotta creativa, intuitiva, pittorica e non per questo disarmata ma disarmante solo che noi avevamo altre armi. L’invenzione degli Skiantos fu una atto geniale di sovvertimento di una seriosità (che non sempre corrispondeva a serietà) imposta da gran parte del movimento antagonista e studentesco degli anni settanta, che imponeva slogan e schemi, che etichettava ogni cosa in “di destra” e “di sinistra”, e che guardava con diffidenza tutto ciò che non era attribuibile. Gli Skiantos non avevano schemi ma desideri, idee estemporanee da sviluppare, provocazioni, anche divertimento. Si muovevano come il pesce di nome Wanda in un grande acquario di spunti creativi, magari raccolti da articoli di giornali o storie ascoltate al bar di provincia. Erano la punta di diamante del rock demenziale in Italia, ma anche del punk nostrano, però in versione più godereccia. Sì perché il punk inglese ci dava giù di piercing e catene, loro al massimo si stracciavano le magliette e gettavano gli ortaggi sul pubblico. Durante un concerto in un noto locale bolognese anziché esibirsi cucinarono spaghetti, e al pubblico che li insultava chiedendo i soldi del biglietto, risposero “noi siamo l’avanguardia”. La loro eredità verrà raccolta da Elio e Le storie tese ma anche da una miriade di altri gruppi meno noti. Oggi sono “anni di niente” e di deserto, è vero, tante cose sono sopravvissute come schegge impazzite, però l’Italia come diceva Freak Antoni è un paese a forma di scarpa e quindi inaffidabile di per sé, dove non c’è gusto a essere intelligenti. E va da sé che il riferimento all’ottusità delle major discografiche, dei locali, dei giornalisti e altro, ma anche di quel “pubblico di merda” amorfo e consumista (quando è moda è moda) che sbeffeggiavano durante i loro spettacoli, è calzante. E non solo, si potrebbe parlare all’infinito della triste sorte della cultura e dell’arte in questo paese scarpa che negli ultimi decenni così vuoti e così televisivi ha prodotto una serie infinita di sòle ma pochissima roba sostanziosa. Io sento la sua morte come una sconfitta, e se sono felice che ci siano stati, e non parlo solo di Roberto Antoni ma anche di Piero Ciampi, di Victor Cavallo, di Andrea Pazienza, e di tanti altri, altre, geniacci (il femminile di genio non esiste) maledetti, mi sembra tutto pazzescamente ingiusto. Ma si sa che dio non è mai stato dalla nostra parte o forse teme troppo la concorrenza.

MEGLIO LIBRI CHE MALE ACCOMPAGNATI. MILIEU A SCIGHERA MILANO 29 NOVEMBRE – 1 DICEMBRE

Meglio libri che male accompagnati. Milieu a Scighera MILANO 29 novembre – 1 dicembre

Cosa c’è meglio di un libro?
In Scighera, con la collaborazione di Edizioni Elèuthera, si apre la prima edizione di una fiera per incontrare il meglio degli editori indipendenti, case editrici che si muovono fuori dalla logica dello stretto guadagno commerciale e scelgono i titoli da pubblicare rispettando quello in cui credono e che reputano bello e importante.
Si comincia venerdì sera 29 novembre con un concerto di DJ Malatesta e Drowning Dog, per proseguire sabato 30 novembre e domenica 1 dicembre (dalle 14.00 in poi) con l’esposizione delle case editrici insieme a presentazioni, readings e musica. E naturalmente i vini della Scighera e incursioni culinarie della Locanda dell’Assurdo.
Sabato 30 novembre e domenica 1 dicembre sarà possibile acquistare tessera arci 2013 al prezzo di costo (5,00 €) e quella 2014 con un buono di 2,00€ per l’acquisto di un libro in Fiera.
Meglio libri insomma (che male accompagnati!).


PROGRAMMA
ANTICIPO EDITORIA INDIPENDENTE
Venerdì 29 novembre
  • ore 19.00 presentazione: Trasatti, Filippi, Crimini in tempo di pace (Elèuthera). Presenta Paolo Finzi
  • ore 21.30 concerto DJ MALATESTA
FIERA EDITORIA INDIPENDENTE CON BANCHETTI LIBRI
Agenzia X, Ambiente, Baronata, BePress, BFS, DeriveApprodi, :duepunti, ek records, Elèuthera, Fiaccola, Galzerano, Henry Beyle, Milieu, Nautilus, NDA Press, Mimesis, Nova Delphi, ObarraO, Ortica, Quodlibet, Sensibili alle foglie, Sicilia Libertaria, Spartaco, Stampa Alternativa, Zero in condotta.
Sabato 30 novembre
  • ore 15.00 apertura fiera
  • ore 16.30 merenda bambini
  • ore 15.30 presentazione: Carlo Ghezzi, Francesco Ghezzi, Un anarchico nella nebbia (Zero in Condotta Edizioni). Presenta Edy Zarro
  • ore 17.00 presentazione: Il Duka, Il tacco del Duka (Agenzia X). Presenta Andrea “Giucas” Morando
  • ore 18.30 presentazione: Gianluigi Gherzi, Atlante della città fragile (Sensibili alle foglie) e Piero Cipriano, La fabbrica della cura mentale (Elèuthera). Presenta Andrea Molteni
  • ore 20.00 cena buffet
  • ore 21.30 radiocrochet la libertà di pensiero
domenica 1 dicembre
  • ore 15.00 apertura fiera
  • ore 16.00 Laboratorio Fumetti per bambini
  • ore 17.00 merenda bambini
  • ore 15.30 presentazione: Pippo Gurrieri, NO MUOS ora e sempre. I percorsi del movimento (Sicilia Punto L). Presentano Marco Faillo e Daniele Scalia, ospite Ylenia D’Alessandro (comitato NOMUOS)
  • ore 17.00 presentazione: Matteo Lunardini, Il fantasma dell’Arena (Milieu). Presenta Andrea Perin
  • ore 18.30 presentazione (in collaborazione con NAGA): Davide Cadeddu, CIE e complicità delle organizzazioni umanitarie (Sensibili alle Foglie). Presenta Andrea Staid, ospiti Pietro Massarotto (NAGA) e Ilaria Sesana (giornalista)
  • ore 20.00 cena buffet
  • ore 21.30 presentazione: Felice Accame, Rossori, (:duepunti Edizioni)
Ingresso libero con tessera Arci.
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19 OTTOBRE LO STATUTO DEI GABBIANI A FOSSANO

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19 ottobre alle ore 21 – presso la Biblioteca Comunale di Fossano (Cuneo), nel Castello di Acaja, presentazione de Lo statuto dei gabbiani di Horst Fantazzini, ed. Milieu. Sarà presente l’autrice e l’attore Andrea Treré leggerà alcuni brani dal libro.

IL COMUNE DI FANO TEME LA SATIRA ANTICLERICALE E VIETA IL FUORISALONE LIBERTARIO

Dagli abusi di qualche piccolo funzionario in divisa, capotreno o altro, passiamo a chi amministra le nostre belle cittadine di provincia. Ormai gli esempi di arbitrarietà “capricciosa” (capricciosa soltanto all’apparenza) del potere si sprecano, insieme alla sua contorta arroganza e al divario sempre più ampliato che lo separa dai cittadini. Il Comune di Fano in queste ultime ore e con motivazioni pretestuose e cavillose,  impedisce lo svolgimento del Fuorisalone Libertario programmato da oggi 6 agosto fino a domenica 8, perché durante il suo svoglimento avrebbero potuto (udite udite!) esporre la satira anticlericale.

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<< Nonostante gli incontri effettuati in questi mesi per preparare il Fuorisalone, la data prenotata da oltre 4 mesi, le comunicazioni fatte alla Consulta per le Associazioni, le richieste di specifiche fatte per sapere se dovevamo fare altre richieste formali, ora l’Assessorato alla cultura del Comune di Fano, senza contattarci direttamente, ha dato oggi la comunicazione che la sala ci è preclusa perché a loro dire non siamo inclusi in un Verbale di marzo della Consulta che elencava le iniziative alla Amministrazione, questo anche se la riunione per decidere le date è stata fatta, noi presenti, a MAGGIO! Si tratta in tutta evidenza della ricerca di un cavillo per buttarci fuori dallo spazio a causa della notizia giunta all’orecchio di qualche politico/a che al Fuorisalone ci sarà esposto anche materiale anticlericale. Domani alle 18.30 è prevista la presentazione del libro su Joyce Lussu, scrittrice, poeta, medaglia d’oro della Resistenza, se non tornano indietro su questi vigliacchi tentativi di escluderci (l’Assessora Cucuzza tira il sasso e nasconde la mano dicendo che è un problema della consulta) pensate che la vostra presenza PACATA e FERMA, è richiesta, necessaria, per dire BASTA a questo schifo di gestione del potere che è dominio privo anche del coraggio di dirci le cose in faccia! Fate girare questo messaggio. Questa mattina facciamo una mediazione chiedendo – pur essendo nella ragione – un incontro con l’assessorato alla cultura – se persistono nel loro atteggiamento – pur avendo torto dovremo dimostrare con i fatti che le cose a Fano si fanno nel rispetto delle regole e con le persone reali, ieri eravamo già in 20 e siamo rimasti tutta la sera … oggi saremo molti di più, spero! >>

Monia Andreani

QUI https://www.facebook.com/events/532437300156254/

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Fuorisalone Libertario in Rimarchevole – http://rimarchevole.wordpress.com/2013/09/01/fuorisalone-libertario-comunicato-stampa/

23 luglio 1973

23 LUGLIO 1973. TENTATA EVASIONE DAL CARCERE DI FOSSANO. ORMAI E’ FATTA! … MILLE FIORI ROSSI PER HORST.